Aviaria, dall’Ue 46,7 milioni per gli allevamenti italiani colpiti dal virus

Le risorse messe a disposizione dalla Commissione Ue sono destinate agli allevamenti avicoli colpiti dal virus dell'inflenza aviaria

Commissione
Al 18 dicembre 2023 sono ancora presenti quattro focolai d'influenza aviaria in Veneto e uno in Puglia

Una boccata di ossigeno per gli allevamenti italiani colpiti dall’influenza aviaria. Su richeista del nostro Paese la Commissione europea ha stanziato 46,7 milioni di euro a ristoro dei danni provocati nel nostro Paese dai 23 focolai confermati di influenza aviaria ad alta patogenicità del sottotipo H5 scoperti in Italia tra il primo gennaio e il 30 aprile 2022.

In risposta l'Italia ha rapidamente attuato severe misure di salute animale, con conseguenti perdite di produzione nelle regioni colpite, in particolare per le uova e la carne. Il sostegno è riservato alle aziende agricole situate nelle aree ristrette colpite dalle 23 epidemie.

In seguito alla richiesta ufficiale dell'Italia, la Commissione europea ha deciso di stanziare 46,7 milioni attingendoli dal fondo per l'agricoltura che verranno impiegati per finanziare il 50% della spesa italiana a sostegno degli allevatori gravemente colpiti dal virus.

Risorse da liquidare entro il 30 settembre 2024

I pagamenti cofinanziati dalla riserva agricola dovranno essere effettuati entro il 30 settembre 2024.

«Ora bisogna velocizzare i tempi delle erogazioni - ha commentato il presidente della Cia Cristiano Fini -. Cia si impegna, ora, a far sì che  si proceda tempestivamente con le erogazioni, in modo che il riconoscimento dei ristori arrivi prima possibile agli allevatori, per rientrare nel termine massimo previsto dall'Ue per la loro spesa, il 30 settembre 2024».

«È importante che i ristori arrivino presto ai nostri imprenditori agricoli – conclude Fini – che si sono sempre comportati con la massima serietà e responsabilità nella lotta contro l’aviaria».

Per evitare un doppio finanziamento da parte dei fondi pubblici, viene precisato, le perdite subite non devono essere compensate da aiuti di Stato o assicurazioni.

Ancora presenti quattro focolai in Veneto e uno in Puglia

Il 13 novembre scorso il Centro di referenza nazionale (Crn) per l’influenza aviaria e la malattia di Newcastle, dell'Istituto Zooprofilatitco Sperimentale delle Venezie, ha confermato la prima positività nel secondo semestre 2023 per virus dell’Influenza Aviaria ad alta patogenicità (Hpai) sottotipo H5n1 nel pollame.

Le misure di controllo generali e specifiche nelle zone di protezione e di sorveglianza sono state irafforzate come previsto dal Regolamento Delegato 2020/687.

Al 18 dicembre 2023 sono ancora presenti quattro focolai in Veneto e uno in Puglia (vedi qui HPAI-focolai).

 

 

 

Aviaria, dall’Ue 46,7 milioni per gli allevamenti italiani colpiti dal virus - Ultima modifica: 2024-01-18T17:25:14+01:00 da Francesca Baccino

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