Sicilia, 430 ettari in concessione con la Banca della terra

banca della terra
Terreni assegnati in comodato d'uso ventennale a un canone del 70% inferiore ai prezzi di mercato. Priorità ai giovani agricoltori. Una piccola parte sarà ceduta a titolo gratuito alle cooperative sociali

È la prova generale. Un esperimento che se va bene, verrà ripetuto fra qualche mese con nuovi lotti di terreno. Il governatore della Regione Sicilia, Nello Musumeci, mette le mani avanti per difendersi da chi potrebbe osservare che il primo bando della Banca della Terra siciliana è davvero poca cosa rispetto alle potenzialità che possono essere messe in campo. E, soprattutto, arriva con sei anni di ritardo rispetto alla legge istitutiva.

 

 

I terreni a disposizione

Per il momento a chi vuole rispondere all’avviso e tenta di farsi assegnare i fondi agricoli in comodato ventennale (rinnovabile, ma non automaticamente) a un canone più che calmierato (meno del 70% di quello di mercato), vengono proposti solo otto lotti di terreno, per un totale di 430 ettari. Uno di 22,23 ettari si trova a Calamonaci in provincia di Agrigento. Altri due nel Nisseno (a Mazzarino 112,99 ettari e a Niscemi 12,87 ettari). Quattro in provincia di Enna: 19,96 ettari a Barrafranca, 31,27 a Centuripe. E poi 87,22 ettari a Piazza Armerina e 20,49 a Villarosa. A Siracusa, e precisamente a Carlentini, il più esteso: 123,7 ettari, molti dei quali incolti oppure destinati a pascoli.

 

 

Chi può fare domanda

Ma chi può chiedere l’affidamento in concessione di questi terreni? Praticamente tutti, imprenditori agricoli e giovani agricoltori. In questo caso l’Avviso, quando parla di giovani, si riferisce a “soggetti che non hanno compiuto 41 anni alla scadenza del bando, che intendano insediarsi per la prima volta in un’azienda agricola o che si sono insediati da non più di 60 mesi alla data di scadenza del bando, che intendono sia avviare per la prima volta un progetto di sviluppo nel settore agricolo sia ampliare la base aziendale e la consistenza territoriale aziendale”.

“Nel caso in cui i giovani intendono partecipare in forma associata - prosegue il bando della Banca della Terra made in Sicily - la maggioranza dei partecipanti non devono avere compiuto il 41esimo anno di età alla data di scadenza del bando”. È prevista anche la possibilità che per almeno il 10% dei beni inseriti nella “Banca della Terra di Sicilia” possa essere concesso a titolo gratuito alle cooperative sociali, sulla base di apposita convenzione, e nel rispetto dei principi di trasparenza, adeguata pubblicità e parità di trattamento.

giovani agricoltoriPrecedenza ai giovani agricoltori

«Benchè in fase sperimentale, vogliamo ugualmente consentire ai giovani aspiranti imprenditori agricoli di potere disporre della terra che a loro manca, e contemporaneamente miriamo alla valorizzazione del patrimonio agricolo e forestale per sottrarlo all’improduttività e all’abbandono che spesso prelude a roghi e incendi dolosi», ha spiegato il governatore Musumeci, nel corso della conferenza stampa di presentazione del bando, che si è svolta a Palermo nei locali di Palazzo d’Orleans, tenuta insieme all’assessore all’Agricoltura Edy Bandiera.

Su una cosa Musumeci è stato esplicito. La preferenza nella concessione dei lotti sarà accordata ai giovani agricoltori o aspiranti tali. Naturalmente, dipenderà tutto dalla qualità del progetto che sarà valutato da una commissione ancora da nominare. A partire da oggi, 5 agosto, ci sono 60 giorni di tempo per presentare le domande. Due mesi, quindi, e non tre anche per venire incontro alle richieste del governatore siciliano che intende portare rapidamente in porto il progetto Banca della Terra.

Chi vuole partecipare al bando può verificare le caratteristiche di ciascun lotto. Sul sito dell’assessorato Agricoltura sono, infatti, disponibili le perizie tecniche predisposte grazie alla collaborazione (gratuita ad eccezione di rimborso spese) della Federazione degli Ordini dei Dottori Agronomi e Forestali e dei Coordinamenti dei Collegi degli Agrotecnici e dei Periti Agrari.

I criteri per l'assegnazione

A differenza dei bandi del Psr a cui ci ha abituato la pubblica amministrazione, in questo caso a fare la differenza tra un aspirante concessionario e un altro, nessuna griglia di punteggi, ma piuttosto la valutazione dei singoli progetti.

La qualità del progetto - è scritto nel bando - verrà valutata considerando i seguenti elementi:

  • Qualità, tipicità e sicurezza delle produzioni e delle filiere agroalimentari (vegetali, zootecniche e ittiche), in questo ambito rientrano le azioni dirette a supportare la valorizzazione di tutte le produzioni agro-alimentari siciliane;
  • Conservazione, selezione, miglioramento e valorizzazione della biodiversità agricola vegetale e animale;
  • Orientamento al mercato delle produzioni;
  • Sostenibilità di processo/prodotto/organizzazione delle produzioni e delle filiere agroalimentari (metodologie, materiali, macchine e impianti, servizi), in ambito interessa l’innovazione nel settore agroalimentare mediante metodologie, materiali, macchine e impianti, servizi innovativi mirati, ad esempio, al contenimento nell’uso delle risorse agroalimentari (acqua, suolo, fertilizzanti, principi attivi con funzione fitosanitaria, energia).

C’è poi da ricordare che questi primi nove lotti ad essere proposti in concessione sono terreni già nell’immediata disponibilità della Regione, e in particolare del Dipartimento dello Sviluppo Rurale. «Ma successivamente - ha concluso Musumeci - si proseguirà con l’immenso patrimonio di terreni e fabbricati di cui dispone l’Ente di Sviluppo Agricolo, almeno per quella parte non necessaria alle attività dell’ente. Inoltre potranno conferire terreni alla Banca anche Comuni, Asp e privati».

Sicilia, 430 ettari in concessione con la Banca della terra - Ultima modifica: 2020-08-05T18:19:29+02:00 da Simone Martarello

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