BF: fatturato a 1,2 miliardi (+43%) nel primo semestre ’26

L’Ebitda (Margine Operativo Lordo) del Gruppo passa da 53 a 97 milioni di euro (+80%)

Il primo semestre 2026 segna una forte crescita dei principali indicatori economici di BF. Il Consiglio di amministrazione del Gruppo di Jolanda di Savoia (FE) ha approvato la relazione finanziaria al 30 giugno, che evidenzia un valore della produzione di 1,216 miliardi di euro, contro gli 852 milioni dello stesso periodo del 2025, con un incremento del 43%. L’Ebitda (Margine Operativo Lordo) sale da 53 a 97 milioni di euro, segnando un aumento dell’80%, mentre il risultato netto positivo passa da 2 a 24 milioni.

Il confronto con il primo semestre dello scorso anno è fortemente condizionato dall’ampliamento del perimetro di consolidamento. Tra le operazioni più rilevanti c’è l’ingresso del Gruppo Martini, a partire dal 1° aprile 2026 attraverso BF International. Nei tre mesi di presenza nel perimetro, Martini ha contribuito per 309 milioni di euro al valore della produzione e per 19 milioni all’Ebitda, rispettivamente il 25% e il 20% dei valori consolidati del semestre.

Le principali attività

Tra le diverse aree del gruppo, la business unit CAI ha registrato un valore della produzione di 719 milioni di euro, in crescita del 3%. Il risultato è maturato in un contesto segnato dal rincaro di fertilizzanti e carburanti.

La divisione agro-industriale ha raggiunto 95 milioni di euro di valore della produzione, contro i 93 milioni del primo semestre 2025. La zootecnia ha risentito dell’aumento dei costi di mangimi ed energia, mentre le colture autunno-vernine hanno registrato rese superiori alla media. Sul fronte industriale, il prodotto confezionato, con un fatturato di circa 53 milioni di euro, ha invece risentito della pressione sui prezzi e dell’aumento delle materie prime.

Più marcata la crescita della business unit internazionale, il cui valore della produzione è passato da 51 a 389 milioni di euro e l’Ebitda da 11 a 59 milioni. Anche in questo caso il dato è fortemente influenzato dall’ingresso del Gruppo Martini, oltre che dallo sviluppo delle attività di advisory e delle BFuture Farm.

La business unit sementiera (che comprende Sis- Società Italiana Sementi) ha invece visto scendere il valore della produzione da 75 a 65 milioni di euro, mentre il margine è salito da 7 a 8 milioni, passando al 12%.

Utile in crescita

L’utile si è attestato a circa 54 milioni di euro, contro i 22 milioni del primo semestre 2025. Il risultato ante imposte è passato da 7 a 38 milioni, mentre l’utile netto è salito a 24 milioni dai 2 milioni dello scorso anno.

Sul fronte finanziario, l’indebitamento finanziario netto al 30 giugno 2026 ammontava a 565 milioni di euro, contro gli 82 milioni di fine 2025. La variazione è legata soprattutto all’acquisizione del Gruppo Martini, che ha comportato circa 201 milioni di euro tra finanziamento dell’operazione e indebitamento netto delle società acquisite.

I fatti principali dopo il semestre

Dopo la chiusura del semestre, il gruppo ha registrato alcuni passaggi di rilievo. A luglio si è conclusa l’Opa volontaria su BF promossa da Arum e Dompé Holdings: sono state portate in adesione oltre 101,9 milioni di azioni e, dopo l’operazione, gli azionisti congiuntamente alle persone che hanno agito di concerto detenevano l’88,057% del capitale.

Sempre in estate, BF, CAI e i consorzi agrari di Friuli-Venezia Giulia e Treviso-Belluno hanno perfezionato l’accordo per il conferimento in CAI dei rami d’azienda dei due consorzi, per un valore complessivo di 81,6 milioni di euro, con efficacia dal 1° settembre.

Infine, a settembre BF International e Fondazione Enpaia hanno sottoscritto un accordo di investimento per l’ingresso di Enpaia nel capitale di BFI, attraverso la sottoscrizione di nuove azioni per un controvalore complessivo di circa 20 milioni di euro.

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