Biologico, primi passi per le nuove regole europee

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Chieste esenzioni dalla certificazione per piccoli produttori e rivenditori. Stretta sull'utilizzo del logo biologico Ue per i prodotti importati da Paesi terzi

Esenzioni per i piccoli operatori, più flessibilità e via il logo del biologico Ue per i prodotti importati, se non a certe condizioni. Riuniti al comitato speciale per l'agricoltura, i Paesi Ue hanno adottato la loro posizione negoziale sulle nuove norme per l'agricoltura biologica ed etichettatura.

Nel mandato - che andrà ora negoziato con l'Eurocamera - le capitali chiedono esenzioni dalla certificazione per i piccoli operatori e per i piccoli rivenditori online di prodotti bio preconfezionati. I prodotti importati da Paesi terzi con sistemi di produzione biologica riconosciuti come "equivalenti" a quelli dell'Ue non possono utilizzare il logo biologico dell'Ue, se non soddisfando requisiti di produzione e controllo aggiuntivi oltre agli standard di equivalenza.

Nel mandato, viene rimossa la proposta della Commissione Ue di consentire l'etichetta biologica dell'Ue su prodotti contenenti fino al 5% di ingredienti provenienti da paesi terzi che non soddisfano criteri aggiuntivi. Viene infine introdotta una flessibilità temporanea per i mangimi proteici non biologici destinati al pollame e ai suini, nonché per i novellame dell'acquacoltura, con l'intenzione di eliminare gradualmente tali deroghe. Prodotti già etichettati secondo il vecchio sistema, secondo i Paesi Ue, dovrebbero continuare a essere venduti fino all'esaurimento delle scorte per "evitare perturbazioni del mercato".

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