Fondi Feasr, il governo promuove la proposta Patuanelli

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Vince la linea "nordista" ma grazie a un fondo straordinario di 92 milioni le Regioni del Sud non saranno penalizzate

Sarà pure cerchiobottista, come l’hanno definita in molti, ma alla fine è servita a qualcosa. La proposta che qualche giorno fa il ministro Stefano Patuanelli aveva anticipato nel corso di un question time a Montecitorio, destinata a sbloccare i quasi quattro miliardi di euro che rappresentano la dotazione dei fondi Feasr per lo sviluppo rurale in Italia, è stata approvata dal Consiglio dei ministri. Un via libera che ha lasciato soddisfatto il titolare del dicastero delle politiche agricole: «Al netto di alcune inutili e strumentali polemiche – ha scritto Patuanelli sulla sua pagina facebook – ritengo che questa sia la migliore sintesi possibile in grado di sostenere ciascun territorio, non soltanto per i progetti di sviluppo rurale, ma anche per il rilancio post pandemia».

Nuovi criteri ma nessuno perderà risorse

Si chiude quindi così la lunga querelle sulla ripartizione dei fondi Feasr destinati allo sviluppo rurale riferiti al periodo di transizione. Una diatriba che aveva visto impegnate su due fronti le regioni del Centro-Nord, che fin dall’inizio del confronto in Conferenza Stato-Regioni avevano sempre sostenuto la necessità di cambiare i criteri di riparto, e quelle del Sud (Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia a cui si è aggiunta l’Umbria) che avevano sempre parteggiato per il mantenimento dei criteri storici.
La soluzione “cerchiobottista” del ministro approvata a Roma, accoglie in buona sostanza la richiesta di adottare criteri di riparto basati sui nuovi parametri proposti dalle Regioni del Centro-Nord ma allo stesso tempo, grazie a un fondo di perequazione di 92,7 milioni, non farà perdere preziose risorse ai Psr delle regioni meridionali.

 

 

Ecco così che per il 2021 i fondi Feasr verranno suddivisi tra le regioni adottando per il 90% i criteri storici e per il restante 10% quelli nuovi “oggettivi”. La proporzione, però, cambierà nel 2022. Criteri storici per il 70% e nuovi per il 30%. Tutto quello che le Regioni del Sud e l’Umbria perderanno a causa del cambiamento dei criteri, secondo i calcoli del ministero, dovrebbe essere comunque totalmente compensato con il fondo di perequazione. Le somme più cospicue andranno a Campania (40,2 milioni di euro) e Sicilia (26,5 milioni di euro).

La questione - all’inizio affrontata in Conferenza Stato-Regioni, dove però non è stato mai possibile trovare un accordo - poco più di un mese fa aveva preso una piega politica inaspettata. Tanto che, dopo le dichiarazioni di numerosi parlamentari pentastellati eletti nelle regioni del Sud, che si erano uniti al coro di proteste delle deputazioni meridionali, il ministro Patuanelli era arrivato perfino a minacciare le dimissioni. Che sono rimaste solo una minaccia. Ovviamente.
Alla fine, la scorsa settimana si prospetta una soluzione su cui Patuanelli ha potuto raccogliere l’ok di tre regioni meridionali (Puglia, Calabria e Campania) ma anche qualche mugugno, come quello manifestato dall’assessore regionale della Sicilia, Toni Scilla.

Fondi Feasr, il governo promuove la proposta Patuanelli - Ultima modifica: 2021-06-18T00:40:04+02:00 da Simone Martarello

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