Peste suina africana, primo caso nel Cuneese

Psa
Positivo un cinghiale rinvenuto a Cravanzana. La provincia di Cuneo era rimasta finora indenne nonostante i focolai nelle aree confinanti

La peste suina africana arriva ufficialmente anche in provincia di Cuneo. Il Centro di referenza nazionale per lo studio delle malattie da Pestivirus e da Asfivirus ha confermato la positività al virus della Psa su un esemplare di cinghiale rinvenuto nel territorio comunale di Cravanzana, in Alta Langa.

Si tratta del primo caso ufficialmente rilevato nel Cuneese, un territorio che fino ad oggi era riuscito a mantenersi indenne dalla malattia nonostante la crescente pressione epidemiologica registrata nelle aree limitrofe. Negli ultimi mesi, infatti, numerosi ritrovamenti di cinghiali positivi erano stati segnalati nelle province confinanti di Alessandria e Savona, indicando una progressiva espansione della malattia verso il Piemonte meridionale.

L'individuazione del virus nel territorio cuneese rappresenta un passaggio significativo per il sistema di sorveglianza sanitaria regionale e richiama l'attenzione sull'importanza delle attività di monitoraggio della fauna selvatica, considerate uno degli strumenti principali per contenere la diffusione della Psa.

Che cos'è la Psa

La peste suina africana è una malattia virale altamente contagiosa per suini domestici e cinghiali, ma non comporta rischi per la salute umana. Le conseguenze possono però essere particolarmente rilevanti per il comparto suinicolo, sia sotto il profilo sanitario sia sotto quello economico, a causa delle restrizioni alla movimentazione degli animali e delle possibili ripercussioni commerciali.

Nelle prossime ore sono attese le determinazioni delle autorità competenti riguardo alle misure da adottare nell'area del ritrovamento. Tra le possibili azioni figurano il rafforzamento delle attività di sorveglianza, l'intensificazione della ricerca attiva delle carcasse e l'eventuale ridefinizione delle zone soggette a restrizioni, secondo quanto previsto dai protocolli nazionali ed europei di contrasto alla malattia.

Per la provincia di Cuneo, che ospita una parte significativa della produzione zootecnica piemontese, l'evoluzione del quadro epidemiologico sarà osservata con particolare attenzione dagli operatori della filiera, chiamati a mantenere elevati standard di biosicurezza per prevenire ogni possibile coinvolgimento degli allevamenti.

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