Indicazioni geografiche nuovo baricentro dell’Europa agricola

Indicazioni geografiche
Dal Forum Qualivita di Siena arriva il via libera politico al nuovo Action Plan europeo per Dop e Igp. Priorità, governance e diplomazia: l’Europa rurale alza la voce

In un’Europa attraversata da crisi geopolitiche, tensioni commerciali e trasformazioni accelerate, c’è un pilastro che continua a tenere insieme territori, comunità e valore: il sistema delle Indicazioni geografiche. Con i suoi quasi 80 miliardi di euro di produzione certificata, l’universo Dop e Igp non è soltanto un’eccellenza alimentare, ma una vera infrastruttura di coesione economica, culturale e diplomatica.

Il VII Forum Europeo della Qualità Alimentare, a Siena, ha rappresentato il luogo politico in cui questa consapevolezza è maturata in un nuovo indirizzo: dal 2027 l’Ue avrà un Action Plan dedicato esclusivamente alle Ig. Una svolta attesa, che apre una nuova stagione strategica per la competitività delle aree rurali.

Hansen annuncia l’Action Plan 2027

Davanti alla platea dei Consorzi europei, il Commissario all’Agricoltura Christophe Hansen ha ufficializzato l’avvio del Piano europeo che darà attuazione piena al Regolamento Ue 2024/1143 e rilancerà tutto il comparto delle Indicazioni geografiche: prodotti agroalimentari Dop e Igp, bevande spiritose Ig e sistemi di certificazione.

Il nuovo Action Plan comprenderà:

  • una governance più moderna e integrata;
  • linee di investimento mirate;
  • una promozione coordinata a livello europeo;
  • premi e riconoscimenti comunitari per le Ig;
  • accordi internazionali avanzati di tutela;
  • investimenti in ricerca, digitalizzazione e tracciabilità.

«Le Ig sono un pilastro dell’eccellenza europea – ha dichiarato Hansen – e rafforzeremo visibilità, valore e protezione, lavorando fianco a fianco con i produttori».

Libro verde e Memorandum di Siena: la bussola europea

Il Forum è stato anche il momento di presentazione del Libro Verde “Il futuro delle Indicazioni Geografiche”, redatto dalle principali organizzazioni del settore e consegnato alla Commissione insieme al Memorandum of Siena. Otto le priorità strategiche indicate: protezione internazionale, promozione, governance, formazione, digitalizzazione, tracciabilità, cooperazione tra Consorzi e rafforzamento dei sistemi di qualità.

Per Massimo Vittori (oriGIn), il Libro Verde è «un riferimento indispensabile in un contesto di crisi del multilateralismo». Per Mauro Rosati (Fondazione Qualivita) rappresenta «la visione di un’Europa policentrica fondata sui territori».

Fischler: «L’Europa resti fedele alla sua responsabilità storica»

Una delle voci più attese è stata quella di Franz Fischler, l’ex Commissario europeo all’Agricoltura che ha disegnato una parte decisiva dell’architettura agroalimentare dell’Ue. Il suo messaggio è stato netto: «Di fronte alle rivoluzioni tecnologica, climatica e geopolitica, l’Europa deve rimanere fedele alla sua responsabilità storica.

Le Indicazioni geografiche sono presidi di comunità, identità e responsabilità. E l’Europa non può permettersi di arretrare». In queste parole c’è la visione più profonda emersa a Siena: le Ig non sono una nicchia, ma l’ossatura culturale dell’Europa rurale.

Lollobrigida: difendere valore, non protezionismo

Il ministro italiano Francesco Lollobrigida ha proposto una lettura profondamente simbolica del luogo che ha ospitato il Forum: «Siena è la città dove, nel Quattrocento, nacque un modello di finanza al servizio dell’economia reale. È la stessa logica che anima oggi il sistema delle Ig: un’economia che parte dai territori e ritorna ai territori».

