L'agricoltura italiana continua a pagare un prezzo sempre più elevato agli eventi climatici estremi. Dopo settimane caratterizzate da temperature elevate e siccità, una violenta ondata di maltempo ha colpito ieri 15 luglio 2026 il Centro-Nord, provocando danni ingenti a frutteti, vigneti e colture cerealicole. Secondo un primo monitoraggio di Coldiretti, sono centinaia gli ettari interessati dalle devastazioni, con perdite produttive che, in alcune aree, potrebbero compromettere l'intera campagna agraria.
Il quadro evidenzia una crescente instabilità climatica: nell'ultima settimana si sono registrati 203 eventi estremi tra nubifragi, grandinate e raffiche di vento, fenomeni che si alternano a periodi di caldo intenso e prolungato, rendendo sempre più difficile la gestione delle produzioni agricole.
Emilia-Romagna tra le regioni più colpite
Particolarmente critica la situazione in Emilia-Romagna. Nel Bolognese le violente precipitazioni e il vento hanno causato la caduta delle pere dai frutteti e l'allettamento di numerosi appezzamenti di mais, con inevitabili ripercussioni sulla resa produttiva e sulla qualità del raccolto.
Nel Ravennate, invece, la grandine e le raffiche di vento hanno colpito vigneti e impianti di susino, provocando la caduta dei frutti e danni significativi anche alle strutture aziendali, con capannoni e coperture danneggiati o divelti.
Trentino: compromessi circa 200 ettari di vigneto
Anche il comparto vitivinicolo registra pesanti conseguenze. Nella zona di Rovereto, in Trentino, la grandine ha interessato circa 200 ettari di vigneto, con il comune di Isera tra quelli maggiormente colpiti. In diversi appezzamenti la produzione risulta gravemente compromessa, proprio in una fase cruciale dello sviluppo vegetativo della vite.
Lombardia: mais, vivai e pioppeti sotto attacco
Nel Mantovano una violenta perturbazione ha investito le coltivazioni comprese tra Canneto sull'Oglio e Asola. Le colture di mais hanno subito danni rilevanti e le prime stime indicano possibili perdite produttive fino all'80%. Colpito anche il comparto vivaistico, con numerosi contenitori rovesciati, giovani piante spezzate e strutture danneggiate.
Nel basso Mantovano il maltempo ha inoltre allettato ampie superfici coltivate a mais e sorgo, mentre i pioppeti hanno registrato numerosi schianti e sradicamenti.
Nel Cremonese il forte vento ha interessato anche un agriturismo, dove sono stati segnalati alberi da frutto abbattuti, danni alle coperture degli edifici, colture orticole compromesse e strutture esterne distrutte.
Marche: grandine su oliveti e colture industriali
Danni significativi vengono segnalati anche nelle Marche. Nel Maceratese la grandine ha colpito le aree di Sarnano, Colbuccaro, Cingoli e San Ginesio, causando perdite a carico di girasole, barbabietola e oliveti, oltre al ferimento di alcuni animali allevati. In provincia di Pesaro risultano danneggiati anche gli impianti di visciolo nell'area di Cagli.
Un'agricoltura sempre più esposta
L'episodio conferma una tendenza ormai consolidata: gli eventi meteorologici estremi stanno aumentando sia in frequenza sia in intensità, mettendo sotto pressione le imprese agricole. L'alternanza tra siccità prolungate, ondate di calore e fenomeni temporaleschi violenti rende sempre più complessa la programmazione delle attività colturali e aumenta il rischio economico per le aziende.









