Farm to fork e Biodiversità, la doppia strategia di Bruxelles divide l’agricoltura italiana

Più tutela dell’ambiente e garanzie su un sistema agroalimentare più sano e sostenibile. Il GREEN DEAL impone obiettivi ambiziosi che finiranno per condizionare pesantemente le misure della prossima Pac. Il mondo agricolo italiano risponde con diverse sfumature, mettendo comunque in evidenza la difficoltà a prevedere l’influenza di impegni così impattanti nel bel mezzo della crisi sanitaria

Dimezzare gli agrofarmaci e ridurre del 20% i fertilizzanti entro 10 anni.

 

 

Incrementare del 25% le superfici coltivate a biologico ed estendere l’etichetta di origine degli alimenti.

Sono gli obiettivi più “shock” della strategia sulla sostenibilità presentata oggi a Bruxelles dalla Commissione europea, con le due comunicazioni su biodiversità e “Farm to Fork” che definiscono il ruolo dell’agroalimentare nell’ambito del Green Deal.

Transizione ecosostenibile inarrestabile

«La crisi del coronavirus  - commenta Frans Timmermans, vicepresidente esecutivo della

Frans Timmermans

Commissione e responsabile per il green deal europeo – mette in evidenzia la nostra vulnerabilità e quanto sia importante ripristinare l'equilibrio tra attività umane e natura».

«I cambiamenti climatici – continua - e la perdita di biodiversità rappresentano due chiari pericoli per l'umanità, per questo puntiamo oggi ad avviare un grande processo di transizione ecosostenibile».

La Pac ne risentirà

La strategia europea si compone di 27 atti legislativi che impattano in gran parte sull'agricoltura determinando un forte condizionamento sulle misure della prossima Pac in via di definizione.

In linea con il Green Deal europeo le due strategie propongono azioni e impegni ambiziosi da parte dell'Ue per arrestare la perdita di biodiversità e trasformare i nostri sistemi alimentari in standard di riferimento a livello globale, in grado di garantire la protezione dell’ambiente, della salute umana nonchè la sostenibilità economica di tutti gli attori della catena del valore alimentare.

Per riuscirci occorre secondo Bruxelles raggiungere una quota di almeno il 30% delle aree rurali e marine protette e trasformare il 10% delle superfici agricole in aree ad alta biodiversità. La scommessa, un po’ azzardata nel momento in cui gli scambi commerciali globali sono paralizzati dalla crisi post coronavirus, è che lo sforzo di fare della sostenibilità il marchio dell'Unione Europea possa significare aprire nuove opportunità commerciali e diversificare le fonti di reddito per gli agricoltori. La strategia prevede un finanziamento di 20 miliardi l’anno tra fondi Ue, nazionali e privati.

Decisa apertura verso le nuove biotecnologie sostenibili

Farm to fork apre anche la strada all'utilizzo delle New breeding technique, le nuove scienziatibiotecnologie come genome editing e cisgenesi, attualmente bloccate dalla sentenza della Corte europea di giustizia che le ha equiparate agli ogm dal punto di vista della normativa vigente, e che ora invece diventano, secondo la Commissione, strumenti decisivi in favore della biodiversità e nella difesa della sicurezza alimentare.

Le due strategie pubblicate oggi non sono vincolanti ma indicano le linee guida per futuri atti legislativi da concordare con Consiglio e Parlamento europeo.

Le reazioni

Di segno opposto le reazioni del mondo agricolo italiano.

«Le proposte della Commissione – contesta Massimiliano Giansanti, presidente di

politiche di coesione
Massimiliano Giansanti

Confagricoltura - penalizzano il potenziale produttivo dell’agricoltura e del sistema agroalimentare europeo. È una prospettiva che non condividiamo, anche perché aumenterebbero le importazioni da Paesi terzi che applicano regole diverse e meno rigorose».

«Alla base degli indirizzi della commissione – prosegue Giansanti -, c'è una visione che richiede un approfondimento e una valutazione d'impatto economico. la crescita produttiva non è per forza in contraddizione con la sostenibilità ambientale e la salvaguardia della biodiversità. Occorre andare avanti, con il ricorso e la diffusione delle innovazioni tecnologiche, a partire dalla genetica, e con una più stretta collaborazione tra ricerca scientifica e imprese».

