La stagione irrigua entra nella sua fase più delicata, ma per l'agricoltura lombarda arriva un'importante boccata d'ossigeno. Regione Lombardia ha infatti raggiunto un nuovo accordo con gli operatori del comparto idroelettrico che consentirà di assicurare, fino al 24 luglio, ulteriori rilasci d'acqua destinati all'irrigazione, con l'obiettivo di salvaguardare le produzioni agricole e rallentare il progressivo abbassamento dei livelli dei principali laghi prealpini.
L'intesa, definita nel corso dell'ultima riunione del Tavolo regionale per l'utilizzo in agricoltura della risorsa idrica, prevede il rilascio di circa 5 milioni di metri cubi d'acqua al giorno nel bacino dell'Adda e di 1 milione di metri cubi giornaliero nel bacino dell'Oglio. Un intervento che consentirà di mantenere le portate dei corsi d'acqua strategici per l'irrigazione – Adda, Oglio, Chiese, Serio e Brembo – garantendo continuità alle derivazioni utilizzate dai consorzi di bonifica.
Una risposta concreta all'emergenza
L'assessore regionale agli Enti locali, Montagna, Risorse energetiche e Utilizzo della risorsa idrica, Massimo Sertori, sottolinea: «L'intesa raggiunta è di particolare rilevanza perché garantisce circa 5 milioni di metri cubi al giorno sul bacino dell'Adda, quindi dalla Valtellina fino al Lago di Como, e 1 milione di metri cubi al giorno per quanto riguarda l'Oglio. Ciò rallenterà la discesa dei nostri laghi e permetterà di proseguire con un'erogazione che ci consente di bagnare ancora i campi».
A questo si aggiunge il nuovo accordo con la Provincia autonoma di Trento. «Di uguale importanza – continua Sertori – è l'accordo raggiunto con la Provincia autonoma di Trento, che formalizzeremo nella prossima riunione di Giunta con una delibera che vede la società HDE, che gestisce gli invasi in Trentino a monte del Lago d'Idro, rendere disponibili nel nostro lago 9 milioni di metri cubi di acqua, consentendoci di avere un po' più di respiro anche sul bacino del Chiese».
Siccità meno grave del 2022, ma ancora severa
I dati elaborati da Arpa Lombardia confermano che il quadro resta critico, pur risultando meno drammatico rispetto all'anno record della siccità del 2022.
Al 12 luglio il deficit idrico regionale si attestava al 43,4%, contro il 60% registrato nello stesso periodo del 2022.
Le differenze emergono anche nei singoli bacini: Adda (-45,3%), Oglio (-47,3%), Brembo (-46,7%), Serio (-31,9%), Chiese (-44,9%) e Mincio (-22,5%), tutti con valori migliori rispetto al 2022. Fa eccezione il Ticino, dove il deficit raggiunge il 53,3%.
Primo raccolto salvaguardato
Secondo Sertori, la strategia adottata negli ultimi mesi ha consentito di gestire al meglio una situazione complessa: «Siamo partiti 3 mesi fa con un deficit importante di risorsa idrica e il Tavolo ha deciso di attuare una gestione parsimoniosa, considerando anche le previsioni a disposizione. A consuntivo possiamo dire che è stata una strategia vincente anche perché, nonostante la scarsità di acqua, siamo riusciti ad arrivare alla conclusione del primo raccolto per la stragrande maggioranza delle colture e ciò è un elemento sicuramente importante. Poi abbiamo alcune criticità e una di queste è sicuramente la Lomellina, che però prende acqua non solo dal Lago Maggiore, ma anche dal Canale Cavour che parte dal Piemonte e con una serie di problematiche che stiamo cercando di affrontare insieme alla Regione Piemonte, con cui c'è una stretta collaborazione».
Il valore della concertazione
Guardando oltre l'emergenza, l'assessore Sertori richiama la necessità di una visione di lungo periodo: «Il pragmatismo - rileva - non può che guidare le nostre scelte perché l'acqua è poca e gli interessi diversi. Abbiamo necessità di gestire la contingenza attuale utilizzando al meglio la poca risorsa idrica disponibile. Dobbiamo però pensare anche a soluzioni da adottare nel medio e lungo periodo, per adattarci a condizioni di scarsità idrica che saranno sempre più frequenti. Noi spingiamo anche per infrastrutture fuori dalla Regione, penso a quella sul Po contro il problema del cuneo salino. Non è sul nostro territorio, ma darebbe benefici a molti territori, anche lombardi, perché l'acqua non conosce i confini».
Sulla stessa linea l'assessore all'Agricoltura Alessandro Beduschi, che evidenzia il ruolo della prevenzione: «Il Tavolo si è svolto in un momento critico, abbiamo una situazione di stress importante del sistema idrico regionale, ma abbiamo avuto la certezza di poter garantire il minimo indispensabile per portare alla fine il primo raccolto. Ovvero quello che, in agricoltura, è fondamentale per garantire il reddito e per salvare un'intera stagione. Ciò è dovuto all'efficienza di questo Tavolo che, agendo in prevenzione, e con reciproci sforzi di tutti i fruitori della risorsa idrica, dagli idroelettrici, all'agricoltura, all'uso civile, abbiamo ottenuto di poter garantire a questa Regione di essere la più importante a livello di settore primario in Italia».









