Si è chiusa con numeri importanti la decima edizione del Food&Science Festival, manifestazione promossa da Confagricoltura Mantova, ideata da Frame – Divagazioni scientifiche e organizzata da Mantova Agricola. La kermesse ha infatti superato le 20mila presenze in tre giorni, confermando il ruolo assunto negli anni come punto di riferimento nazionale sui temi della ricerca scientifica e dell’innovazione applicati all’agricoltura e all’agroalimentare. Mantova ha infatti ospitato oltre 150 appuntamenti e più di 140 ospiti tra scienziati, divulgatori, rappresentanti delle istituzioni e imprese.
Dalle Tea alla sicurezza alimentare: le traiettorie dell’agricoltura
Il tema scelto per l’edizione 2026, “Traiettorie”, ha accompagnato un confronto ampio sulle trasformazioni che stanno ridefinendo il settore primario. Al centro del dibattito le Tecniche di evoluzione assistita (Tea), le applicazioni Crispr, l’agricoltura 4.0 e il rapporto tra innovazione tecnologica, sostenibilità e competitività. Fin dall’inaugurazione al Teatro Bibiena, il Festival ha posto l’attenzione sulle grandi sfide che interessano il sistema agroalimentare, come cambiamento climatico, approvvigionamenti, governance europea, redditività delle imprese e sicurezza alimentare. Un filo conduttore che ha attraversato tutta la manifestazione, insieme al tema della divulgazione scientifica come strumento per contrastare fake news e semplificazioni che spesso colpiscono il mondo agricolo. Ampio spazio è stato dedicato anche ai cibi ultra-processati, alla zootecnia tra innovazione e benessere animale, fino agli aspetti neuroscientifici legati alla percezione del cibo e alle scelte dei consumatori.
«Mantova punto di riferimento sul futuro dell’agroalimentare»
«La decima edizione del Food&Science dimostra che Mantova ha assunto un ruolo chiave nel dialogo sul futuro dell'agroalimentare. Il successo e la grandissima partecipazione di quest’anno confermano che il pubblico cerca risposte basate sulla scienza, per contrastare i falsi miti che spesso colpiscono l'agricoltura». Così Andrea Pagliari, presidente di Confagricoltura Mantova, ha commentato il bilancio della manifestazione, sottolineando come il Festival sia diventato negli anni «un motore di crescita culturale e scientifica».
Ricerca, divulgazione e alta cucina: gli appuntamenti più seguiti
Tra i protagonisti della tre giorni mantovana figurano nomi di primo piano del mondo scientifico e della divulgazione. Il Premio Agricoltura Mantovana 2026 è stato assegnato a Maria Chiara Carrozza, docente di Bioingegneria e Biorobotica ed ex presidente del Cnr, in un’edizione che ha voluto valorizzare il contributo femminile alla ricerca e all’innovazione agricola, anche nel quadro dell’Anno internazionale delle Donne in Agricoltura promosso dalla Fao.
Hanno inoltre partecipato portato la professoressa Vittoria Brambilla, mente del progetto “Ris8imo” (prima sperimentazione in Lomellina di riso Tea), l’imprenditrice Deborah Piovan e Maria Chiara Zaganelli, direttrice generale del Crea. Grande attenzione anche per gli interventi di Luigi Cattivelli e Stefania De Pascale sui temi della genomica e della ricerca spaziale applicata all’agricoltura. Sul fronte divulgativo hanno richiamato pubblico gli incontri con Dario Bressanini e Massimo Polidoro. Molto partecipati anche gli appuntamenti in Piazza Sordello, dai laboratori scientifici agli spazi dedicati alle università e ai centri di ricerca, fino alle degustazioni organizzate con i consorzi del Parmigiano Reggiano, del Grana Padano e della Mozzarella di Bufala Campana Dop.
Il confronto promosso da Syngenta: innovazione e autonomia strategica
Tra gli appuntamenti centrali sul piano strategico si è distinto il convegno promosso da Syngenta, dedicato ai cambiamenti che stanno ridefinendo l’agricoltura europea in un contesto segnato da instabilità geopolitica e volatilità dei mercati, oltre che da una crescente pressione climatica. Dal confronto è emersa la necessità di rafforzare la capacità di adattamento del comparto agricolo attraverso ricerca applicata, innovazione genetica, digitalizzazione e maggiore rapidità nell’adozione delle tecnologie.
Un passaggio considerato decisivo per mantenere competitività e sostenibilità economica delle imprese, a maggior ragione in un momento storico nel quale i produttori devono fare i conti con costi crescenti e catene di approvvigionamento sempre più fragili. Uno dei temi più discussi ha riguardato inoltre il rapporto tra sostenibilità e redditività aziendale. Dal dibattito è emersa la centralità di pratiche come l’agricoltura rigenerativa e l’uso più efficiente degli input, da considerarsi non solo per centrare obiettivi ambientali, ma anche come strumenti per migliorare efficienza produttiva e contenimento dei costi.
Nel corso dell’incontro è stato sottolineato come oggi gli agricoltori siano chiamati a produrre di più utilizzando meno risorse, grazie a strumenti capaci di ottimizzare l’impiego di acqua, mezzi tecnici e agrofarmaci. Una trasformazione che richiede però procedure più snelle, accesso rapido alle innovazioni e un rapporto più moderno tra imprese agricole e istituzioni.
Nella parte conclusiva del confronto è emerso inoltre il nodo della sicurezza alimentare europea ed è stata richiamata l’attenzione sulla forte dipendenza dell’Europa dall’estero per numerosi input produttivi, indicando la necessità di considerare l’agricoltura un asset strategico per l’Unione. Un tema che si intreccia con altre priorità, tra le quali la disponibilità di manodopera e definizione di regole omogenee a livello europeo per garantire maggiore competitività agli agricoltori.
Appuntamento al 2027
Archiviata l’edizione del decennale, il Food&Science Festival guarda già avanti. La manifestazione tornerà a Mantova dal 21 al 23 maggio 2027 per l’undicesima edizione, con l’obiettivo di continuare a costruire un luogo di confronto tra ricerca, imprese agricole e società civile sui temi che stanno ridefinendo il futuro del cibo e dell’agricoltura.










