Fondi Ue, i Gal chiedono più peso nella futura programmazione

A L'Aquila il summit dei Gruppi di azione locale. Imprudente: «Porterò le vostre istanze nella Commissione Politica Agricola Nazionale»

Rafforzare il ruolo dei Gruppi di azione locale (Gal) nella prossima programmazione dei fondi europei e valorizzare l’approccio Leader come strumento di sviluppo delle aree rurali. È questa la richiesta emersa dalla prima giornata del Forum Leader 2026, il summit nazionale dei Gal italiani in corso all’Aquila fino al 30 ottobre, a Palazzo Spaventa. All’iniziativa partecipano dirigenti ed esperti provenienti da tutta Italia, in rappresentanza di oltre 80 degli oltre 200 Gal attivi sul territorio nazionale.

Ad aprire i lavori è stato Paolo Federico, presidente del Gal Gran Sasso Velino e sindaco di Navelli, che ha sottolineato la necessità di riconoscere maggiore centralità a questi partenariati pubblico-privati nella futura architettura dei finanziamenti comunitari. «I Gal vogliono e devono contare di più, sono un modello snello ed efficace, che parte dal basso e che funziona. Rivendichiamo un ruolo centrale anche nella prossima programmazione dei fondi europei, preservando e anzi valorizzando l’asse che ci riguarda da vicino, quello Leader», ha dichiarato.

Un appello raccolto dal vicepresidente della Regione Abruzzo con delega all’Agricoltura, Emanuele Imprudente, che si è impegnato a portare le istanze dei Gal nella Commissione Politica Agricola Nazionale. «I Gal sono diventati un motore dello sviluppo delle aree interne e dovranno dunque avere voce in capitolo in vista della prossima programmazione dei fondi comunitari 2028-2034: sono pronto a portare le loro istanze nella Commissione Politica Agricola Nazionale», ha affermato.

Imprudente ha richiamato in particolare i cambiamenti attesi nella struttura dei finanziamenti europei per l’agricoltura. «La programmazione europea dei fondi per l’agricoltura è destinata a cambiare profondamente rispetto a quella attuale. Salteranno alcuni pilastri, si parla di fondo unico e si è aperta, a livello nazionale, la discussione su come sarà applicato e su come verrà gestito». Uno scenario che rende necessario, secondo il vicepresidente, prepararsi per tempo, affinché le specificità delle aree rurali e delle piccole imprese agricole e artigianali trovino adeguata rappresentanza.

Il confronto ha coinvolto anche Marco Bussone, presidente nazionale dell’Uncem, che ha posto l'accento sulla collaborazione tra amministrazioni pubbliche e soggetti privati. «La sfida di unire pubblico e privato in un disegno europeo per utilizzare le risorse messe a disposizione è la grande sfida di oggi e di domani», ha osservato, evidenziando il contributo dei Gal nel promuovere investimenti, sviluppo e servizi. Per Bussone, tuttavia, occorre rafforzare anche il sistema degli enti locali, ancora caratterizzato da fragilità che rischiano di limitare le capacità di intervento sui territori montani.

Nel corso della giornata si sono svolti tre laboratori dedicati alle politiche per la montagna e al ruolo di Leader nel panorama nazionale ed europeo, alle condizioni di attrattività delle aree montane e al turismo rurale, con un confronto tra rappresentanti dei Gal, università, associazioni e organizzazioni territoriali.

Il Forum, organizzato dal Gal Gran Sasso Velino nell’ambito delle iniziative per L’Aquila Capitale italiana della Cultura 2026, ha previsto inoltre un percorso di capacity building rivolto a circa 30 giovani professionisti e ricercatori di università e centri di ricerca. L’attività proseguirà con analisi valutative sul campo presso i Gal aderenti, con l’obiettivo di rafforzare le competenze e migliorare l’efficacia delle strategie di sviluppo locale.

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