Piazza, Enpaia: «La previdenza è la trave portante che regge la stabilità del Paese»

Enpaia
Giorgio Piazza, presidente Fondazione Enpaia
La Fondazione accelera gli investimenti sull’agroalimentare

Cinquecento milioni di euro destinati all’economia reale puntando sull’agroalimentare italiano di qualità. È la direttrice strategica indicata da Enpaia nella Relazione annuale 2026 presentata al Senato, che fotografa una Fondazione in crescita sul piano patrimoniale e sempre più orientata a svolgere un ruolo di investitore istituzionale a sostegno delle imprese del settore primario.

I numeri del 2025 confermano il rafforzamento dell’ente previdenziale: avanzo di gestione superiore a 27 milioni di euro, patrimonio complessivo pari a 2,2 miliardi, 42 mila iscritti e 9.200 aziende associate. Risultati che consentono alla Fondazione di proseguire nel percorso di investimenti avviato negli ultimi anni, con l’obiettivo di sostenere la competitività dell’agroalimentare nazionale e, allo stesso tempo, consolidare la propria base contributiva.

Previdenza e sviluppo economico

«La previdenza è la trave portante che regge la stabilità del Paese», ha affermato il presidente Enpaia Giorgio Piazza. Secondo Piazza, i risultati raggiunti dimostrano come una governance orientata al lungo periodo possa trasformare le risorse previdenziali in uno strumento di stabilità per imprese, lavoratori e famiglie. Da qui la scelta di rafforzare gli investimenti nei comparti strategici dell’agricoltura e dell’agroindustria, considerati un asset rilevante non soltanto per il sistema produttivo ma anche per la tenuta economica e sociale del Paese.

La strategia sugli investimenti

L’azione della Fondazione si concentra sulla valorizzazione delle filiere del made in Italy attraverso partecipazioni dirette in aziende considerate strategiche per il comparto agroalimentare.

Negli ultimi anni Enpaia è entrata nel capitale di Masi Agricola, BF, Granarolo e Granterre, realtà che rappresentano segmenti chiave della produzione nazionale, dal vino ai latticini fino ai salumi e ai formaggi. Il piano prevede ora ulteriori ingressi nel capitale di altre società italiane del settore.

«La solidità del bilancio ci consente di replicare anche nel 2026 investimenti mirati a sostegno delle imprese agricole e agroalimentari», ha spiegato il direttore generale Roberto Diacetti. Una strategia che punta a coniugare rendimento, diversificazione e sostegno all’economia produttiva, secondo una logica tipica degli investitori istituzionali di lungo periodo.

Un patrimonio al servizio delle filiere

Per Diacetti la previdenza non rappresenta soltanto una funzione sociale ma anche un’infrastruttura economica in grado di generare stabilità e fiducia. «Un ente previdenziale moderno non si limita ad amministrare risorse: le trasforma in investimenti e crescita», ha sottolineato.

La Fondazione rivendica una gestione fondata su diversificazione del portafoglio, sostenibilità dei flussi finanziari e allineamento tra investimenti e impegni futuri verso gli iscritti. Un approccio che, secondo il management, consente di sostenere nel tempo sia la solidità patrimoniale dell’ente sia lo sviluppo delle filiere produttive da cui proviene la base contributiva.

La relazione evidenzia infatti il legame tra stabilità delle imprese agricole, qualità dell’occupazione e sostenibilità previdenziale: più solide sono le aziende, più robusta risulta la capacità contributiva del sistema e, di conseguenza, la sostenibilità delle prestazioni future.

Fisco e patrimonio immobiliare tra le priorità

Tra gli obiettivi indicati dalla Fondazione per il prossimo futuro figurano il rafforzamento degli investimenti nell’economia reale, la valorizzazione del patrimonio immobiliare e un intervento sul regime fiscale applicato alle casse previdenziali.

Enpaia chiede infatti un allineamento della tassazione a quella prevista per i fondi pensione, ritenendo che l’attuale quadro normativo penalizzi la capacità degli enti di destinare maggiori risorse agli investimenti produttivi.

Una partita che si intreccia con il confronto istituzionale avviato con il Parlamento e che, nelle intenzioni della Fondazione, dovrebbe consentire di rafforzare ulteriormente il ruolo delle casse previdenziali come investitori stabili al servizio della crescita economica del Paese.

L'indagine: allarme sui consumi alimentari

Accanto ai risultati economici della Fondazione, la Relazione porta all’attenzione anche le criticità che stanno interessando il mercato alimentare italiano.

La ricerca Enpaia-Censis sui consumi evidenzia una crescente distanza tra la domanda di qualità espressa dai consumatori e la capacità di spesa delle famiglie. Il 93% degli italiani considera l’alimentazione sana un investimento per la salute, mentre oltre il 90% la ritiene una necessità irrinunciabile.

Tuttavia, l’aumento dei prezzi sta comprimendo il potere d’acquisto. Tra il 2021 e il 2025 l’indice generale dei prezzi è cresciuto del 17,1%, mentre quello dei prodotti alimentari ha registrato un incremento del 26,6%. Una dinamica che rischia di limitare l’accesso ai prodotti di qualità e, in particolare, a quelli della filiera nazionale.

Secondo l’indagine, nove italiani su dieci identificano nell’agroalimentare italiano la principale garanzia di qualità e sicurezza. L’88% individua inoltre nelle abitudini alimentari nazionali il modello più affidabile per una corretta alimentazione. Ma la crescita dei prezzi rischia di trasformare la dieta mediterranea da pratica diffusa a consumo selettivo, con effetti che potrebbero accentuare le differenze sociali e territoriali.

 

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