Etichetta a semaforo, Centinaio in prima linea contro il blitz della Francia

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Gian Marco Centinaio
Il Governo Macron guida un gruppo di 7 Paesi che mirano a sdoganare, nell’Assemblea Onu del 13 dicembre, il discusso bollino colorato che può danneggiare la nostra tipicità e il nostro export. Intervista al ministro delle Politiche agricole, alimentari, forestali e del turismo che schiera tutte le armi della diplomazia per disinnescare quella che sembra profilarsi come una vera e propria guerra mondiale dell’alimentazione

Il governo italiano è pronto a reagire con durezza all’ennesimo attacco che rischia di penalizzare il Made in Italy. Desta sconcerto, ai vertici di Lega e M5S, il tentativo della Francia che ha convinto altri sei paesi a cercare di far approvare dalla seconda commissione della Nazioni Unite il protocollo dell’Oms che introdurrebbe le etichette a semaforo per tutti i cibi contenenti livelli di zucchero, sale e grassi superiori a quelli consigliati per un’alimentazione salubre (leggi qui, qui e qui).

Una tassa occulta sulle nostre Dop di successo

Equivarrebbe a scoraggiare il consumo e a inserire nuove tasse su prodotti come il Parmigiano Reggiano o il Prosciutto di Parma con effetti pericolosissimi per le esportazioni proprio ora – ricorda Coldiretti – che hanno appena raggiunto il record storico di 41,03 miliardi.  «C’è qualcuno che all’Onu gioca sporco – ha dichiarato il Presidente di Federalimentare Luigi Scordamaglia», convinto che si debba assolutamente fermare il blitz in vista del voto definitivo del 13 dicembre all’Assemblea generale dell’Onu, tanto più che le conclusioni a cui erano giunti i capi di stato e di governo nella precedente riunione erano state di segno opposto. Insomma è in atto un tentativo, capitanato dalla Francia, di far rientrare dalla finestra quello che era già uscito dalla porta. Sarà stata una manina in malafede? La prova non l’abbiamo ma il sospetto c’è.

Favorirebbe l”industrializzazione” del cibo

Di sicuro sappiamo soltanto che è in atto un’offensiva per la chimicizzazione del cibo ai danni della produzione agroalimentare sostenibile. Una forzatura a uso e consumo di alcune multinazionali (anche la francese Danone…) per favorire la vendita dei loro prodotti industriali con additivi chimici in grado di diminuire il livello di zucchero, sale e grassi così da poter ottenere l’etichetta e il colore equivalente a un cibo salutare ai danni delle eccellenze agroalimentari italiane frutto di ricette e sistemi produttivi tramandati da generazioni. Il sospetto diventa certezza una volta appresa la decisione della Food and Drug Administration e del governo americano di dare il via libera alla produzione di carne in laboratorio.

L’orrore delle bistecche sintetiche

Carne sintetica ottenuta in laboratorio

Vere e proprie bistecche sintetiche prodotte grazie alla coltivazione di cellule staminali di bovini e pollame con l’inevitabile additivo di sostanze chimiche. Almeno 21 secondo federalimentare. Ecco perché il Ministro delle Politiche agricole Gianmarco Centinaio – nell’intervista che ha rilasciato a Qn – Quotidiano nazionale -e Terra e Vita ( accedi all’edicola digitale, l’intervista è sul numero 36)– è pronto a tutto per difendere il Made in Italy e fermare sul nascere quella che sembra profilarsi come una vera e propria guerra mondiale dell’alimentazione.


