Piante officinali, in Emilia Romagna imprese su del 110%

All’Università di Bologna è stato fatto il punto su un settore in grande crescita. Negli ultimi otto anni gli ettari sono cresciuti dell'82%. La "regina" resta la lavanda

Negli ultimi otto anni, la produzione di piante officinali in Emilia Romagna è pressoché raddoppiata. Gli ettari sono infatti aumentati dell'82%, passando dai 236 del 2016 ai 480 del 2023. L’incremento è ancora più impetuoso sul fronte delle aziende, che nello stesso periodo sono salite da 306 alle 644, con una crescita del 110%. Rimane una criticità nelle dimensioni, dal momento che il 91% delle aziende agricole presenta un’estensione tra 1 e 2 ettari.

Il punto sul settore è stato fatto durante l’incontro "Officinali: l’Emilia Romagna non aspetta", promosso da Macfrut insieme all’Università di Bologna (Dipartimento scienze e tecnologie alimentari - Distal). Evento di avvicinamento a Spices & Herbs Global Expo, l’unico salone in Europa dedicato a spezie e officinali in programma nella prossima edizione di Macfrut (8-10 maggio 2024), la giornata ha messo a confronto produttori, operatori del settore, università e istituzioni alla presenza di oltre un’ottantina di partecipanti.

Spices & Herbs Global Expo, un'unicità europea

L’incontro è stato aperto da Rosalba Lanciotti direttrice del Distal, che ha evidenziato la «collaborazione sempre più stretta tra il nostro Dipartimento e Macfrut, quest’anno estesa anche al nuovo Salone Healthy Food Innovation Hub che valorizza le materie prime del fresco funzionali alla salute del consumatore».

Il presidente di Macfrut, Renzo Piraccini, ha sottolineato le peculiarità del salone dedicato a spezie ed erbe officinali. «Siamo partiti tre anni fa - ha rilevato - con una scommessa che stiamo vincendo. Non abbiamo fatto il mercatino delle erbe, ma un evento professionale di filiera che oggi conta il 40% degli espositori dall’estero. È l’unico punto di incontro a livello europeo per gli operatori e la sua costante crescita ci dice che siamo sulla strada giusta».

I numeri a livello regionale

Luca Rizzi della Regione Emilia-Romagna ha fotografato il settore a livello regionale. Secondo i dati forniti, la tipologia di prodotto prevalente è la lavanda (26%), seguita da officinali di diversa tipologia (14%), piante aromatiche e medicinali (13%), melissa (10%), passiflora annuale (9%) e aneto (7%). La provincia con la maggiore estensione è Bologna, che detiene il 40% delle superfici regionali, per lo più dislocate nelle zone collinari, seguita da Forlì-Cesena (18%) con una buona distribuzione tra pianura e collina. Segue poi Piacenza con un 15%. «Quello che caratterizza il settore - ha puntualizzato Rizzi - sono le dimensioni produttive molto contenute. La superficie media per questo tipo di colture è di circa 0,7 ettari per azienda».

Lo stesso Rizzi anche indicato una via per superare questa situazione: «La presenza di produttori riuniti in strutture - ha proseguito - consentirebbe tutt’altra forza contrattuale, permettendo di conferire e offrire il prodotto nelle quantità e nella qualità richieste dal mercato. Quindi è essenziale la creazione di consorzi o cooperative che possono coltivare piante officinali da affiancare ad altre colture tradizionali costituendo un elemento importante nella realizzazione della filiera».

Un settore, due modelli

Ilaria Marotti, docente Distal, ha evidenziato i due principali modelli di impresa agricola del settore: quello agroindustriale, che coltiva le materie prime, fa una produzione standardizzata, si rivolge al mercato internazionale e alla vendita all’ingrosso; quello di filiera corta con prodotto finito, che valorizza le proprietà salutistiche. La docente ha anche illustrato il progetto di ricerca sull’ortica che ha trovato sperimentazione in tre campi prova a Tresigallo, Lizzano di Belvedere e Ozzano Emilia, con test panel sui prodotti.

Il mercato globale

Giovanni Dinelli, anch’egli docente Distal, ha tracciato un quadro del mercato globale delle officinali, il cui valore è 200 miliardi di dollari (166 miliardi nel 2021), il 45% dei quali in Europa. Nel contesto mondiale l’Italia pesa dello 0,2%, con un valore che si aggira sui 235 milioni di euro. «Da noi - ha detto Dinelli - il mercato è in continua crescita. Fondamentale è fare un censimento del settore, dal momento che l’ultimo risale al 2013».

Stefania Benvenuti, docente dell’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia, ha parlato degli aspetti legati alla qualità e alla creazione di valore aggiunto nel prodotto officinale.

Esperienze a confronto

A seguire la tavola rotonda con diverse esperienze imprenditoriali e di ricerca in Emilia Romagna: Elisa Cappi ha presentato il percorso didattico di filiera sulle officinali dell’istituto tecnico "Spallanzani" di Monteombraro di Zocca (Mo); il produttore Daniele Merlini, dell’azienda agricola di 5 ettari "Le Fontanine", ha sottolineato l’importanza delle dimensioni nel settore delle officinali; il punto di vista di un grossista è stato illustrato da Alberto Breseghello, titolare della "Patrizio Breseghello" di Casola Valsenio, azienda che ha subito i contraccolpi dell’alluvione; Ferruccio Poli, docente del Dipartimento di Farmacia e Biotecnologie dell’Università di Bologna, ha evidenziato l’importanza delle competenza nella riconoscibilità delle piante medicinali; Maura Di Vito ha illustrato il percorso di ricerca dell’Università Sacro Cuore di Roma.

Andrea Primavera, presidente di Fippo (Federazione italiana dei produttori di piante officinali), ha tirato le conclusioni della giornata, invitando alla terza edizione di Spices & Herbs Global Expo, che ospiterà l’undicesima edizione del Forum Fippo, con esperienze di settore da tutto il mondo.

 

Piante officinali, in Emilia Romagna imprese su del 110% - Ultima modifica: 2024-03-20T17:50:06+01:00 da Marco Pederzoli

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