Coronavirus, la buona scienza aiuta sempre

Roberto Defez, Ricercatore Cnr e membro di Seta
Roberto Defez, Ricercatore Cnr e membro di Seta
C'è chi ha il coraggio di speculare sull'emergenza sanitaria per attribuire nuove false colpe agli ogm. Eppure le mascherine che ci proteggono dal virus sono fatte di cotone ogm mentre mais e soia ogm alimentano, attraverso tonnellate di mangimi importati, le nostre migliori "tipicità". L'ennesimo episodio che evidenzia quanto sia ignorata e indifesa l’agricoltura italiana

«A questo punto ci si domanda se si conosce la differenza fra un gene e un virus. E si sappia cosa sia una pianta».

 

 

Questa domanda retorica se la ponevano* Gennaro Ciliberto, presidente della Fisv - una società che raccoglie 7mila scienziati italiani e, fino a poco fa, presidente di quell’Istituto Pascale dove si sta provando il farmaco per l’artrite reumatoide che potrebbe attenuare i danni da coronavirus - Enrico Pè, presidente della Società di Genetica Vegetale e Pierdomenico Perata, magnifico rettore uscente della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa.

 

 

Editoriale del numero 11 di Terra e Vita

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I tre si riferivano all’ennesimo insulto all’agricoltura pubblicato il 12 marzo su Il Manifesto a firma Francesco Billotta.

L’articolo si arrampicava sugli specchi per sobillare l’idea che le piante ogm abbiano favorito il salto di specie del coronavirus.

I tre docenti hanno trovato la forza di zittire il Bilotta, mentre Deborah Piovan e io** di fronte a un simile sfoggio d’incompetenza lo abbiamo trattato da rivenditore di merce avariata.

Per valutarlo, basta una sola frase del Bilotta: «La manipolazione genetica porta alla diffusione sempre più ampia di geni nei genomi di piante coltivate per uso alimentare o per la preparazione di prodotti chimici».

Quindi le piante ogm servono a preparare prodotti chimici: un genio.

Un tempo lo avrebbero messo in punizione dietro alla lavagna.

Ma questo ennesimo episodio segnala quanto sia ignorata e indifesa l’agricoltura.

Si deve invece ricordare che in Cina si coltivano da decenni tante varietà di cotone ogm, ossia Bt, e questo perché le irrorazioni di insetticidi settimanali non riuscivano più a debellare l’Helicoverpa.

Invece con cotone Bt i trattamenti sono scesi da 20 l’anno a 7, tutelando la salute degli agricoltori e dell’ecosistema. Il cotone di Cina o India è per il 95% ogm.

Con quel cotone facciamo le mascherine che stiamo indossando in questi giorni. Anche il cotone idrofilo per i tamponi ospedalieri è ogm e mai nessuno al mondo ha avuto un danno sanitario dall’uso di cotone ogm, anzi gli insetti non-fitofagi hanno beneficiato del minor uso di insetticidi. Inoltre il cotone Ogm non ha mai causato una reazione allergica usando cerotti o tamponando una ferita.

Anni di falsità e dicerie oggi fanno i conti con la realtà di quanto il cotone ogm sia fondamentale nell’attuale pandemia.

Quello che servirebbe in Italia è di poter coltivare mais Ogm come hanno fatto per vari anni Silvano Dalla Libera e Giorgio Fidenato in Friuli.

Servirebbe perché abbiamo ridotto la nostra autonomia produttiva a circa il 50% del fabbisogno e ne importiamo per circa 800 milioni di euro l’anno.

Servirebbe ad aumentare le rese per ettaro e la sicurezza sanitaria con un mais meno inquinato da fumonisine. L’assurdo è che quello stesso mais Ogm sta, insieme a soia Ogm, nell’87% dei mangimi italiani: quindi l’unico mais Ogm vietato è quello coltivato dagli imprenditori agricoli italiani. Se viene fatto all’estero e importato, va bene.

Altro che salto di specie, qui l’unico salto è quello della logica e della decenza.

*https://www.scienzainrete.it/articolo/sars-cov-2-bufala-degli-ogm-e-salto-di-specie/gennaro-ciliberto-mario-enrico-pè

** https://www.ilfoglio.it/scienza/2020/03/15/news/adesso-pure-il-coronavirus-e-colpa-degli-ogm-306480/

Coronavirus, la buona scienza aiuta sempre - Ultima modifica: 2020-03-30T17:20:51+02:00 da K4

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