«C’è chi gioca sporco in favore del cibo sintetico ottenuto in laboratorio»
Intervista a Gian Marco Centinaio pronto a dar battaglia all’Assemblea Onu

Sette paesi capitanati dalla Francia, hanno presentato alla seconda commissione dell’Onu, la richiesta di inserire le “etichette a semaforo” e adottare politiche fiscali che dissuadano da cibi insalubri. In parole povere più tasse su prodotti come il prosciutto e il parmigiano. Ministro, ci risiamo?
«Si, ci risiamo e la cosa che mi dispiace maggiormente è che a capitanare questo gruppo sia proprio la Francia che come noi dovrebbe tutelare le eccellenze enogastronomiche locali. Non vorrei che alla lunga, se dovesse passare questo provvedimento, anche i loro prodotti subiranno una bella battuta d’arresto».

All’Onu c’è qualcuno che sta facendo il gioco sporco?
«Secondo me è un gioco torbido, c’è qualcuno, capitanato da multinazionali e portatori di interessi diversi dai nostri, che vuole mettere in difficoltà i prodotti tipici dei vari paesi, non è solo un problema italiano».

Come intende comportarsi il governo? Chiederà l’intervento dell’ambasciatore presso le Nazioni unite?
«Assolutamente si. La cosa che faremo nei prossimi giorni è mettere in campo tutta la nostra diplomazia perché su questo argomento non possiamo fare passi indietro».

Cosa rischia l’agroalimentare italiano?
«Rischiamo che una fetta di prosciutto crudo, una noce di parmigiano reggiano o un cucchiaio di olio extra vergine d’oliva vengano paragonati a una sigaretta. Con la conseguenza che avremmo un’etichetta, un bollino nero o rosso, che indichi che sono prodotti nocivi alla salute.. »

Alla faccia della tanto decantata dieta mediterranea…
«La dieta mediterranea è considerata patrimonio dell’Unesco e contemporaneamente l’Onu pensa di dichiarare nocivi gli ingredienti della dieta mediterranea. C’è qualcosa che non torna e su cui voglio andare fino in fondo.. »

L’impressione Ministro è che alcuni paesi, per avvantaggiare le proprie multinazionali che fanno prodotti in laboratorio abbiano aperto una guerra mondiale del cibo. E’ così?
«Penso però che non si possano avvantaggiare le multinazionali che costruiscono prodotti in laboratorio a discapito di un’intera economia. Se così fosse, lo denunceremo in tutte le sedi opportune».

Quello delle etichette a semaforo peraltro è un sistema mutuato dalla Francia (leggi qui), sembra che voglia imporlo al mondo intero..
«La Francia a questo punto dimostra ancora una volta che la sua politica internazionale è una politica dove si vuole imporre le loro regole a discapito delle scelte alimentari dei cittadini di tutto il mondo. Se così fosse faremo di tutto per fargli  capire che il mondo non parla francese».

Insomma la Francia vuole darci lezioni non solo sugli immigrati ma anche su come e cosa mangiare..
«Io promuovo quanto di buono produce l’Italia. Non accetto lezioni da chi quando compra la baguette  non la mette nel sacchetto di carta ma sotto il braccio».

C’è anche un altro pericolo: la Food and Drug Administration e il governo americano hanno dato il via libera alla bistecca sintetica, carne prodotta da cellule staminali e allevata in laboratorio..
«Io sono terrorizzato da questa cosa. Sono terrorizzato perché si va nella direzione in cui l’agricoltura, l’allevamento e la pesca non saranno più il settore primario dell’economia mondiale.  Si vuole far mangiare ai nostri concittadini prodotti “alimentari”, da laboratorio. Finché sarò ministro, io non autorizzerò mai la possibilità di poter mangiare in Italia cose del genere. Mi opporrò con tutto il mio fiato a carne coltivata in laboratorio con 25 elementi chimici..»

La motivazione è che sia un prodotto alimentare innovativo che garantisce i più elevati standard di salute pubblica e elimina le emissioni legate all’allevamento. Che risponde?
«Che facciamo? Sterminiamo le mandrie, chiudiamo gli allevamenti e mangiamo tutto quello che prodotto in laboratorio perché così non avremo emissioni nocive? E’ una cosa ridicola, le multinazionali pensino piuttosto a eliminare i combustibili fossili…»

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