La Lombardia affronta una nuova estate segnata dalla scarsità di precipitazioni e dalle alte temperature, ma con una situazione che, pur critica, non raggiunge i livelli registrati durante la grave crisi idrica del 2022. È il quadro emerso dal Tavolo per l'utilizzo in agricoltura della risorsa idrica, riunitosi ieri 2 luglio 2026 a Palazzo Lombardia sotto il coordinamento degli assessori regionali Massimo Sertori e Alessandro Beduschi, con la partecipazione di associazioni di categoria, consorzi di bonifica, gestori della risorsa idrica e altri stakeholder del settore.
L'obiettivo dell'incontro è stato quello di fare il punto sull'andamento delle risorse disponibili e condividere le strategie per affrontare le prossime settimane, considerate decisive per la stagione irrigua.
Situazione meno grave del 2022
I dati illustrati da Arpa Lombardia confermano una condizione di "severità idrica media", in linea con le valutazioni dell'Osservatorio permanente sugli utilizzi idrici del Distretto del fiume Po.
Le riserve idriche regionali registrano attualmente un deficit del 36% rispetto ai valori medi di riferimento. Nei bacini del Ticino, Adda, Oglio e Brembo la riduzione supera il 40%, mentre il sistema Garda-Mincio presenta una situazione relativamente meno critica, con un deficit del 20%.
«Si tratta di una evoluzione purtroppo attesa, legata ad una stagione invernale con poca neve, già sciolta a causa delle alte temperature, e una primavera con poca acqua», ha spiegato l'assessore Massimo Sertori, sottolineando come la Regione abbia condiviso con tutti i soggetti coinvolti «i dati relativi al monitoraggio dello stato delle risorse idriche, all'andamento delle temperature e delle previsioni meteorologiche, alla quantificazione aggiornata delle riserve idriche e alla stima dei fabbisogni, con lo scopo di concordare azioni e strategie da attuare al fine di contrastare le condizioni di carenza di acqua e di crisi idrica».
Accordi per garantire l'irrigazione
Secondo quanto emerso dal Tavolo, la diminuzione del livello dei grandi laghi è la conseguenza delle consistenti erogazioni effettuate nelle ultime settimane per sostenere la pianura lombarda durante il periodo di caldo intenso. Il calo è stato però parzialmente compensato dalla successiva riduzione delle erogazioni e dai temporali che hanno interessato le Alpi e le Prealpi.
A sostegno del sistema irriguo, la Regione ha già definito un accordo con le principali società idroelettriche che gestiscono i serbatoi alpini, destinato a incrementare gli apporti verso il lago di Como, il lago d'Iseo e i prelievi irrigui dai fiumi Brembo e Serio. È inoltre in fase di definizione un'intesa con la Provincia autonoma di Trento per sostenere il lago d'Idro e l'irrigazione della valle del Chiese.
«Tutte queste azioni da noi promosse e concordate nel Tavolo consentiranno di sostenere l'irrigazione fino alla terza settimana di luglio, per salvare almeno il primo raccolto», ha affermato Sertori.
L'agricoltura al centro della strategia
Per l'assessore all'Agricoltura Alessandro Beduschi, il coordinamento tra istituzioni e gestori della risorsa rappresenta l'elemento decisivo per affrontare la stagione.
«L'agricoltura lombarda sta affrontando una stagione complessa, segnata da temperature elevate e da una disponibilità idrica inferiore alla media. Proprio per questo il lavoro di squadra tra tutti i soggetti coinvolti si sta rivelando fondamentale», ha dichiarato.
Secondo Beduschi, «le decisioni condivise al tavolo regionale e la collaborazione con i gestori dei grandi laghi e degli invasi consentono oggi di guardare con maggiore fiducia alle prossime settimane e di mettere in sicurezza il primo raccolto». L'assessore ha inoltre assicurato che la Regione continuerà «a monitorare quotidianamente l'evolversi della situazione, al fianco degli agricoltori, con l'obiettivo di garantire l'acqua necessaria alle colture e tutelare un comparto strategico per l'economia e la sicurezza alimentare della Lombardia».
Pronte le deroghe al deflusso ecologico
Tra le misure esaminate figura anche una delibera della Giunta regionale destinata ad aggiornare le procedure per l'eventuale concessione delle deroghe al deflusso minimo vitale (ovvero la quantità minima d'acqua che deve permanere nei corsi d'acqua per garantire la tutela degli ecosistemi acquatici), oggi definito deflusso ecologico.
«Dal momento che ci troviamo in una condizione di severità idrica media abbiamo predisposto una delibera di Giunta per l'aggiornamento delle procedure per la richiesta delle deroghe al deflusso minimo vitale o deflusso ecologico. Si tratta di un atto dovuto, ma al momento non prevediamo la necessità di un suo utilizzo, almeno nell'immediato. Nel caso dovesse servire, saremo pronti», ha precisato Sertori.
L'assessore ha inoltre annunciato che nelle prossime settimane saranno intensificati i controlli sui corsi d'acqua lombardi per verificare il rispetto delle regole relative ai prelievi idrici.
Lomellina, una questione ancora aperta
Nel corso della riunione è stato affrontato anche il tema delle criticità irrigue in Lomellina, dove prosegue il confronto con i territori confinanti.
«Siamo a conoscenza di alcune criticità per la gestione delle acque tra i territori lombardi e piemontesi; per quanto concerne il lato lombardo, le erogazioni dal lago Maggiore-Ticino proseguono come concordato, mentre per quanto riguarda gli apporti provenienti dal Piemonte e dalla Valle d'Aosta è già in corso un tavolo di approfondimento coordinato dall'Autorità di Bacino Distrettuale del fiume Po. La questione è quindi sotto la nostra attenzione», ha concluso Sertori.
Nel complesso, dal Tavolo è emerso un approccio improntato alla gestione preventiva della crisi idrica. Pur in presenza di un quadro meno severo rispetto all'emergenza del 2022, la Regione punta a preservare la disponibilità della risorsa attraverso il coordinamento con i gestori degli invasi, il monitoraggio costante dei bacini e il coinvolgimento degli operatori del settore agricolo.









