Difendere l’agricoltura per difendere l’Italia

agricoltura Italia
Nell'editoriale di Terra e Vita n. 2/2026 il ministro dell'Agricoltura Francesco Lollobrigida rivendica il lavoro fatto in questi tre anni per tutelare gli interessi del settore primario italiano

Il 2026 si apre sotto il segno di un’Italia che ha ritrovato la propria voce e la centralità che le spetta in Europa. A Bruxelles, il Governo italiano ha assunto una posizione chiara a tutela del sistema agricolo, per rendere le aziende italiane più competitive e solide sui mercati. Abbiamo chiesto e ottenuto un risultato storico sulla Pac 2028-2034. Annullare un taglio che poteva arrivare al 23% era fino a qualche settimana fa impensabile. Oltre 40 miliardi di euro per l’agricoltura.

Dieci miliardi di euro in più rispetto alla proposta della Commissione europea e con dei vincoli che salvano la specificità della politica agricola comune. Con le modifiche apportate gli agricoltori avranno a disposizione la metà della dotazione già a partire dal 2028 e un miliardo di euro in più rispetto alla precedente programmazione.

Rispetto al Mercosur, abbiamo migliorato un accordo che portava indubbi vantaggi per il sistema industriale e agricolo italiano ma che per alcuni settori rappresentava criticità.

Oggi, grazie al lavoro dell’Italia, l’accordo è un’occasione di sviluppo e crescita economica e presenta meccanismi di protezione e di reciprocità che l’Europa si è impegnata ad applicare e sui quali vigileremo. Gli agricoltori potranno contare su un fondo da 6,3 miliardi di euro qualora vi fossero perturbazioni sui prezzi dei prodotti agricoli. L’Italia ha ottenuto che la soglia di entrata in funzione del meccanismo di salvaguardia scendesse dall’8 al 5%, garantendo così più stabilità alle nostre produzioni e bloccando il Mercosur nel momento in cui dovesse creare difficoltà alle nostre produzioni.

Ma sappiamo che la cosa più importante è la reciprocità, non possiamo accettare che prodotti vietati nell’Unione europea entrino poi nel nostro mercato con i prodotti importati. Abbiamo chiesto e ottenuto il rafforzamento del sistema dei controlli nei punti di ingresso in Ue e la costituzione di una task force dedicata in modo che la reciprocità non rimanga solo una parola.

Nel 2025 abbiamo investito risorse, costruito politiche e sostenuto chi produce valore ogni giorno, garantendo più reddito, più sicurezza, più qualità e maggiore tutela del Made in Italy.

La proclamazione della Cucina Italiana Patrimonio dell’Unesco non è stato solo un motivo di orgoglio nazionale, ma un’opportunità in più per difendere e promuovere le nostre tradizioni, i nostri prodotti e la nostra identità culturale.
In tre anni abbiamo investito oltre 15 miliardi di euro, la cifra più alta mai destinata all’agricoltura dai governi repubblicani, attirando anche 10 miliardi di investimenti privati, segnale di fiducia, innovazione e prospettive di crescita per un’agricoltura moderna e competitiva.

Nell’ultima legge di bilancio abbiamo introdotto misure concrete per consolidare questo lavoro, dalla proroga dell’esenzione Irpef sui redditi agrari e alle agevolazioni sul gasolio agricolo fino al 2026. Abbiamo rifinanziato la Carta Dedicata a Te e abbiamo messo a terra gli incentivi per gli investimenti nel Mezzogiorno con il credito d’imposta Zes agricola. L’obiettivo è offrire stabilità e consentire agli agricoltori di programmare e investire sul lungo periodo.

Anche il 2026 sarà un anno di traguardi importanti: il Ddl ColtivaItalia investirà nelle colture strategiche e nei giovani un miliardo di euro.

La legge sulla tutela dell’agroalimentare renderà ancora più facile tutelare il lavoro degli agricoltori e le nostre eccellenze agroalimentari, il futuro farà meno paura perché continueremo a investire nelle Tea che garantiranno sementi e piante più forti e resilienti.

Difendere l’agricoltura significa difendere l’Italia e continuare a immaginare insieme il futuro.

Con radici forti, visione chiara e concretezza, costruiremo una crescita duratura. Con questo spirito affrontiamo il nuovo anno, determinati, uniti e consapevoli che il lavoro di chi produce valore per l’Italia merita rispetto, tutela e futuro.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento
Per favore inserisci il tuo nome