Polo europeo del kiwi, 25 milioni per il futuro della filiera

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A Castel Bolognese inaugurato il rinnovato stabilimento Agrintesa: 44 nuove celle, automazione e capacità di stoccaggio aumentata del 54%

Un investimento da 25 milioni di euro per rafforzare uno dei principali poli europei dedicati alla gestione del kiwi e aumentare l'efficienza dell'intera filiera produttiva. È questo il significato del rinnovamento e dell'ampliamento dello stabilimento di Castel Bolognese, nel Ravennate, inaugurato dalla cooperativa Agrintesa con l'evento «Oltre - L'evoluzione che crea valore», alla presenza del ministro dell'Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste Francesco Lollobrigida.

Una riqualificazione completa

Lo stabilimento, attivo dal 1990 e da oltre 35 anni punto di riferimento per la gestione delle produzioni frutticole della cooperativa, in particolare del kiwi, è stato completamente ripensato attraverso un intervento che punta su capacità di conservazione, automazione, digitalizzazione e integrazione logistica. Il progetto è stato cofinanziato attraverso due fondi del Pnrr.

Il kiwi rappresenta oggi una componente strategica dell'attività della cooperativa, incidendo per circa il 30% sull'intero paniere ortofrutticolo. La produzione media annua raggiunge circa 55 mila tonnellate e coinvolge 747 aziende agricole socie, per una superficie complessiva di 3.200 ettari distribuiti nelle principali aree produttive di Emilia-Romagna, Lazio, Calabria e Veneto.

Il nuovo assetto dello stabilimento di Castel Bolognese porta la capacità complessiva di conservazione e stoccaggio a 308 mila quintali, con un incremento del 54% rispetto alla configurazione precedente. Tra gli elementi centrali dell'investimento figurano 44 nuove celle in atmosfera controllata, realizzate su una superficie di 8.100 metri quadrati e in grado di ospitare complessivamente 108 mila quintali di prodotto.

Verso nuovi modelli produttivi e logistici

Un potenziamento che, nelle intenzioni della cooperativa, non rappresenta soltanto un ampliamento fisico della struttura, ma una revisione complessiva dell'organizzazione produttiva e logistica. «Non abbiamo semplicemente ampliato la struttura: abbiamo ripensato il modo in cui questo stabilimento deve lavorare nei prossimi anni», ha sottolineato il direttore generale Cristian Moretti.

Al centro del progetto vi è infatti l'esigenza di migliorare l'efficienza dei processi, ridurre i costi di gestione e preservare la qualità del prodotto lungo tutte le fasi della conservazione e della lavorazione. Un obiettivo particolarmente rilevante in una filiera come quella del kiwi, caratterizzata da produzioni distribuite in diverse aree del Paese e dalla necessità di garantire continuità qualitativa e commerciale per lunghi periodi.

Il ministro Lollobrigida ha evidenziato il valore dell'investimento proprio sotto il profilo della competitività. «Qui oggi raccontiamo un investimento sulla logistica che abbatte i costi di produzione, migliora la qualità del prodotto e difende quindi il lavoro, permettendo agli imprenditori di utilizzare le risorse che risparmiano sull'occupazione e quindi sull'aumento di efficienza ed efficacia di un sistema produttivo funzionante».

Per il presidente Aristide Castellari, l'investimento guarda soprattutto alle prospettive delle aziende agricole socie e alla loro capacità di restare competitive in un mercato sempre più complesso. La missione della cooperativa, ha spiegato, è infatti «costruire le condizioni affinché le aziende agricole socie possano continuare a produrre, crescere e competere sui mercati anche domani».

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