Agroalimentare made in Italy in pericolo, si muove la politica

Gian Marco Centinaio
Dopo la dura presa di posizione del ministro Centinaio, in una recente intervista a Terra e Vita, contro la Francia e le manovre a favore dell'etichetta a semaforo, a Palazzo Madama 105 senatori hanno presentato una mozione che impegna il Governo a difendere in tutte le sedi internazionali l’agroalimentare italiano

Mentre il Governo Macron in Francia sta guidando un gruppo di 7 Paesi che mirano a sdoganare l'etichetta a semaforo e i relativi bollini colorato in grado di danneggiare le produzioni italiane e il nostro export, il Ministro delle Politiche agricole, alimentari, forestali e del turismo Gian Marco Centinaio schiera tutte le armi della diplomazia per disinnescare quella che sembra profilarsi come una vera e propria guerra mondiale dell’alimentazione, come dichiarato in una recentissima intervista a Terra e Vita.

(Clicca qui per vedere l'intervista al Ministro)

Romeo
Massimiliano Romeo

La battaglia è già iniziata e la politica si schiera, tanto che 105 senatori, primo firmatario Massimiliano Romeo,  hanno presentato una mozione con la quale si impegna il Governo a:

- difendere, con la massima determinazione, il settore agroalimentare italiano in tutte le sedi politiche e diplomatiche internazionali, in particolare all'Onu (e nelle sue agenzie come Oms e Fao) e nell'ambito dell'Unione europea;

-  porre in essere una pronta e decisa azione diplomatica volta a cancellare o a modificare fortemente la risoluzione presentata nell'ambito dell'iniziativa "Global Health and Foreign Politics" in discussione all'Assemblea dell'Onu, al fine di scongiurare le inique conseguenze che l'approvazione di tale documento avrebbe per il settore agroalimentare italiano e in particolare per le esportazioni italiane;

-  avviare un confronto, nelle opportune sedi, al fine di chiarire quali siano le finalità che hanno portato la Francia a promuovere questa iniziativa in collaborazione con Paesi extra europei senza un preventivo accordo con gli altri Stati membri europei, nonostante sia un Paese che, in maniera del tutto analoga all'Italia, vanta numerosi prodotti agroalimentari a denominazione di origine e a indicazione geografica riconosciuti dall'Unione europea e che con l'approvazione senza modifiche di questo documento rischia di essere essa stessa pesantemente penalizzata.

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