Frumento e riso, il Crea deposita 300 varietà nella “cassaforte” artica

Il deposito dello Svalbard Global Seed Vault, in Norvegia
Il centro di ricerca di Vercelli ha portato nello Seed Vault norvegese delle isole Svalbard una selezione delle proprie risorse genetiche

Per la prima volta il Crea deposita nello Svalbard Global Seed Vault, in Norvegia, circa 300 varietà e popolazioni di frumento e riso provenienti dalla banca del germoplasma del Centro di Cerealicoltura e Colture Industriali di Vercelli.

Un passaggio significativo per la conservazione della biodiversità agricola italiana e per la salvaguardia di risorse genetiche che potranno contribuire ad affrontare le sfide future dell'agricoltura.

I ricercatori Crea Patrizia Vaccino e Ignazio Verde con il ministro dell’agricoltura norvegese Nils Kristen Sandtrøen

Situata sull'isola di Spitsbergen, nell'arcipelago norvegese delle Svalbard, la struttura è una vera e propria cassaforte mondiale dei semi. Scavata nella montagna e protetta dalle basse temperature artiche, custodisce copie di sicurezza delle collezioni conservate nelle banche del germoplasma di tutto il mondo, mettendole al riparo da eventi che potrebbero comprometterne la sopravvivenza.

I campioni restano di proprietà delle istituzioni che li depositano, che possono richiederne la restituzione in caso di necessità.

I ricercatori Crea Patrizia Vaccino e Ignazio Verde con il Segretario del Trattato internazionale sulle risorse fitogenetiche per l'alimentazione e l'agricoltura, Kent Nnadozie

L'iniziativa valorizza anche la storia della ricerca agronomica italiana. Tra i materiali trasferiti figurano infatti risorse genetiche legate al lavoro di due protagonisti del miglioramento genetico nazionale: Nazareno Strampelli per il frumento e Giovanni Sampietro per il riso. «Tra questi semi non c’è solo biodiversità, ma anche l’eredità di due pionieri del miglioramento genetico italiano», sottolinea Patrizia Vaccino, responsabile della banca del germoplasma della sede Crea di Vercelli, esprimendo soddisfazione per il risultato raggiunto.

Il deposito si inserisce nell'attività di conservazione svolta dal Crea, che custodisce complessivamente circa 40mila accessioni delle principali colture agrarie nelle proprie banche del germoplasma. Un patrimonio genetico strategico non soltanto per preservare la diversità agricola, ma anche per sostenere la ricerca e il miglioramento varietale. Le risorse conservate possono infatti mettere a disposizione dei ricercatori caratteristiche genetiche utili a sviluppare colture più resilienti, capaci di adattarsi al cambiamento climatico e alle nuove esigenze produttive.

«Conservare l’agrobiodiversità significa garantire agli agricoltori e ai ricercatori di domani la possibilità di adattare le colture al clima che cambia», afferma Ignazio Verde, ricercatore Crea e National Focal Point del Trattato internazionale sulle risorse fitogenetiche per l’alimentazione e l’agricoltura (ITPGRFA).

Il deposito alle Svalbard conferma inoltre l'impegno dell'Italia, tra i maggiori sostenitori del Trattato dal 2004.

Come evidenziato da Alberto Cavazzini, direttore tecnico scientifico del Crea, i semi custoditi nella cassaforte artica non sono semplici reperti da conservare, ma risorse da mantenere disponibili per le generazioni future. La tutela della biodiversità agricola diventa così anche uno strumento concreto per rafforzare la capacità di adattamento dei sistemi produttivi e la sicurezza alimentare.

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