La domanda di ortofrutta torna a crescere e spinge un comparto che vale oltre 19 miliardi di euro alla produzione e circa 60 miliardi lungo l’intera filiera. Secondo i dati Ismea, nel 2025 gli acquisti domestici di ortaggi freschi sono aumentati del 3,5% in volume, con un incremento ancora più marcato per le patate (+5,1%), mentre la spesa complessiva per la frutta ha registrato un +2,7%. Crescono soprattutto i segmenti più dinamici: mirtilli (+25,9%), mango (+36,4%) e avocado (+47%). Numeri che confermano il ruolo centrale dell’ortofrutta nell’agroalimentare italiano, dove rappresenta il 27% del valore della produzione agricola nazionale e contribuisce per il 18% all’export del settore.
È su queste basi che si prepara la 43ª edizione di Macfrut, la fiera internazionale della filiera ortofrutticola in programma dal 21 al 23 aprile al Rimini Expo Centre. L’evento riunirà 1.400 espositori, oltre 800 top buyer internazionali e delegazioni da tutti i continenti, con un calendario di circa cento eventi tra convegni, incontri tecnici e momenti di business.
Consumi in evoluzione
Le dinamiche di mercato mostrano un progressivo cambiamento nelle scelte dei consumatori. Crescono soprattutto i prodotti ad alto valore nutrizionale e quelli percepiti come salutari.
Nel comparto ortaggi si registra un aumento complessivo dei volumi acquistati del 2,6%, trainato in particolare dal fresco. Più stabili invece le categorie trasformate: IV gamma (+0,4% la spesa e -0,1% i volumi) e ortaggi surgelati (+0,2% la spesa). In lieve crescita anche le conserve di pomodoro (+1,4% i volumi).
Nel segmento frutta, accanto al forte sviluppo dei piccoli frutti e dei tropicali, aumentano anche i volumi di kiwi (+7,2%), fragole (+8,9%) e frutta in guscio (+2,6%), mentre continua l’espansione del biologico confezionato, con volumi in crescita dell’1,8% e una spesa in aumento del 7%. Mentre si osserva una flessione dei succhi (-6,5% i volumi), segnale di un orientamento dei consumi verso il prodotto fresco.
Germania primo mercato
Nel 2025 l’export ha toccato quota 7 miliardi di euro, con la Germania primo mercato di destinazione (2,1 miliardi), seguita da Francia (722 milioni), Austria (476 milioni), Svizzera (397 milioni) e Spagna (319 milioni).
Nel complesso, oltre il 70% delle esportazioni ortofrutticole italiane è destinato ai mercati dell’Unione europea, un elemento che contribuisce alla stabilità commerciale del settore.
Anche sul piano produttivo l’Italia si conferma tra i leader continentali. Secondo Nomisma, il Paese contribuisce per il 17% al valore totale dell’ortofrutta prodotta nell’Unione europea ed è secondo produttore europeo sia di ortaggi sia di frutta.
Macfrut, una piattaforma globale della filiera
Macfrut si presenta come una piattaforma internazionale della filiera ortofrutticola, capace di mettere in relazione produzione, tecnologie, ricerca e distribuzione. L’edizione 2026 conferma questa vocazione con un ampio programma di incoming buyer realizzato in collaborazione con Agenzia Ice, che porterà a Rimini operatori da circa 80 Paesi e migliaia di incontri B2B con le imprese espositrici.
Il focus internazionale di quest’anno è dedicato all’area caraibica, uno dei territori più dinamici per il commercio ortofrutticolo mondiale, con esportazioni superiori ai 30 miliardi di dollari. In primo piano la Repubblica Dominicana, che raddoppia la propria presenza espositiva con uno spazio di 400 metri quadrati dedicato a produttori ed esportatori di frutta tropicale. In fiera saranno presenti anche Cuba, Costa Rica, Colombia ed Ecuador, mentre dal Sudamerica arriveranno delegazioni da Cile e Argentina insieme ai nuovi ingressi di Brasile e Perù con padiglioni nazionali.
Forte anche la partecipazione africana, con oltre venti Paesi dell’area subsahariana interessati soprattutto al know-how tecnologico italiano per la produzione e la gestione delle filiere ortofrutticole.
L’Italia in vetrina: regioni e distribuzione
Ampio spazio sarà dedicato alle Regioni, che utilizzeranno la fiera per promuovere le eccellenze territoriali e le produzioni Dop e Igp. Dieci le amministrazioni regionali presenti: Basilicata, Calabria, Campania, Emilia-Romagna, Lazio, Piemonte, Puglia, Sardegna, Sicilia e Umbria.
