La transizione ecologica dell’Italia passa dal biologico

La conversione al biologico è un’opportunità non solo per il contrasto al cambiamento climatico e per frenare la perdita di biodiversità, ma soprattutto per il rilancio economico di tanti territori rurali a partire dal Mezzogiorno

Con l’approvazione del testo sull’agricoltura biologica in Commissione Agricoltura al Senato sembra finalmente in dirittura d’arrivo una legge attesa da anni da agricoltori e cittadini. Il testo è stato approvato all’unanimità con alcuni emendamenti coerenti con l’impostazione generale della legge a partire dall’inserimento della delega al Governo per la razionalizzazione della normativa sui controlli con la semplificazione delle norme e l’innovazione del sistema attraverso l’impiego di piattaforme digitali.

Editoriale di Terra e Vita 4/2021

 

 

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È un passo ulteriore verso la definitiva approvazione della legge, che risulta fondamentale in una fase in cui il settore continua a crescere e l’Europa, con le strategie “From Farm to Fork” e “Biodiversità 2030”, punta a triplicare la superficie coltivata a biologico e ridurre del 50% l’uso dei pesticidi entro il 2030.

In Italia nel 2020 il mercato del biologico ha raggiunto i 6,9 miliardi, di cui 4,3 relativi al mercato interno più che raddoppiato negli ultimi 10 anni, a conferma che ci troviamo di fronte a una vera e propria trasformazione del modo di produrre e consumare cibo, che la pandemia ha ulteriormente accelerato mettendo ancora di più in evidenza la stretta connessione tra la nostra salute e quella del pianeta. Anche per quanto riguarda la produzione il settore cresce da anni arrivando ormai a 2 milioni di ettari coltivati, oltre 80mila aziende, che equivalgono al 15,8% della superficie agricola utilizzata (Sau), percentuale che acquista un particolare valore se si tiene conto della media europea al 7,8%.

Si tratta di un patrimonio a disposizione del Paese, l’esempio più efficace ed economicamente più sostenibile per guidare la transizione ecologica dell’agricoltura italiana. Per questo appare incomprensibile che nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) il biologico non venga mai citato, neanche nel capitolo dedicato all’agricoltura sostenibile. Il Recovery Plan rappresenta una svolta a livello europeo per cambiare il modello produttivo verso il Green Deal. Il sistema agricolo e alimentare può svolgere un ruolo fondamentale nella transizione ecologica scegliendo l’agroecologia come approccio in grado di mitigare i cambiamenti climatici e di produrre nel rispetto dell’ambiente e della salute.

Il Parlamento e il nuovo Governo devono superare una lacuna così evidente. Servono scelte politiche chiare, coraggiose, all’altezza della situazione invece di attardarsi a bloccare il cambiamento in atto. Occorre approvare definitivamente la legge sull’agricoltura biologica, puntare su digitalizzazione e semplificazione del sistema di certificazione, progetti concreti per promuovere i distretti biologici e le filiere di “Made in Italy Bio” fondate sul principio del “giusto prezzo” utilizzando tutte le risorse a disposizione, dai fondi stanziati con la Finanziaria al Recovery Fund e al Piano d’azione europeo sul biologico.

Serve infine una riforma della Pac in linea con gli obiettivi delle strategie “From Farm to Fork” e “Biodiversità 2030”, che punti a sostenere la conversione al biologico e a supportare tecnicamente le aziende, con investimenti strategici in ricerca, innovazione e formazione.

La conversione al biologico è un’opportunità non solo per il contrasto al cambiamento climatico e per frenare la perdita di biodiversità, ma soprattutto per il rilancio economico di tanti territori rurali a partire dal Mezzogiorno e per l’occupazione delle donne e dei giovani, tutte priorità strettamente coerenti con quelle del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.

di Maria Grazia Mammuccini
Presidente FederBio
@FederBio

La transizione ecologica dell’Italia passa dal biologico - Ultima modifica: 2021-02-11T18:51:35+01:00 da K4

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