Rafforzare la tutela delle Indicazioni Geografiche, trasformarle in strumenti di crescita economica e riconoscere alle Regioni un ruolo più incisivo nelle politiche europee. Sono i punti centrali della Dichiarazione di Mantova, il documento sottoscritto nell’ambito della seconda Assemblea generale annuale di Arepo (Associazione delle Regioni europee per i prodotti di origine), con cui le Regioni indicano alla Commissione europea le priorità da recepire nel Piano d’azione sulle Indicazioni Geografiche previsto per il 2027.
A promuovere l’iniziativa è stato Alessandro Beduschi, assessore all’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste di Regione Lombardia e presidente di Arepo, che ha riunito a Mantova rappresentanti delle istituzioni europee, del mondo produttivo e degli organismi di tutela. Tra i partecipanti Diego Canga Fano, direttore generale aggiunto della Dg Agricoltura della Commissione europea, Paolo De Castro, presidente di Nomisma, Riccardo Deserti, presidente di oriGIn e direttore del Consorzio del Formaggio Parmigiano Reggiano, Cesare Baldrighi, presidente di oriGIn Italia, e Carlo Fidanza, membro del Parlamento europeo. In collegamento è intervenuto anche il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida.
La proposta parte da un principio: il riconoscimento di una Dop o di una Igp non deve rappresentare il traguardo di un percorso, ma il punto di partenza di una strategia di sviluppo. Le Indicazioni Geografiche devono diventare sempre più strumenti di competitività, occupazione, promozione commerciale e valorizzazione delle aree rurali, rafforzando il legame tra prodotto, territorio e comunità.
La Dichiarazione individua sei priorità. La prima riguarda il sostegno alle Indicazioni Geografiche durante tutto il loro ciclo di vita, dalla fase di costituzione e riconoscimento allo sviluppo sui mercati. La seconda punta a trasformare la protezione giuridica in effettivo valore economico per i produttori, rafforzandone la posizione all'interno delle filiere. La terza mira ad aumentare la presenza delle Dop e Igp nella vita quotidiana dei consumatori, attraverso una maggiore conoscenza e diffusione dei prodotti certificati.
Le altre tre priorità riguardano la preparazione delle filiere alle sfide dell'innovazione, delle competenze, del ricambio generazionale e del cambiamento climatico; il riconoscimento di un ruolo diretto delle Regioni nella governance delle Indicazioni Geografiche; la costruzione di politiche basate su dati e obiettivi misurabili, per monitorare l'evoluzione economica del comparto e l'efficacia degli interventi.
Particolare attenzione viene riservata anche alla promozione e alla dimensione territoriale delle produzioni certificate. La proposta prevede infatti un maggiore collegamento tra Dop e Igp, itinerari enogastronomici, siti Unesco e patrimonio culturale, oltre all'istituzione di una Giornata europea delle Indicazioni Geografiche e allo sviluppo di un'Expo itinerante dedicata al settore.
Proprio sul fronte della promozione è arrivato l'annuncio di Diego Canga Fano, che ha anticipato 50 milioni di euro di risorse aggiuntive destinate alla promozione dei prodotti Dop e Igp. Regione Lombardia ha inoltre annunciato per la primavera 2027 la prima Expo delle Indicazioni Geografiche, un appuntamento che riunirà per la prima volta in un unico evento tutte le 3.711 Indicazioni Geografiche dell'Unione europea. L'obiettivo è favorire le relazioni tra le filiere, lo sviluppo commerciale, l'internazionalizzazione e la conoscenza dei prodotti certificati da parte dei cittadini.
«Le Indicazioni Geografiche rappresentano un patrimonio economico prima ancora che produttivo. Generano valore che resta legato ai territori, sostengono migliaia di imprese e contribuiscono a mantenere vive intere comunità rurali», ha sottolineato Beduschi, evidenziando la necessità di proteggere le eccellenze e creare le condizioni perché possano crescere e competere.
Sulla stessa linea il ministro Lollobrigida, secondo cui le Indicazioni Geografiche costituiscono uno strumento fondamentale per valorizzare i diversi modelli produttivi, ambientali e culturali, le tradizioni e le identità locali. In una fase in cui l'Europa è chiamata a rafforzare la distintività delle proprie produzioni, Dop e Igp possono rappresentare anche un mezzo di promozione dei territori e di protezione delle produzioni sostenibili.
A confermare il peso economico del comparto sono i dati del Rapporto Ismea-Qualivita 2024. La Dop economy italiana ha raggiunto un valore di 20,7 miliardi di euro, in crescita del 3,5%, mentre l'export ha superato per la prima volta i 12,3 miliardi (+8,2%). Il sistema conta 328 Consorzi di tutela, 184.000 operatori e oltre 864.000 occupati nei diversi comparti. In Lombardia il valore della Dop economy è arrivato a 2,9 miliardi di euro, con un incremento del 13,1% rispetto all'anno precedente, pari a circa il 16% del sistema agroalimentare regionale e al 14% del valore nazionale delle Indicazioni Geografiche.












