Con la risorsa idrica attualmente disponibile restano circa dieci giorni per garantire l'irrigazione nel bacino del fiume Po. È quanto emerge dall'Osservatorio permanente sugli utilizzi idrici, coordinato dall'Autorità di Bacino distrettuale del fiume Po, riunito in via straordinaria a Taglio di Po (Rovigo).
L'Osservatorio ha confermato lo stato di severità idrica "media in assenza di precipitazioni" e ha adottato una serie di indirizzi, non vincolanti, finalizzati al risparmio della risorsa idrica, precisando che le indicazioni riguardano esclusivamente il bacino del Po e non l'intero distretto. Al momento non si registrano interruzioni del servizio idropotabile, anche se Acque Venete ha già avviato limitazioni ai prelievi.
Criticità nel Delta
La situazione più critica resta quella del Delta del Po, dove la riduzione delle portate continua a favorire l'avanzata del cuneo salino. L'acqua marina ha raggiunto i 20 chilometri dalla foce nel ramo di Pila, in provincia di Rovigo, e i 25 chilometri nel ramo di Goro, nel Ferrarese.
Secondo il dirigente dell'Autorità di Bacino, Francesco Tornatore, dopo il sopralluogo effettuato a Porto Tolle (Rovigo), queste condizioni stanno determinando difficoltà sempre più marcate per l'approvvigionamento irriguo e per quello idropotabile, tanto da rendere necessario limitare i prelievi, con il rischio di compromettere anche habitat e biodiversità dell'ecosistema deltizio.
Le criticità interessano però l'intero Nord Italia. In Piemonte la Regione ha convocato per lunedì un tavolo di emergenza dopo che nei comprensori risicoli la disponibilità della risorsa si è ridotta dell'80%. In Lombardia il deficit idrico medio ha raggiunto il 40% e si valuta il ricorso al soccorso irriguo dal lago d'Idro fino al 20 luglio. Situazioni meno critiche si registrano invece in Liguria, Valle d'Aosta ed Emilia-Romagna, dove sono monitorati i corsi d'acqua minori dell'Appennino.
L'Osservatorio tornerà a riunirsi il prossimo 21 luglio.












