Le piante officinali biologiche stanno vivendo una nuova stagione di interesse. La crescita della domanda di oli essenziali per i settori cosmetico, alimentare e nutraceutico apre nuove opportunità per le aziende agricole. Inoltre, queste colture possono svolgere un ruolo interessante nella diversificazione produttiva delle aziende agricole e nella valorizzazione di aree marginali. Allo stesso tempo però, richiedono sistemi produttivi capaci di contenere i costi, migliorare la qualità delle produzioni e adattarsi agli effetti della crisi climatica.
In questo scenario si inserisce Essentia – Elaborazione e Sviluppo di SistEmi iNnovativi di produzione ed esTrazione di oli EssenzIali in Aziende biologiche. Si tratta di un progetto finanziato dal Ministero dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste, coordinato dal Gruppo di Agroecologia della Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa insieme all'Istituto Nazionale di Ottica del Consiglio Nazionale delle Ricerche e al Dipartimento di Chimica e Chimica Industriale dell'Università di Pisa.
L'obiettivo è mettere a punto modelli innovativi per la coltivazione e la trasformazione delle piante officinali biologiche, integrando pratiche agroecologiche e tecnologie di estrazione più efficienti per aumentare il valore aggiunto delle produzioni.
Biodiversità funzionale per migliorare resa e qualità degli oli essenziali
Le attività sperimentali coinvolgono aziende agricole in Toscana, Sicilia e Trentino, così da valutare le tecniche in condizioni pedoclimatiche differenti.
Uno dei filoni di ricerca più interessanti riguarda la biodiversità funzionale. Nei campi sperimentali vengono confrontati gli ordinari sistemi colturali con consociazioni di più specie officinali per verificare gli effetti sulla produttività e sulla qualità degli oli essenziali.
«L'obiettivo è valutare come la biodiversità possa contribuire a migliorare sia la produttività sia la qualità degli oli essenziali» spiega Federico Leoni, ricercatore della Scuola Superiore Sant'Anna.
Rosmarino, timo, lavanda, achillea, artemisia, tanaceto ed elicriso sono coltivati sia in purezza sia in miscuglio. L'ipotesi è che una moderata competizione tra specie possa stimolare la sintesi dei metaboliti secondari, aumentando il contenuto delle sostanze aromatiche che determinano il valore commerciale degli oli essenziali.
Ridurre plastica, acqua e input agronomici
Il progetto studia anche tecniche per rendere le coltivazioni più sostenibili.
Presso l'azienda VersilGreen di Massarosa (Lucca) vengono sperimentate pacciamature vive permanenti a base di trifoglio bianco e trifoglio sotterraneo, con l'obiettivo di limitare l'impiego della plastica, contenere le infestanti e migliorare la fertilità biologica del terreno.
In Sicilia, nell'azienda FlorGuarino di Scicli (Ragusa), la ricerca è invece concentrata sulla gestione della risorsa idrica. Diverse strategie di irrigazione e ombreggiamento vengono confrontate per ridurre i consumi d'acqua senza compromettere la qualità degli oli essenziali; un tema sempre più rilevante nelle aree mediterranee.
Estrazione degli oli essenziali: tecnologie più efficienti anche per le piccole aziende
Uno dei principali limiti della filiera delle piante officinali è rappresentato dalla trasformazione. Molte aziende non dispongono infatti di superfici sufficienti per ammortizzare l'investimento in un impianto di distillazione tradizionale.
Per questo il progetto Essentia sta sviluppando un prototipo che combina riscaldamento elettrico, microonde e ultrasuoni per rendere più efficiente l'estrazione degli oli essenziali, riducendo tempi e consumi energetici. La tecnologia, sviluppata dal CNR, potrebbe trovare applicazione sia nelle aziende agricole sia in impianti condivisi tra più produttori.
Il futuro della filiera passa dalla collaborazione
Secondo i ricercatori coinvolti, la competitività del comparto dipenderà sempre più dalla capacità delle aziende di fare rete. Integrare produzione, trasformazione e commercializzazione consentirebbe infatti di aumentare il valore aggiunto delle coltivazioni officinali e rendere economicamente sostenibili gli investimenti in innovazione.
In questa prospettiva Essentia propone un modello che unisce ricerca, imprese agricole e territorio per sviluppare una filiera italiana delle piante officinali più competitiva, resiliente e sostenibile.














