La grande distribuzione dichiara guerra all'antibiotico resistenza negli animali da reddito, dai polli ai suini. Va in questa direzione la nuova campagna di Coop "Alleviamo la salute", contro l'antibiotico-resistenza, che coinvolgerà in un anno più di 14 milioni di capi.
Presentata il 27 aprile al ministero delle Politiche agricole, l'iniziativa della Coop (8,5 milioni di soci e 1.110 punti vendita) «parte dal fatto che gli animali che vivono meglio hanno meno bisogno di essere curati; da qui rivoluzionare la gestione degli allevamenti e migliorare il livello di benessere dei capi per ridurre, e quando possibile eliminare, l'uso di antibiotici per preservare la salute pubblica».
L'operazione coinvolge 1.600 allevamenti, gli stessi da cui provengono le filiere di carne a marchio Coop interessate da un processo che andrà avanti per step. «Generando un'azione virtuosa sugli allevamenti si arriva a prodotti migliori sullo scaffale e quindi al consumatore», ha detto Marco Pedroni, presidente Coop Italia.
I primi risultati di questo impegno sono già presenti in alcuni prodotti sugli scaffali dalla fine del 2016. Si legge nel sito dell'azienda: «Da alcuni mesi sono già disponibili nei nostri punti vendita cinque avicoli allevati a terra senza antibiotici: sono faraona, cappone, grangallo, galletto livornese e pollo allevato all'aperto. Questi prodotti sono facilmente identificabili nei punti vendita perché provvisti dello speciale bollino "Allevato senza uso di antibiotici"».
Ora, è emerso dall'incontro al Mipaaf, è la volta di una nuova linea di pollo Coop, con 10 milioni di capi, mentre a giugno arriveranno le uova provenienti da 1,3 milioni galline allevate a terra senza antibiotici. «Un impegno imponente che oltre al pollame coinvolgerà le filiere bovine e suine».
Il ministro Maurizio Martina, intervenuto alla presentazione della campagna Coop "Alleviamo la salute", ha commentato: «E' un progetto virtuoso che deve diventare contagioso. Per questo invitiamo altre realtà a fare anche di più, se possibile. Il tema del benessere animale sarà sempre più fondamentale anche in relazione al cittadino-consumatore; quindi che si aprano progetti forti in ambito nazionale come ha fatto Coop, è davvero molto rilevante perchè segna un bel punto di svolta».
Il ministro ha poi precisato che «la grande sfida che abbiamo davanti è il rapporto fondamentale tra la qualità dei sistemi produttivi con la massima informazione da dare al cittadino; più informazione daremo, più qualità riusciremo a dare e più tutele daremo al reddito dei nostri produttori». Martina ha infine ricordato che sono già 11 le regioni che hanno lavorato in ambito dei Psr per sviluppare misure relative al benessere animale per innalzarne gli standard, muovendo complessivamente 150 milioni di euro di risorse».
Aggiunge Coop Italia: «L'impegno di Coop è ridurre progressivamente l'uso degli antibiotici negli allevamenti e combattere così l'antibiotico resistenza. Per farlo:
- Favoriremo le buone pratiche di allevamento basate sul benessere e su metodologie innovative per la gestione degli allevamenti.
- Garantiremo che l'uso degli antibiotici negli allevamenti sia ridotto e limitato ai casi di necessità.
- Eviteremo negli allevamenti l'uso degli antibiotici più critici impiegati nelle cure per l'uomo, sempre allo scopo di ridurre l'antibiotico resistenza e mantenerne l'efficacia nelle cure mediche.
E non ci fermiamo qui. Il nostro impegno su questo importante obiettivo è a lunga scadenza e non si ferma al pollame, stiamo lavorando per tappe su tutte le filiere animali. Da anni Coop è la catena della grande distribuzione, in Italia, più sensibile ai temi del benessere animale. Lo dimostrano gli interventi concreti messi in atto.
Per un numero sempre maggiore di persone, salute e tutela degli animali da allevamento sono elementi ormai irrinunciabili. Noi di Coop condividiamo la stessa prospettiva: ormai da tempo la nostra politica è all'avanguardia sul benessere degli animali. Riteniamo corretto garantire una giusta dignità agli animali nel rispetto delle cinque libertà definite dalla convenzione europea della protezione degli animali.
Il benessere animale è un tema fondante della nostra politica, costantemente presidiato: da anni collaboriamo con organizzazioni che si occupano di benessere animale come Lav e Ciwf (Compassion in world farming), per sviluppare nuovi criteri e azioni volti a migliorare la qualità di vita degli animali su larga scala».
"Alleviamo la salute" coinvolgerà in un anno più di 14 milioni di capi. Perchè migliorare il livello di benessere dei capi per ridurre, e quando possibile eliminare, l'uso di antibiotici, consente di preservare la salute pubblica. Il ministro Martina: «è un progetto virtuoso, deve diventare contagioso»
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