In linea teorica irrigare non è complesso e fino a pochi anni fa non era nemmeno particolarmente costoso. Per chi aveva la fortuna di vivere in aree ricche d’acqua, era sufficiente un irrigatore per aspersione - il classico rotolone - e la voglia di seguirlo e spostarlo giorno e notte. In alcune aree della Pianura Padana - tipicamente Piemonte e Lombardia occidentale - si irrigava anche per scorrimento, a costi energetici ancora inferiori, ma con grande impiego d’acqua.
Tutto ciò appartiene al passato. Oggi la maggior sensibilità ambientale, particolarmente da parte dell’opinione pubblica, rende improponibile irrigare per sommersione, mentre la sempre minor disponibilità di acqua e i costi energetici ormai fuori controllo impongono un impiego il più razionale possibile dell’acqua a disposizione.
Come per il resto delle pratiche agronomiche fondamentali, è il momento di passare da formule che appartengono al passato a una irrigazione basata su dati e misurazioni. L’agricoltura di precisione, diffusasi dapprima in ambito di fertilizzazione e poi di semina, è rimasta un passo indietro nel settore irriguo, ma si prevede che crescerà rapidamente nei prossimi anni. Già oggi, comunque, esistono attrezzature e software per irrigare sulla base dell’effettivo fabbisogno delle colture, evitando sprechi e, sul fronte opposto, stress idrici.
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