La Corte dei Conti Ue boccia la nuova Pac

Corte dei conti ue
Secondo i revisori del Lussemburgo le complicate modalità di programmazione e approvazione, combinate con un'architettura giuridica più complessa rischiano di rallentare l'erogazione dei fondi

La nuova, più complessa, architettura della Politica agricola comune post-2027 rischia di creare incertezza, di rendere i finanziamenti meno prevedibili per i beneficiari e di ritardarne l'erogazione, creando anche disparità tra gli Stati membri. Sono alcune delle criticità rilevate dalla Corte dei conti europea in un'analisi dedicata alla proposta di nuova Pac, parte del bilancio 2028-2034, avanzata a luglio scorso dalla Commissione europea.

Per i revisori di Lussemburgo le "complicate modalità di programmazione e approvazione, combinate con un'architettura giuridica più complessa" rischiano di compromettere l'obiettivo generale di semplificazione del quadro finanziario pluriennale. La Pac, come la politica di Coesione, confluirà nel piano di partenariato nazionale e regionale conosciuto come Fondo unico. Criticità vengono evidenziate anche sul fronte della maggiore flessibilità concessa alle capitali che rischia di creare "disparità tra gli agricoltori" dal momento che saranno le capitali a decidere in che modo orientare le risorse del cosiddetto fondo unico, con il rischio di "incidere negativamente sulla concorrenza leale e sul funzionamento del mercato interno".

Bilancio incerto

Inoltre, la Corte dei Conti comunitaria esprime un parere negativo sulla "continua incertezza" sul bilancio finale della Pac, che che sarà noto solo dopo l'adozione dei piani nonché sulle regole di pagamento e di rendicontazione dal momento che ancora non è chiaro quali interventi debbano essere basati sulle realizzazioni e quali sul raggiungimento di traguardi e obiettivi. "Ciò potrebbe portare a incoerenze tra paesi e complicare il sistema dei controlli", mettono in guardia i revisori di Lussemburgo.

Il parere della Corte dei Conti non è vincolante ma è comunque un'indicazione per la Commissione.

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