Caseari, cedono ancora le materie grasse
Per le materie grasse e i burri nel corso dell’ultima settimana si registrano ulteriori ribassi sulla maggior parte dei centri di quotazione con scambi definiti ancora nella norma. Per lo zangolato tutte le piazze sia emiliane che lombarde hanno ridimensionato i propri listini dai 3 ai 5 centesimi al chilo. Congiuntura flessiva anche per il burro Cee (-0,7%) quotato 5,67 euro/kg a Milano e 5,45 euro/kg a Mantova. Riesce a mantenersi stabile il pastorizzato a Cremona a 4,80 euro/kg. Cedono anche i prezzi anche della crema di latte a Milano quotata 2,68 euro/kg, (-1,5% var. cong; +61,4% var. tend.).
Per ciò che concerne il Parmigiano Reggiano Dop, l’andamento degli scambi si mantiene buono su tutte le borse merci con i listini confermati per tutte le varietà ad eccezione della varietà 24 mesi in recupero di 3 centesimi sulla piazza di Reggio Emilia. Per ciò che concerne il Grana Padano Dop, quest’ultima ottava ha ricalcato in modo speculare quanto avvenuto nella precedente di calendario, evidenziando uno stato di maggiore dinamicità negli scambi per il prodotto più giovane con recuperi pari a 5 centesimi al chilo su tutte le piazze, mentre rimangono stabili i listini delle altre varietà.
Avicunicoli, offerta inferiore alla domanda
Prosegue l’aumento dei prezzi per il comparto avicolo generato da un’offerta che non riesce a soddisfare le richieste del mercato. Recuperi nei listini medi nazionali sia per il pollo di taglia leggera (+2,5%) che per quello di taglia pesante (+2,6%). Anche i tacchini e le faraone questa settimana mostrano listini medi in ulteriore ascesa, rispettivamente del +1,7% e del +1,4%. Riguardo ai conigli, invece, i consumi durante l’ultima settimana sono risultati su livelli più contenuti della precedente, riuscendo tuttavia a mantenere in precaria tenuta i listini del vivo, mentre le carni registrano un leggero apprezzamento del +0,3% su base media nazionale determinato dai recuperi della sola piazza di Palermo. In ripresa la richiesta di uova nel corso della settimana con incrementi nei prezzi di tutte le categorie.
Bovini, bene quelli da allevamento
Congiuntura positiva per il settore del bovino da allevamento grazie al buon andamento degli scambi per i vitelli da ristallo sia maschi (+0,3%) che femmine (+0,2%). In buona vista soprattutto le razze di Charolaise e Limousine sulle piazze di Modena e Padova.
Per il bovino da macello il tono delle contrattazioni è andato migliorando nel corso della settimana, con un buon andamento delle macellazioni. Listini medi in rialzo per le manze (+0,6%), vacche (+0,6%) e vitelloni (+0,4%).
Sul fronte delle carni in apprezzamento i listini dei quarti anteriori e mezzene di vitellone, mentre risultano stabili i tagli di vitello.
Suini, cali a doppia cifra per quelli da macello
Da un’analisi approfondita si evince come la tendenza dei suini da macello risulti in calo con due cifre fissate sul listino a fronte di un’offerta di capi nazionali ed esteri robusta che non riesce ad essere assorbita dalla domanda. Relativamente al mercato all’ingrosso risultano stabili i tagli destinati al consumo, mentre i tagli destinati all’industria sono inclinate verso la stabilità ad eccezione delle cosce che sono in leggera crescita e la pancetta e pancettone in flessione. Per quanto riguarda i suinetti da allevamento si registra un andamento decisamente positivo per i più piccoli determinati da un’offerta ridotta, mentre risultano in calo i più pesanti.
Olio, evo in lieve rialzo
L’ultima settimana del mese di gennaio si chiude evidenziando un lieve rialzo per i listini medi all’origine dell’olio di oliva extravergine nazionale.
Le quotazioni si sono attestate a 4,16 euro al chilo rispetto ai 4,14 di sette giorni fa, grazie ad un incremento registrato sulle principali piazze calabre.
In aumento anche l’olio vergine che si è attestato a 2,92 euro al chilo rispetto ai 2,84 della passata rilevazione, grazie sempre agli incrementi calabresi.
In lieve flessione, invece, i prezzi dell’olio lampante di oliva che si fissano a 2,52 euro al chilo perdendo circa 2 centesimi di euro.
Sul mercato all’ingrosso, stabili i prezzi medi del raffinato di oliva a 3,25 euro al chilo, mentre si riscontra un lievissimo calo per l’olio di sansa che si è attestato a 1,97 euro al chilo.
Vini, piccoli passi avanti per i bianchi
Lieve incremento, in questa fine del mese di gennaio, per i vini comuni all’origine bianchi.
Le quotazioni si sono fissate in media a 4,14 euro l’ettogrado rispetto ai 4,11 che hanno caratterizzato tutto il mese. A crescere è stato l’areale laziale.
Permangono stabili a 4,54 euro l’ettogrado i listini dei vini comuni rossi ormai da otto settimane.










