La produzione lorda agricola del Veneto ha raggiunto nel 2025 un valore di 8,5 miliardi di euro, con un incremento di 590 milioni rispetto all'anno precedente (+7,4%). È quanto emerge dal Rapporto 2025 sulla congiuntura del comparto agroalimentare, pubblicato da Veneto Agricoltura.
A sostenere la crescita sono stati sia l'aumento dei prezzi (+5,1%) sia quello dei volumi prodotti (+2,2%), anche se con dinamiche differenti tra i vari comparti del settore primario.
Coltivazioni in crescita, trainano uva, orticole e mais
Le coltivazioni agricole hanno registrato un incremento di valore del 5,2%, sostenuto soprattutto dall'aumento delle quantità prodotte (+4,1%) più che dall'incremento dei prezzi (+1%).
Tra i risultati più significativi spicca la vendemmia 2025, che ha superato i 15 milioni di quintali di uva raccolti, con una crescita del 6,8% rispetto al 2024.
Positive anche le principali colture industriali: la soia aumenta del 4,1%, mentre il tabacco segna un +16% sui quantitativi dell'anno precedente.
Ottimo l'andamento delle colture ortive, che crescono del 14% raggiungendo una produzione di 875.000 tonnellate. Bene anche il mais, principale coltura cerealicola regionale, in aumento del 14,3%. Questi risultati hanno compensato una stagione più difficile per i cereali autunno-vernini e hanno attenuato il calo produttivo della frutticoltura, che registra una flessione del 9,9% rispetto al 2024.
Resta invece stabile il comparto florovivaistico, con una produzione pari a 1,8 miliardi di unità.
Zootecnia in forte recupero
Il 2025 è stato positivo anche per la zootecnia, il cui valore della produzione cresce del 12,4%. In questo caso l'incremento è stato determinato soprattutto dal rialzo delle quotazioni, mentre i volumi produttivi sono rimasti sostanzialmente stabili rispetto al 2024.
L'unico comparto in controtendenza è quello suinicolo, il cui valore della produzione ai prezzi di base scende a 264 milioni di euro (-3,7%).
Risultati buoni, invece, per tutti gli altri allevamenti, con incrementi particolarmente marcati per i bovini da carne (+19,7%) e gli avicoli (+13,1%). Cresce anche il valore del latte bovino, che sale del 10,4% raggiungendo 687 milioni di euro, comprendendo anche il latte destinato alla trasformazione casearia.
Pesca, prezzi in aumento
Anche il comparto ittico registra un aumento del prezzo medio del pescato commercializzato nei sei mercati regionali (+12,5%). Nonostante una contrazione produttiva del 7,5%, il fatturato complessivo sale a 54,8 milioni di euro, con un incremento del 4,2% rispetto al 2024.
Proseguono invece le difficoltà del comparto delle vongole di mare: nel corso del 2025 le draghe idrauliche dei Co.Ge.Vo veneti sono rimaste ferme, mentre la ripresa dell'attività è prevista nel 2026 grazie all'accordo sottoscritto lo scorso aprile tra Veneto Agricoltura e gli stessi Co.Ge.Vo.
Meno imprese, ma cresce l'occupazione
Sul fronte delle imprese agricole emerge un quadro a due velocità. Nel 2025 il numero delle aziende iscritte alla Camera di Commercio è diminuito del 2,1%, attestandosi a 56.553 imprese, in linea con il trend generale regionale.
Cresce invece l'occupazione: gli addetti del settore salgono a 58.000, con un incremento del 5,3%.
Commercio estero ancora in rosso
Resta negativo il saldo della bilancia commerciale agroalimentare del Veneto, che chiude con un disavanzo di 423 milioni di euro.
Le importazioni raggiungono 10,8 miliardi di euro (+12,5%), crescendo più rapidamente delle esportazioni, che si attestano a 10,5 miliardi di euro (+4,8%).