Regione partner dell’edizione 2026 sarà la Sicilia, leader nazionale del comparto con oltre 263 mila ettari coltivati a ortofrutta – pari al 22% della superficie italiana – e una produzione di 4,6 milioni di tonnellate, il 19% del totale nazionale. L’isola detiene anche il primato nel biologico con circa 47 mila ettari, quasi un quarto della superficie bio italiana, e genera un valore produttivo di circa 3 miliardi di euro.
A Rimini saranno presenti i principali gruppi della produzione, le aziende della meccanica e del packaging, insieme alla moderna distribuzione organizzata del fresco.
Mango e avocado simboli dei nuovi consumi
Tra i protagonisti dell’edizione 2026 ci saranno mango e avocado, al centro dell’evento internazionale “Mango and Avocado Explosion”, che riunirà operatori e analisti di mercato da diversi Paesi produttori tra cui Brasile, Colombia, Perù, Egitto, Kenya e India.
Il comparto globale di questi due prodotti supera oggi gli 80 miliardi di dollari e rappresenta uno dei segmenti più dinamici del mercato ortofrutticolo. L’iniziativa analizzerà le opportunità di sviluppo lungo tutta la filiera, dalle tecniche agronomiche ai modelli commerciali, con casi studio provenienti da diversi continenti.
Innovazione e conoscenza al centro della fiera
Macfrut mantiene una forte vocazione tecnico-scientifica, con numerosi saloni tematici dedicati ai principali trend del settore. Tra questi Acqua Campus, focalizzato sulle tecnologie per il risparmio idrico; Plant Nursery dedicato al vivaismo e alle nuove varietà; Biosolutions & Digital Technologies sulle soluzioni naturali per la difesa e la nutrizione delle piante; Berry Area dedicata ai piccoli frutti; Healthy Food Area sui prodotti salutistici minimamente processati; Spices & Herbs Global Expo sulle piante officinali e Agrisolar sulle tecnologie per l’agrivoltaico.
Accanto all’area espositiva sarà presente anche una sezione dedicata alle start-up con 25 proposte innovative provenienti da diversi Paesi, mentre nell’area Pre-Harvest verranno allestiti due campi prova di 2.500 metri quadrati per testare direttamente in campo nuove tecnologie e soluzioni agronomiche per frutticoltura e orticoltura.
Il programma scientifico comprenderà inoltre numerosi appuntamenti di approfondimento organizzati con il Comitato tecnico scientifico della fiera, tra cui convegni sulla nuova Pac, sulle tecniche di evoluzione assistita (Tea), sui prodotti healthy food e il Simposio mediterraneo sulle drupacee.
Lollobrigida: «Macfrut dimostra la forza del sistema»
Il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, a margine dell’evento, ha sottolineato il dinamismo del comparto ortofrutticolo e il ruolo della manifestazione come piattaforma di sistema. «Macfrut è un evento importante perché mette insieme la nostra capacità di produzione, di trasformazione e le nostre grandi tecnologie in un sistema legato all’ortofrutta che è vincente in Italia. I dati di crescita sono eccezionali, solo nel 2025 avremo una crescita superiore al 5%, che si va a sommare alla crescita esponenziale degli ultimi anni».
Il ministro ha quindi richiamato il posizionamento dell’agricoltura italiana nel contesto europeo. «Oggi siamo la prima agricoltura per valore aggiunto in Europa, superando Francia e Germania dal 2024. E abbiamo anche in questo evento un’altra caratteristica, quella di rendere il sistema di cooperazione un sistema virtuoso, capace di dialogare con gli altri esprimendo al massimo le potenzialità di ognuno».
Neri: «Macfrut è una piattaforma strategica globale»
Secondo il presidente di Cesena Fiera, Patrizio Neri, «Macfrut è molto più di una fiera. È una piattaforma strategica globale. È il luogo dove l’ortofrutta italiana fa business, smette di essere solo prodotto e diventa sistema, dove i trend globali si trasformano in opportunità concrete».
Proietti: «Un settore resiliente»
Il presidente di Ismea Livio Proietti ha sottolineato che nonostante le tensioni internazionali, «il comparto dimostra una forte capacità di adattamento. L’Italia è un Paese trasformatore che ha bisogno di tranquillità sui mercati e ha bisogno di pace. In questo momento purtroppo non abbiamo né l’una né l’altra, però le nostre imprese sono estremamente reattive e riescono a trovare sempre alternative nei mercati. Nell’ortofrutta ci agevola il fatto che oltre il 70% della produzione per le esportazioni va nell’Unione europea».










