Scanavino (Cia): «Agricoltura sia al centro del rilancio economico»

Dino Scanavino a Villa Pamphili davanti al Premier Conte
Tutta l’agricoltura che conta agli “Stati Generali” per il rilancio dell’economia post-Covid19. Le proposte presentate da Cia_Agricoltori italiani al Premier Conte

Giornata dedicata all’agricoltura nel corso degli Stati Generali dell’Economia a Villa Pamphili. I rappresentanti del settore primario si sono confrontati nel corso della mattinata prima con il Premier Giuseppe Conte e poi con la ministra Teresa Bellanova.

Motore di sviluppo e di crescita

Cia- Agricoltori Italiani ha ricordato come l’emergenza Covid-19 abbia mostrato con tutta evidenza come il settore agricolo non sia residuale nel contesto socio-economico italiano, ma rappresenti il motore dello sviluppo e della crescita del Paese.

«Ha garantito – ha esordito il Presidente Dino Scanavino - l'approvvigionamento di beni alimentari durante il lockdown; ora, rientri, quindi a pieno titolo nel piano di rilancio economico dell'Italia».

L’impegno di ricostruzione

Per Cia, infatti: «la straordinarietà della crisi causata dalla pandemia, non consente un approccio ordinario, mentre è necessario che le istituzioni e la politica, superino rivendicazioni e opportunismi per dare forma credibile a un progetto più ampio che consideri l'agricoltura centrale e avanzi secondo una visione chiara e di lungo periodo».

Gli Stati generali sono considerati all’associazione agricola l’occasione per condividere l’impegno di ricostruzione per un settore agroalimentare che oggi vale 205 miliardi.

La sfida del Green deal riguarda tutti

«L'Italia – ha continuato Scanavino – deve essere ben posizionata nel contesto delle politiche comunitarie, definite dal green deal con le strategie Farm to fork, Biodiversity e Next generation Ue, che però non devono essere solo sfide agricole e ambientali: la transizione a un nuovo sistema agroalimentare più digitale e verde, infatti, lega al tema della sostenibilità l'intera programmazione del rilancio dell'Italia».

Il concetto di filiera non basta

L'altra strada è quella tutta italiana di creare le condizioni favorevoli allo sviluppo e al rafforzamento dei sistemi produttivi territoriali.

«Il concetto di filiera non può, infatti, esaurire in sè il modello produttivo agricolo italiano, perchè l'agricoltura del nostro paese si compone di tante agricolture, molto diverse per dimensioni economiche e di superficie, per strategie commerciali e forme di conduzione aziendale. Ed è proprio il segmento delle piccole e medie imprese che rappresenta la parte più dinamica del nostro paese e sul quale puntare con investimenti adeguati».

Scanavino ha ricordato come il ruolo dell'agricoltura si evolva oggi in molte direzioni, non solo quella produttiva che resta evidentemente centrale, ma in quello di protagonista nello sviluppo economico e sociale dei territori rurali.

Il “Paese che vogliamo”

«Il “Paese che vogliamo” (progetto della Cia sulle aree interne) vuole un cambio di rotta, con una strategia di sistema condivisa tra tutte le forze e risorse socio-economiche, espressione dei territori italiani».

«In questo modo l'agricoltura può fare da perno dello sviluppo integrato di altri settori economici e produttivi in un'ottica di sistemi interconnessi, in grado di costruire percorsi di efficientamento produttivo sostenibile». Cia-Agricoltori italiani si è candidato a esserne il promotore attivo nei territori, tra enti e istituti locali, imprese, società e mondo della ricerca.

Politiche di governo del territorio

«La ripartenza, su cui lavorare, passa per più adeguate politiche di governo del territorio, ammodernamento infrastrutturale, strategie di “conversione ambientale” per una gestione sostenibile di suolo e fauna selvatica. serve lo sviluppo di un nuovo paradigma tecnologico per l'agricoltura e di “reti d'impresa territoriali” che possano puntare non solo sulla valorizzazione delle tipicità agricole e alimentari, ma anche su un piano di investimenti sul 'turismo esperienziale' che contempli gli agriturismi».

Scanavino (Cia): «Agricoltura sia al centro del rilancio economico» - Ultima modifica: 2020-06-18T23:03:11+02:00 da Lorenzo Tosi

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