Agea-Caa, tutto il Parlamento chiede spiegazioni al ministero

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Fioccano le interrogazioni per chiedere di rinviare l'entrata in vigore della convenzione che escluderebbe agronomi, periti agrari e agrotecnici liberi professionisti dai Caa. Avanzati dubbi sul rispetto delle norme che tutelano il diritto al lavoro

Abbraccia praticamente per intero gli emicicli di Montecitorio e Palazzo Madama la richiesta di chiarimenti alla ministra Teresa Bellanova in merito alla nuova convenzione tra Agea e Caa che dal primo aprile 2021 comincerà ad escludere agronomi, periti agrari e agrotecnici liberi professionisti dai centri di assistenza agricola. Sono ormai una mezza dozzina tra Camera e Senato le interrogazioni presentate da parlamentari di quasi tutti i partiti, compresi quelli di maggioranza. E altre iniziative sono previste nei prossimi giorni. Praticamente tutti i documenti presentati nei due rami del Parlamento chiedono di rinviare l'entrata in vigore delle nuove regole e pongono dubbi sul fatto che la convenzione voluta da Agea rispetti le norme costituzionali che tutelano il diritto al lavoro.

 

 

Solidarietà bipartisan ad agronomi, periti e agrotecnici

Alla Camera il deputato bolognese di Fratelli d'Italia Galeazzo Bignami interroga il governo per sapere come intende tutelare il lavoro dei liberi professionisti. Ma è al Senato che si concentra la maggior parte degli interventi. Tra questi un'interrogazione presentata il 18 novembre da 18 senatori del Partito democratico, dove spiccano i nomi dell'ex ministra dell'Istruzione nell'esecutivo Gentiloni Valeria Fedeli e del vicepresidente del partito Gianni Pittella. In calce al documento anche le firme dei senatori Mino Taricco (agricoltore), Valeria Valente, Francesco Giacobbe, Mario Antonio Donato Laus, Tommaso Nannicini, Francesco Verducci, Bruno Astorre, Daniele Manca, Vanna Iori, Vincenzo D'Arienzo, Andrea Ferrazzi, Caterina Biti, Assuntela Messina, Tatjana Rojc, Paola Boldrini e Dario Parrini.

C'è poi un'interrogazione con 12 firme di esponenti appartenenti al Gruppo misto e a Forza Italia. Due sono di figure molto note. L'ufficiale della Marina miliatare Gregorio De Falco, ex Cinque Stelle, diventato famoso per aver invitato il comandante della Costa Concordia Francesco Schettino ad adempiere ai suoi doveri di marinaio con la frase "risalga a bordo ca***". Gli altri firmatari del Gruppo misto sono Saverio De Bonis (ex 5s), Loredana De Petris, Alessandrina Lonardo (ex forza Italia e moglie di Clemente Mastella), Carlo Martelli, Paola Nugnes (ex 5s), Tiziana Carmela Rosaria Drago (ex 5s), Maurizio Buccarella, Mario Michele Giarrusso (ex 5s), Marinella Pacifico (ex 5s).

Dalla parte di agronomi, periti agrari e agrotecnici si è schierata anche la forzista (già Pd e Udc) Paola Binetti, conosciuta al grande pubblico per le sue posizioni sull'omosessualità e per aver dichiarato di indossare il cilicio. Accanto alla sua firma quella del compagno di partito Antonio Saccone.

Se a queste prese di posizione degli ultimi giorni si aggiungono quelle dello scorso maggio quando fu presentata la prima bozza di convenzione, l'arco parlamentare è rappresentato praticamente per intero. Allora ci fu, infatti, l'interrogazione di un gruppo di senatori leghisti, tra cui l'ex ministro dell'Agricoltura Marco Centinaio. E quella del grillino e membro della commissione Agricoltura Fabrizio Trentacoste.

La richiesta di rinviare l'esclusione dei professionisti dai Caa

I testi delle interrogazioni sono molto simili e si concentrano in particolare su due aspetti. Il primo è la richiesta a Bellanova di sospendere l'efficacia della disposizione contenuta nell'art. 4, comma 3, della convenzione, quanto meno nella parte in cui fissa al 30 settembre 2021 il termine entro cui tutti gli operatori titolari abilitati ad accedere ed operare nei sistemi informativi dell'organismo pagatore devono essere lavoratori dipendenti, al fine di valutare con ulteriori approfondimenti le istanze formulate dai rappresentanti dei professionisti abilitati operanti in agricoltura. O per lo meno di posticipare il termine di sei mesi.

Il secondo è più di carattere giuridico. Gli interroganti chiedono se la convenzione si ponga in conflitto con l'articolo 4 della Costituzione, che tutela il diritto al lavoro e con le stesse norme che regolano il funzionamento dell'Agea (art. 7 del decreto ministeriale 27 marzo 2008).

Agea-Caa, tutto il Parlamento chiede spiegazioni al ministero - Ultima modifica: 2020-11-20T11:22:17+01:00 da Simone Martarello

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