I Nas hanno sequestrato a Reggiolo, nella Bassa Reggiana, poco meno di 91 tonnellate di cereali e legumi invasi da roditori e privi di tracciabilità. I carabinieri del reparto per la tutela agroalimentare di Parma hanno denunciato a piede libero il titolare dell'azienda all'autorità giudiziaria, ritenuto responsabile di gravi violazioni alle norme sulla sicurezza e conservazione dei cibi. Durante l'ispezione nei magazzini - scattata nell'ambito di controlli mirati e volti alla tutela del consumatore nonché alla protezione della filiera ceralicola-ortofrutticola e della salvaguardia del Made in Italy, con la cabina di regia del Ministero dell'Agricoltura - coadiuvata dal personale dell'Ausl di Reggio Emilia, i militari hanno sequestrato 90.895 di cereali e legumi per un valore commerciale stimato di circa 200.000 euro.
La merce, proveniente dal Sud America e pronta per essere immessa sul mercato, è risultata stoccata in condizioni ambientali del tutto inadeguate: i prodotti e i locali di deposito erano infatti invasi da roditori vivi ed escrementi, rendendo gli alimenti insalubri e pericolosi per la salute pubblica. Contestualmente, sono stati sottoposti a sequestro amministrativo ulteriori 2.000 chili di prodotti, del valore di 5.000 euro. Le irregolarità riscontrate in questo caso riguardano la mancanza della documentazione necessaria a garantire la tracciabilità della merce e l'esecuzione di operazioni di confezionamento senza la prevista notifica sanitaria alla competente Asl. L'ingente quantitativo di merce è stato affidato in custodia giudiziale in attesa dei provvedimenti dell'autorità giudiziaria e sanitaria.











Poveri noi ma che vergogna
Chi comanda il mercato è il consumatore finale: se, invece di guardare solo il prezzo, guardasse prima la provenienza.
Certa merce si sa da dove arriva, se non è roba nostra e non è di stagione……..
Lei è un ingenua. Oggigiorno ai fa presto a falsificare la provenienza. La merce arriva da fuori italia fino all’azienda che appone il suo timbro e diventa “italiana”. Se non erro c’era già stata una problematica del genere con i prosciutti che diventavano magicamente di parma la provenivano dall’est europa
Che NON CI PROVANO NEANCHE a piangere HANTAVIRIS!! ( La quale viene trasmessa con topi..loro urina,fece etc..
I carabinieri dei Nas ci salvano la vita sono eroi se non ci fossero loro mangeremmo questa porcheria
Andrebbe reso pubblico il nome dell azienda a chi e cosa ha ha prodotto con quel grano !
Che schifo 🤮 non c e più serenità a mangiare niente!
Il problema non è solo il sequestro delle granaglie. Il problema maggiore è che queste granaglie vengono usate da panifici e pastifici che le comprano all’ingrosso e le conservano in condizioni igieniche ed ambientali che andrebbero con cadenza regolare controllate. Il problema inizia dalla raccolta all’utilizzazione. Tutti i luoghi di deposito e utilizzazione vanno controllati. Purtroppo vedo esercenti molto sporchi e avventori molto stupidi.
Grazie , le norme ci sono e solo voi dovete fare che siano rispettate , noi consumatori diamo per scontato che ci sia un mondo di persone serie ma cosi non e’ e ci mettiamo nelle mani a chi ci tutela , le pene per chi compromette la salute dei cittadini onesti devono essere proporzionate al danno che producano sia ai consumatori e ai produttori onesti grazie Gianfranco da Firenze
Meno male che ci sono i NAS che ci tutelano, altrimenti per pura avidità non si fermano davanti a niente.
Perchè non dicono la marca dei legumi ? Chissà da quanto tempo stiamo mangiando legumi contaminati ! Poi arrivano determinate malattie …
Dobbiamo sapere tutti il nome Dell azienda e la marca dei legumi. Sarebbe più corretto.
semmai topi tra cereali e legumi
a prescindere dal titolo non capisco perché non si deve mai sapere qual’e il nome dell’azienda multata …questi sono fatti e informazioni di valore e interesse pubblico altro che riservatezza assoluta …
Sebo…. Per fortuna i Nas. Persone speciali e responsabili del loro lavoro. Bisognerebbe ringraziarli ogni giorno per quello che fanno
Io vorrei sottolineare che ben vengano queste verifiche,solo che in questo non vedo tanta trasparenza.E stato sottolineato nell’articolo che,i prodotti di cui si parla erano contaminati da quando riferito,perché non è stato diramato a livello nazionale ,che bisognava ritirare il prodotto delle aziende che lo hanno utilizzato,quali sono stati i provvedimenti ,penali e civili nei confronti di questi miserabili,ecco si spiegano le molteplici malattie che portano alla morte.Potrei scrivere un libro ma non serve,dico soltanto a questi maiali vergognatevi,i soldi che avete ricavato da questa infamia,ve li porterete quando creperete nella tomba,neanche nella terra,altrimenti infettereste il terreno.Inoltre per finire vorremmo i nomi di queste aziende,altrimenti fate il loro gioco,e non parlatemi della privacy
Oltre a sapere il nome dell’azienda, dovrebbero arrestarlo senza nemmeno il diritto di difesa perché è così palese che non c’è alcuna scusante di non colpevolezza e poi dargliela a lui da mangiare in tutta lo stato detentivo
Chissà quanti morti già sono stati fatti e nessuno ne parla, i rotocalchi nelle tv si occupano sempre di cavolate che non servono a nulla, mentre chi nasconde questo schifo in genere se le cava con della semplice multa e basta, non basta controllare ma dire il peccatore oltre il peccato, la repressione in questi ambito sarebbe da organizzare molto più seriamente, e che nessuno poi si faccia corrompere in modo che chi lo connette questo reato abbia il giusto motivo per non farlo più.
Per nostra fortuna ci sono tanti organismi che ci salvano da certi delinquenti. Un grazie a tutti (Nas, ispettori Asl, ispettori ICQRF)
Dove finisce il materiale sequestrato?
Chi è il produttore che teneva questa merce nelle condizioni che avete descritto?
La stessa merce già distribuita dove e quale è?
Notizie sempre a metà!
Bisognerebbe sapere anche chi confezionava e distribuiva questa merce! Chissà quanta c’è n’è già in giro e noi consumatori compriamo ignari!
Per fortuna che vengono cotti prima di consumarli….