Emilia-Romagna, stop al lavoro all’aperto nelle ore più calde

caldo estremo
Firmata l’ordinanza “calore”: fino al fino al 15 settembre divieto dalle 12.30 alle 16 nei giorni a rischio alto.

In Emilia-Romagna è scattata e resterà in vigore fino al 15 settembre 2026 l’ordinanza “calore” che limita il lavoro all’aperto nelle ore più critiche della giornata per ridurre i rischi legati alle alte temperature.

Il provvedimento è stato firmato dal presidente della Regione Michele de Pascale e approvato dalla Giunta regionale con un mese di anticipo rispetto allo scorso anno. L’obiettivo è tutelare la salute dei lavoratori esposti al sole e prevenire malori e situazioni di rischio nei luoghi di lavoro.

Divieto nelle ore più calde nei giorni a rischio “alto”

Nei giorni classificati con livello di rischio “alto”, sarà vietato lavorare in condizioni di esposizione prolungata al sole dalle 12.30 alle 16 nei settori agricolo e florovivaistico, nei cantieri edili, nei piazzali della logistica e nelle cave. La misura si estende da quest’anno anche ai rider impegnati nella consegna merci con biciclette e mezzi a pedalata assistita.

Orari anticipati e più flessibilità

Tra le novità introdotte dall’ordinanza c’è anche la possibilità di anticipare o posticipare di un’ora l’attività dei cantieri edili e affini all’aperto, sempre nei giorni di applicazione del provvedimento. È inoltre prevista la possibilità di svolgere attività rumorose in deroga ai regolamenti comunali. Restano comunque attive le competenze dei sindaci, che potranno adottare ulteriori ordinanze a livello locale, modulando le misure in base alle esigenze dei territori.

«L’ordinanza ha l’obiettivo di offrire il massimo strumento di protezione dai cambiamenti climatici e dai loro effetti sulle persone che lavorano», ha spiegato l’assessore regionale al Lavoro Giovanni Paglia. «Interveniamo per garantire la sicurezza, prevedendo il divieto nelle ore più critiche e, al tempo stesso, introducendo flessibilità organizzative richieste anche dalle parti sociali».

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