«La filiera agroalimentare non chiude»

La lista delle attività produttive ritenute strategiche con relativo codice Ateco

L'annuncio del Premier Conte della stretta alle attività produttive non strategiche nel messaggio a reti unificate del 21 marzo alle ore 23
Dopo l'ulteriore stretta del premier Conte sulle attività economiche "non strategiche" a causa dell'emergenza coronavirus, la Ministra Teresa Bellanova ribadisce la centralità della filiera del cibo. «Dai campi agli scaffali restano aperte tutte le attività del comparto primario». In serata pubblicato il testo del decreto che include i fornitori di mezzi tecnici e soprattutto i professionisti agronomi che chiedevano con forza di chiarire il loro ruolo

«Tutte le attività direttamente o indirettamente necessarie e legate al regolare funzionamento della filiera alimentare restano aperte».

La lista definitiva delle attività produttive ritenute strategiche con relativo codice Ateco

 

 

Il testo del dpcm 22 marzo

 

 

Le incertezze dopo l'annuncio

La Ministra Teresa Bellanova interviene oggi a proposito delle nuove disposizioni anticipate via facebook e televisione ieri sera dal premier Giuseppe Conte per un ulteriore stretta, a partire da lunedì 23 marzo, alle attività produttive giudicate "non strategiche" .
«Ricevo da stamattina decine e decine di telefonate di imprenditori. Deve essere chiaro: la filiera alimentare non chiude. Tutte le attività necessarie legate al regolare funzionamento della filiera, trasporti inclusi, restano aperte».

L'elenco delle attività strategiche

Prima ancora della pubblicazione del Dpcm di attuazione delle nuove disposizioni, reso disponibile nella serata di domenica 22, le indicazioni del premier in Tv hanno messo subito al primo posto tra le attività strategiche proprio quelle collegate all'agroalimentare, logistica, trasporti, settore bancario, energia e comparto farmaceutico sanitario.

Alleghiamo qui la lista definitiva delle categorie produttive considerate essenziali, con il relativo codice Ateco, che potranno continuare a lavorare. L’elenco è allegato al decreto reso pubblico nella serata di oggi 22 marzo. Fino alla sua pubblicazione non era chiaro come si doveva comportare chi produce a monte delle filiere salvaguardate.

Professionisti nel limbo

Nel limbo erano rimasti anche tutti i professionisti che lavorano a supporto dell'agricoltura.

Già il decreto Cura Italia era finito nel mirino di 21 professioni ordinistiche per l'esclusione di 2,3 milioni di professionisti italiani dalle misure prese dal Governo per l'emergenza Coronavirus. Una situazione che aveva spinto a dichiarare lo stato di agitazione da parte del Consiglio dell'Ordine nazionale dei dottori agronomi e dei dottori forestali (Conaf) segnalando che le professioni riunite, dopo incontro coordinato dal Comitato unitario professioni (Cup) e Rete professioni tecniche (Rpt), hanno «stabilito di far fronte unico per la tutela dei liberi professionisti in questa fase drammatica causata dall'emergenza Covid-19».

Stop agli spostamenti tra Comuni diversi

L'eventuale mancanza di precise indicazioni in merito all'interno del nuovo decreto annunciato avrebbe complicato ulteriormente le condizioni di lavoro di questi professionisti, soprattutto alla luce dell'ordinanza odierna del Ministero della Salute che blocca gli spostamenti sia con mezzi pubblici che privati tra comuni diversi di quello di residenza se non per motivi comprovati di Salute o appunto per esigenze lavorative autorizzate e di assoluta urgenza.

La svolta in serata

Dopo una domenica di contatti continui tra gli Ordini e l'Esecutivo, la versione definitiva dell'elenco delle professioni considerate strategiche contiene anche il codice ateco 74 relativo alle attività professionali scientifiche e tecniche.

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«La filiera agroalimentare non chiude» - Ultima modifica: 2020-03-22T13:59:53+01:00 da Lorenzo Tosi

2 Commenti

  1. perchè la ministra non spiega come deve essere fatta la comunicazione ai prefetti e fa qualche esempio di attività il cui codice ateco non è nell’allegato e la deve quindi fare? con i proclami, da soli, non si va da nessuna parte e non si aiutano le aziende

  2. Buongiorno, in tutta questa confusione è interessante sapere se parenti e affini entro il sesto grado, che prestano lavoro occasionale nell’azienda possono spostarsi o meno e con quale autorizzazione, dal comune di residenza a quello dove risiede l’azienda agricola. Grazie.

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