Giorgio Mercuri, presidente di Alleanza delle Cooperative agroalimentari

Il presidente dell’Alleanza delle cooperative agroalimentari Giorgio Mercuri mette in evidenza il rischio di compromettere la sicurezza degli approvvigionamenti. «Prima di ogni intervento legislativo europeo – osserva - servirà una valutazione attenta delle ricadute su agricoltori e cooperative, che hanno bisogno di alternative per essere messi in grado di raggiungere obiettivi così ambiziosi senza compromettere la loro stessa sussistenza». «Un approccio “bendato” può mettere a rischio la stessa sicurezza alimentare europea, la competitività e il reddito di migliaia di aziende e di cooperative che sono già state pesantemente colpite dall'emergenza Covid19».

Sulla stessa linea Franco Verrascina presidente di Copagri: «gli ambiziosi obiettivi contenuti nelle comunicazioni non devono penalizzare i produttori agricoli, messi già a durissima prova dalla pandemia».

La zona d’ombra del nutriscore

«L’agricoltura è pronta alla sfida sostenibilità – assicura Dino Scanavino di Cia-Agricoltori italiani - ma merita un ruolo centrale e per questo, anche in vista della presentazione il 27 maggio del nuovo quadro finanziario pluriennale dell'Ue, deve essere chiaro che non possono esserci tagli al budget agricolo».

Coldiretti coglie invece gli aspetti positivi della strategia Ue. «L’estensione dell’obbligo di

Ettore Prandini

etichette – afferma il presidente Ettore Prandini - con l’indicazione dell’origine degli alimenti è una vittoria per 1,1 milioni di cittadini europei che hanno firmato l'iniziativa dei cittadini europei promossa dalla Coldiretti ed altre organizzazioni europee». «Tuttavia – osserva - la strategia presenta preoccupanti zone d'ombra nei fuorvianti bollini nutriscore e nei pregiudizi sui consumi di carne e sugli allevamenti».

La soddisfazione delle associazioni dell’ambiente e bio

I commenti più entusiasti arrivano dalla coalizione #cambiamoagricoltura, formata da 36 associazioni ambientaliste e del biologico italiano tra cui Federbio, Slowfood e Wwf: «il documento presentato oggi a Bruxelles è il primo vero tentativo di politica agroalimentare integrata, un fatto positivo perchè si colloca, giustamente, al centro del Green deal accogliendo il principio che alimentazione, ambiente, salute e agricoltura sono materie strettamente connesse». Le 36 associazioni guardano quindi fiduciose all'impegno dell'Unione europea, ma non nascondono anche una parte di delusione «per la carenza di misure operative, nonchè di target vincolanti di riduzione delle emissioni dei gas climalteranti».

La palla passa all’Europarlamento

La prossima tappa per l’adozione delle due strategie passa dall’approvazione del Parlamento europeo, dove sono già emerse linee di pensiero contrapposte.

«Siamo pronti a raccogliere la sfida ambiziosa - commenta Paolo De Castro, coordinatore S&D - che ci lancia oggi la Commissione europea, ma non a qualunque prezzo. Si tratta dell'inizio di un percorso che deve portare alla creazione di un patto fiduciario tra produttori e consumatori europei basato sulla qualità, la trasparenza e sicurezza dei processi produttivi e dei prodotti che arrivano sulle nostre tavole».

«La commissione europea sbaglia – ribatte Herbert Dorfmann, Ppe - ad accelerare sulla strategia farm to fork in un momento in cui gli agricoltori europei guardano con crescente incertezza al loro futuro».

Farm to fork e Biodiversità, la doppia strategia di Bruxelles divide l’agricoltura italiana - Ultima modifica: 2020-05-20T21:35:56+02:00 da Lorenzo Tosi

1 commento

  1. il green deal europeo è basato su utopie prive di fondamento in quanto non considera né indica i mezzi per combattere, dal punto di vista degli agricoltori italiani, gli insetti alieni (specie cinesi) che stanno devastando le colture italiane e i prodotti italiani. Così si creano opportunità per i paesi extra comunitari che agiscono senza limiti, né regole ed il green deal si trasformerà in green dream!
    Sandro Barbarossa

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