L’olivicoltura italiana piange la scomparsa di Giuseppe Fontanazza

Se n’è andato uno dei più importanti fautori dello sviluppo della coltura e della cultura dell’olivo in Italia

Ho avuto l’onore di lavorare a stretto contatto con il professor Giuseppe Fontanazza per oltre cinque anni dal 1995 al 2000, quando era direttore dell’Istituto di Ricerche sull’Olivicoltura del Cnr di Perugia. Cinque anni in cui ho potuto apprezzare le sue competenze di ricercatore/agronomo e le sue capacità professionali, prima fra tutte quella di saper vedere lontano, rapportandosi in maniera diretta con gli olivicoltori. Ricordo ancora il viaggio assieme a lui in Spagna per vedere i primi oliveti superintensivi, impostati per una gestione completamente (o quasi) meccanizzata, in alcuni casi oltre 2.000 piante/ettaro, ed eravamo nel 1995...

Allora era l’unico a credere in una sorta di rivoluzione nella coltivazione dell’olivo ed era anche fortemente criticato per questo. Complice anche una personalità molto forte e sicura di sé, che lo ha portato a farsi diversi “nemici”. Ma alla luce di quanto possiamo vedere oggi, non era poi così lontano dalla verità. Forse è stato solo un po’ troppo precipitoso nel proporre certe soluzioni, qualcuno sicuramente non è rimasto soddisfatto dei suoi consigli, fatto sta che il nome di Fontanazza è legato a quello dell’olivicoltura in modo indissolubile.

 

 

Olivo e Olio

Sempre in quel lustro, per la precisione nel 1998, ha dato vita alla prima rivista dedicata all’olivicoltura, Olivo e Olio, e anche qui ho avuto il piacere di supportarlo in questa operazione, tuttora edita da Edagricole. A conferma della lungimiranza, il primo editoriale di Fontanazza nel lontano 1998 è ancora estremamente attuale (https://olivoeolio.edagricole.it/prezzi-olio/buon-governo/). La rivista allora trasudava anche di cultura, tanto che le prime copertine richiamavano sempre composizioni artistiche in qualche modo connesse all’olivo, perché la passione che Fontanazza aveva per questa coltura era una passione a 360 gradi, completa. Non si limitava alle tecniche colturali, ma si estendeva anche alla fase di moltiplicazione delle piante, al miglioramento genetico (sarà ricordato, infatti, anche come costitutore di alcune varietà che hanno riscosso successo sul mercato), alla trasformazione, al ruolo paesaggistico della coltura, fino appunto a toccare anche gli aspetti artistici.

Pioniere dell'innovazione

Per Edagricole è stato membro del Comitato scientifico di Terra e Vita per tanti anni e ha fornito importanti contributi anche in forma di libri, come il “best seller” “Olivicoltura intensiva meccanizzata” del 1993, a ulteriore testimonianza della stretta sinergia tra la nostra casa editrice e il professore di Calascibetta. Nonostante i contatti negli ultimi anni si fossero ridotti al minimo, Edagricole lo ricorda come un pioniere dell’innovazione, a cui oggi va tributato un doveroso riconoscimento e ringraziamento per il contributo fornito alla crescita del mondo dell’olivo e dell’olio.

L’olivicoltura italiana piange la scomparsa di Giuseppe Fontanazza - Ultima modifica: 2020-06-03T17:06:37+02:00 da Francesco Bartolozzi

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