Grano duro, le prospettive per la ricerca italiana

    grano duro
    Nell'editoriale di Terra e Vita n. 3/2026 Michele Pisante sottolinea l'importanza di una sinergia tra istituzioni pubbliche e private per valorizzare una delle colture più importanti dell'agricoltura italiana

    La responsabilità e l’uso efficiente delle risorse pubbliche nel perseguimento dei risultati di ricerca trasformativi, rappresentano gli asset fondamentali delle innovazioni per lo sviluppo nell’accessibilità e nell’integrazione di tecnologie basate sui dati. Le direzioni di ricerca emergenti sul grano duro, dalla genomica all’intelligenza artificiale, dal telerilevamento alla robotica, rappresentano alcune traiettorie evolutive per esplorare soluzioni efficienti in grado di soddisfare le più diversificate esigenze degli attori della filiera.

    In questo panorama, il miglioramento della diffusione e dell’implementazione dei risultati della ricerca, per garantire che le conoscenze generate attraverso questi programmi si traducano direttamente in strumenti e pratiche a beneficio di tutti i portatori d’interesse a livello nazionale, costituiscono un ponte vitale tra innovazione e implementazione.

    Consapevoli che i risultati originati da approcci scientifici complementari per la sostenibilità e la qualità della produzione agricola primaria, rappresentino un aspetto qualificante dell’integrazione di più conoscenze multidisciplinari, l’organizzazione di un evento di valorizzazione dei risultati e disseminazione dei progressi della ricerca pubblica a scala nazionale, è senz’altro un esempio di sinergia che traguarda con fiducia alla competitività per il progresso economico e al futuro.

    Da queste considerazioni nasce l’iniziativa corale nell’organizzazione del convegno di presentazione e diffusione dei risultati delle ricerche sul “Frumento duro” in programma a Roma il 12 febbraio.

    L’evento, promosso nell’ambito dei progetti di ricerca di rilevante interesse nazionale (Prin), finanziati dal Ministero dell’Università e della Ricerca e dal Pnrr, annovera la partecipazione di 13 Dipartimenti universitari, 4 Istituti Cnr, un Centro di ricerca Crea e oltre 100 ricercatori. L’autenticità dell’iniziativa risiede nell’ambizione di superare i singoli obiettivi progettuali, attraverso l’integrazione delle qualificate competenze dei numerosi gruppi di ricerca che hanno operato con differenti approcci metodologici in diverse sedi territoriali, ponendo il fondamento del successo nella collaborazione scientifica per l’interpretazione e la valorizzazione dei risultati.

    A questa prospettiva culturale e scientifica, principio di una rinnovata pianificazione multidisciplinare settoriale, si presentano due straordinarie ed eccezionali opportunità per promuovere un’alleanza strategica:

    il recente riconoscimento della cucina italiana quale patrimonio immateriale dell’umanità, di cui la pasta interpreta il valore simbolico più noto; l’istituzione della Commissione Unica Nazionale Grano Duro, l’organismo che dovrà individuare il prezzo indicativo del grano duro di produzione nazionale e le sue relative tendenze di mercato. La ricerca pubblica italiana può contribuire proattivamente e strutturalmente a far convergere gli obiettivi di entrambe le iniziative, valorizzando i caratteri distintivi della produzione nazionale, coerentemente agli obiettivi di transizione ecologica e digitale.

    Inoltre, la ricerca scientifica può affrontare concretamente gli aspetti specialistici della modernizzazione del settore, per la sostenibilità ambientale e la competitività dell’impresa cerealicola in un’ottica di filiera agroindustriale integrata.

    Ma non solo, attraverso la finalizzazione degli strumenti di incentivazione per l’aggregazione, di azioni sistemiche e coordinate con le politiche di sviluppo e coesione del Paese, si potenziano le occasioni di confronto pubblico-privato. Un reale cambiamento di paradigma avvertito da tempo per offrire servizi di supporto all’innovazione ed al trasferimento tecnologico, basati sulle reali esigenze delle imprese e dei territori, in cui si innesca un sistema virtuoso per rispondere alle emergenze e alle opportunità offerte dalle dinamiche di mercato e dagli orientamenti dei consumatori.

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