Mais, radici ben sviluppate ed efficienti garantiscono rese superiori

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    Le aree improduttive del campo e l’andamento climatico avverso influenzano notevolmente le rese del mais. Uno sviluppo ottimale dell’apparato radicale aiuta la pianta a rispondere a queste difficoltà, uniformando la produzione  

    Siamo ormai alle porte delle semine di mais per il 2019. Questo significa che è tempo di pensare al seme da acquistare e alle operazioni colturali da fare in campo per garantirsi delle rese ottimali. Tuttavia esistono dei fattori che condizionano la produzione e che non sempre sono facili da gestire. Vediamoli.

    La variabilità di campo

    In ogni appezzamento coltivato si sa per certo che ci sono delle aree dove la produzione può essere anche del 50% inferiore rispetto alla media di campo. Queste aree, che possono essere definite come delle tare invisibili, influiscono fortemente sulla Plv finale dell’azienda agricola. Riuscire a comprendere l’entità della variabilità, la localizzazione e la causa è fondamentale per poter adattare il processo produttivo in modo da razionalizzare i costi e aumentare le rese.

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    All'interno di un campo ci sono aree meno produttive che influiscono notevolmente sulle rese

    Questa variabilità di campo può dipendere da molti fattori:

    • Una differente composizione del terreno;
    • La presenza di elementi nutritivi non disponibili per le piante;
    • La presenza di avvallamenti e conseguente ristagno di acqua;
    • La presenza di zone più compattate e quindi asfittiche.
    • Una lavorazione del terreno errata;
    • Un’applicazione del concime errata;
    • Una semina malfatta;

     

     

    Andamento climatico ostile

    Anche il clima, come si sa, influisce notevolmente sulla produzione. Il freddo e le gelate tardive primaverili danneggiano fortemente il mais in emersione e ne rallentano la crescita. Anche la siccità invernale e primaverile e l’eccesso di caldo estivo non aiutano: temperature oltre 35 gradi già da metà giugno e per tutto luglio, fino a sfociare nei 40 gradi a inizio agosto, a cui spesso si sommano fenomeni meteorologici estremi, portano a perdite produttive anche del 30%. Basti pensare alla stagione 2017.

    Un problema, una soluzione

    Esiste allora una soluzione che mitighi gli effetti delle problematiche agroambientali che impattano sulle performance produttive del mais? Una possibilità è Starcover di Limagrain, azienda sementiera multinazionale francese con la sede italiana a Fidenza (Pr).

    Starcover è un sistema di concia del seme di mais formato da due componenti biostimolanti:

    • La macromolecola AgRHO® GSB30 (Hydroxypropyl Guar Hydroxypropyltrimonium Chloride) che stimola la pianta a produrre un maggior volume di radici primarie e una maggiore densità di radici secondarie. Aumentando la massa radicale, aumenta anche la porzione di terreno esplorata dalle radici. Questo migliora la disponibilità di elementi nutritivi e acqua per la pianta, che è così in grado di sopportare meglio le condizioni limitanti.
    • Il Bacillus amyloliquefaciens IT 45 (Rise P), un batterio che instaura una relazione simbiotica con le radici: si alimenta degli essudati e in cambio produce l’enzima Phytasi, una fosfatasi che rende di­sponibile il fosforo bloccato; inoltre stimola la pianta del mais a produrre Auxine e Gibberelline, che aumentano la produzione di capillizi radicali.
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    Starcover è un sistema di concia del seme di mais formato da due componenti che stimolano lo sviluppo dell'apparato radicale e ne migliorano l'efficienza di assorbimento

    Il prodotto viene applicato al seme in maniera ottimale grazie a un velocissimo sistema di asciugatura (20 sec) che mantiene la quantità e la stabilità dei due composti per più di 12 mesi. Per questo il batterio viene applicato come spora, forma che assicura una lunga sopravvivenza del batterio, il cui sviluppo avverrà solo in presenza dell’umidità sufficiente per la germinazione del seme, quindi quando il seme sarà nel terreno.

    Uniformità nella produzione del mais

    Starcover riduce l’effetto dei fattori limitanti, uniformando la produttività all’interno dell’appezzamento di terreno. Perchè? Una radice più sviluppata e più efficiente assorbe meglio nutrienti e acqua, la pianta sarà meglio nutrita e più vigorosa, la fotosintesi sarà quindi ottimizzata per cui la pianta produrrà più zuccheri e accumulerà più amido nella spiga aumentando la produzione.

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    Starcover ha permesso al mais di affrontare con una marcia in più gli stress elevati della stagione arrivando a produzioni mediamente superiori all’8%. Questo vantaggio si evidenzia sia in alta fertilità che in appezzamenti con medie produttive tra i 110 e i 130 q.li/ha.

    Nel 2017 e 2018 molti agricoltori in diverse regioni di Italia hanno seminato ibridi di mais LG trattati con Starcover. In molte di queste aree sono state analizzate le radici e le produzioni. Molti maiscoltori sono ri­masti sorpresi proprio nel vedere il netto superiore sviluppo della radice trattata con il prodotto.

    Inoltre al momento della raccolta si è visto una maggiore uniformità della coltura, che si è convertita in una produttività superiore (+ 5-7% rispetto al non trattato) anche per una riduzione dell’effetto delle così dette tare invisibili (aree del campo dove la produzione può ridursi fino al 50%).

    Mais, radici ben sviluppate ed efficienti garantiscono rese superiori - Ultima modifica: 2019-02-14T15:00:59+00:00 da Sara Vitali

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