Per Lollobrigida, difendere le Ig non è protezionismo, bensì riconoscimento del valore che esse generano:

  • tutela dei territori;
  • collaborazione istituzionale;
  • investimento nella qualità come driver competitivo.

«In un mondo globalizzato in cui mercati e logistica sono fragili – ha sottolineato – le Ig restano un pilastro di stabilità economica e culturale. L’Italia continuerà a difenderle con orgoglio».

De Castro: «Serve un nuovo salto di qualità europeo»

A Siena è arrivato anche il messaggio politico di Paolo De Castro, che ha ricordato come il sistema Ig sia oggi un asset europeo da oltre 80 miliardi di euro. «Senza questi marchi molti territori non avrebbero avuto possibilità di sviluppo. Le Ig legano prodotti, storia, cultura e comunità: sono un patrimonio unico».

De Castro ha evidenziato tre nodi strategici:

1.    Le Ig non sono più una questione mediterranea:

«Sempre più Paesi dell’Europa dei 27 vogliono far parte di questo modello».

2.    Serve un nuovo piano europeo di accompagnamento:

«Dobbiamo sostenere sia i nuovi ingressi sia chi tutela la qualità da anni».

3.    Difendere i Consorzi dalla concorrenza sleale internazionale:

«Fuori dall’Ue subiamo imitazioni e usi impropri. Ma negli Stati Uniti molti agricoltori stanno comprendendo che le Ig creano valore per tutti».

Un messaggio chiaro: il 2027 deve essere l’anno di un’Europa più ambiziosa e più capace di proteggere il proprio capitale territoriale.

Francia e Spagna: le dinamiche del fronte mediterraneo

Per la Francia, la ministra Annie Genevard ha ricordato che il sistema Ig resta un tesoro fragile: «Dobbiamo agire contro usurpazioni, rischi sanitari e cambiamento climatico. Servono protezione, formazione e promozione». Dalla Spagna, il ministro Luis Planas Puchades ha portato numeri che parlano da soli:

8,4 miliardi di euro di valore, 330.000 agricoltori, 8.000 imprese coinvolte.

«Le Ig sono fondamentali per competitività e resilienza delle aree rurali. Serve maggiore tutela e riconoscimento internazionale».

Le organizzazioni dei Consorzi: l’Europa ascolta il settore

Una forte convergenza ha unito le principali organizzazioni europee dei Consorzi:

  • Riccardo Deserti (oriGIn Global): «Un esempio per tutte le aree del mondo con potenziale della Dop economy ancora inespresso».
  • Charles Deparis (oriGIn EU): «Serve un grande piano europeo di promozione e ampliamento».
  • Cesare Baldrighi (Origin Italia): «Prioritario agire su dazi, tutela legale, internazionalizzazione».
  • Cesare Mazzetti (Qualivita): «Le Ig sono un asset tecnico essenziale per competitività e tracciabilità».
  • Teresa Pais Coelho (Qualifica Portugal): «Le Ig sono intelligenza territoriale per un futuro sostenibile».
  • Federico Moncunill (Origen España): «Il Libro Verde è un traguardo storico».
  • Dominique Chambon (oriGIn France): «Serve un’implementazione ambiziosa del nuovo piano europeo».

La nuova geopolitica dell’origine

Il Forum di Siena ha mostrato un’Europa capace di parlare con una sola voce quando il tema è territorio, cultura, coesione e valore. Le Indicazioni geografiche tornano così al centro dell’agenda comunitaria: non solo come asset economico, ma come infrastruttura identitaria e diplomatica dell’Europa rurale. L’Action Plan 2027 non è una mera riforma tecnica: è una dichiarazione politica.

Un impegno a custodire ciò che l’Europa sa fare meglio di chiunque altro: trasformare i territori in futuro, qualità e comunità.

Indicazioni geografiche nuovo baricentro dell’Europa agricola - Ultima modifica: 2025-12-07T16:26:26+01:00 da Simone Martarello

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento
Per favore inserisci il tuo nome