L’università apre le porte a biologico e biodinamico

Il workshop nell'aula magna dell'Università di Firenze
Nel corso del workshop sull'agroecologia tenutosi a Firenze Stefano Bocchi (Aida) ha sottolineato la necessità di creare un collegamento tra ricerca e collettività. Maria Grazia Mammuccini (FederBio) afferma: «Siamo sempre più uniti». Lanciato il 36° Congresso biodinamico che si terrà a Firenze nel febbraio 2020

Biologico e biodinamico continuano a crescere e, come afferma il rapporto “GreenItaly 2019” di Fondazione Symbola e Unioncamere: “il settore agricolo italiano si conferma il più green d’Europa”. Allo stesso tempo, però, In Italia sugli organi di stampa stanno diventando sempre più aspri gli attacchi all’agroecologia, con l’uso di toni negazionisti e a volte anche diffamatori, come l’accusa di nazismo al movimento biodinamico.

Produttività sostenibile

Il workshop di Firenze ha visto una notevole partecipazione

Il mondo accademico italiano nel passato è apparso tiepido nella ricerca. Oggi però una sempre più vasta schiera di ricercatori e professori,  grazie anche ai collegamenti con il mondo della ricerca europeo, sta portando avanti studi per comprendere meglio il modo per avere un sistema produttivo agricolo sostenibile. Il problema più grande infatti è la diffusione delle pratiche agricole sostenibili in Italia, ma non solo.

Ricercatori, professori, agricoltori, associazioni e studenti si sono recentemente incontrati all’Università di Agraria di Firenze per partecipare al workshop “Agroecologia per l’Agricoltura Biologica” proprio per discutere di questo argomento. «Un allineamento di così tante personalità del campo dell’agroecologia italiana non si è visto spesso - ha detto Stefano Bocchi, presidente dell’Aida, l’Associazione italiana di agroecologia -, e questo è un risultato molto incoraggiante perché il nostro obiettivo oggi è quello di creare un collegamento tra ricerca e collettività».

Ricerca della verità

Stefano Bocchi e Concetta Vazzana

Concetta Vazzana, socia onoraria di Agroecology Europe, l’associazione che pone l'agroecologia al vertice nell'agenda europea dello sviluppo sostenibile dei sistemi agricoli e alimentari in particolare ha esortato gli studenti presenti all’incontro di essere curiosi ponendosi come esploratori alla ricerca della verità.

La sessione dedicata all’agricoltura biologica e biodinamica è stata aperta da Maria Grazia Mammuccini, presidente di FederBio, la Federazione italiana dell’agricoltura biologica e biodinamica che nell’ambito del suo intervento ha dichiarato: «nonostante le continue richieste di dividere biologico da biodinamico noi siamo sempre più uniti”.

Da sinistra: Cesare Pacini, Carlo Triarico, Maria Grazia Mammuccini e Convetta Vazzana

Carlo Triarico, presidente dell’Associazione per l’agricoltura Biodinamica e vice-presidente FederBio ha fatto una sintesi della storia della scienza e ha ribadito l’importanza di portare avanti una ricerca non minata da interessi particolari.

Laura Mugnai dell’Università di Firenze ha evidenziato il fatto che «in tutto il mondo, convenzionale, biologico e biodinamico hanno pari dignità e, accanto al metodo convenzionale, le università insegnano il metodo biologico e biodinamico. E per quanto riguarda quest’ultimo sono censite centinaia di pubblicazioni scientifiche».

Convegno biodinamico a Firenze

Durante il workshop è stato lanciato il 36° congresso dell'Associazione per l'agricoltura Biodinamica dal titolo “Per un’agricoltura di salute, ricerca, innovazione e formazione per il futuro della Terra” che si terrà, il 27 e il 28 febbraio 2020 a Firenze. Edagricole (Terra e Vita) sarà media partner della manifestazione.

L’università apre le porte a biologico e biodinamico - Ultima modifica: 2019-11-25T08:15:23+00:00 da Alessandro Maresca

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento
Per favore inserisci il tuo nome