Il 22 settembre 2026 è stato inaugurato a Malcantone di Stellata, nel comune di Bondeno (Ferrara), l’impianto idrovoro Cavaliera, il più importante intervento di sicurezza idraulica realizzato dai Consorzi di bonifica con risorse del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Con un investimento complessivo di 68,2 milioni di euro – finanziati da fondi europei, Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e Regione Emilia-Romagna – l’opera, realizzata dal Consorzio di bonifica Burana in poco meno di due anni, è destinata a ridefinire gli equilibri idraulici di un territorio di circa 3.000 km².
L’impianto, pensato all’indomani dell’alluvione del 1996 e atteso dalle comunità locali per oltre tre decenni, garantisce una portata di scolo in caso di piena fino a 110 m³/s (Cavaliera + Pilastresi). Protegge direttamente 324.000 ettari e 335.000 abitanti, con benefici indiretti per circa un milione di persone nei comprensori di Modena, Ferrara e Mantova. L’opera si colloca in un contesto di crescente pressione climatica: dal 2020 l’Italia ha subito danni per oltre 30 miliardi di euro legati a eventi naturali e, solo nel 2026, già nove Regioni hanno dichiarato lo stato di emergenza.
I numeri dell’infrastruttura
Il cantiere ha interessato una superficie di 301.530 m², con 1,2 milioni di metri cubi di terreno movimentato e una potenza impegnata di 11 MW. In 730 giorni di lavori sono state impiegate 6.400 ore, con un picco di 90 maestranze contemporaneamente presenti e un coinvolgimento complessivo di circa 1.000 persone e 65 aziende. Sul piano tecnico, l’impianto è dotato di 12 pompe ad asse verticale (peso complessivo 120 tonnellate), alimentazione a 132 kV, 1.560 metri di tubazioni, 16.378 m³ di calcestruzzo e 1.950 tonnellate totali di acciaio. Completano il quadro 160 pali di fondazione e 112.724 metri di colonne di jet grouting, oltre a opere complementari di viabilità locale, due ponti (acciaio: 260 t Ponte Cavaliera e 160 t Ponte Pilastresi), illuminazione e nuova strada arginale.
Gli interventi istituzionali
Francesco Vincenzi, presidente del Consorzio Burana e di Anbi, ha sottolineato l’efficienza operativa dimostrata: «I Consorzi di bonifica e irrigazione si dimostrano capaci di rispondere alle necessità di comunità sempre più esposte agli effetti del cambiamento climatico. Quest’opera, però, fu pensata all’indomani dell’alluvione del 1996: oggi è quantomai necessario accelerare gli iter realizzativi, migliorando al contempo la pianificazione territoriale».
Massimo Gargano, direttore generale di Anbi, ha rilanciato la necessità di un coordinamento interministeriale: «Serve un Comitato interministeriale per coordinare il processo programmatorio e decisionale in materia idrica. È urgente passare dall’etica della consapevolezza a quella della responsabilità».
Alla cerimonia erano presenti, tra gli altri, il ministro per gli Affari Europei Tommaso Foti e il presidente della Regione Emilia-Romagna Michele De Pascale, che ha chiesto all’Unione Europea di riservare alle politiche di adattamento alla crisi climatica la stessa determinazione dimostrata per la mitigazione.












