Parte la corsa al nuovo Commissario agricolo. L’Italia cerca un nuovo Scarascia

Carlo Scarascia Mugnozza, primo e unico Commissario agricolo italiano in Europa: erano i primi anni '70
Nuovo Europarlamento e nuova Commissione. Salvini dichiara di volere puntare per l'Italia al Commissario agricolo. Quasi 50 anni dopo Scarascia Mugnozza

Commissario agricolo cercasi. Possibilmente italiano. Dopo la vittoria alle elezioni europee e con l'onda sovranista che prova a sparigliare il campo a Bruxelles, Matteo Salvini cerca di portare a casa una delle poltrone più ambite: quella dell'Agricoltura nella Commissione europea che prenderà forma dopo l'estate.
E, a poche ore dalla chiusura delle urne, arrivano già i primi supporti. Coldiretti in testa che, per voce del Presidente nazionale Ettore Prandini, esprime apprezzamento per l'annuncio del vicepremier di voler puntare sull'agricoltura nella scelta dei commissari europei.
«Sono quasi 50 anni - sottolinea Prandini - che nella Commissione europea la responsabilità del settore primario non viene assegnata all'Italia, primo Paese dell'Unione per valore aggiunto agricolo ma anche per qualità delle produzioni».

Dai tempi di Mansholt

«È dal 1972 - continua Prandini - con Carlo Scarascia Mugnozza nella Commissione Mansholt che l'Italia non ha un proprio Commissario agricolo a conferma della disattenzione nei confronti del settore degli ultimi decenni, nonostante la rivoluzione avvenuta nelle campagne italiane che sono diventate una realtà da primato a livello internazionale per sostenibilità economica ed ambientale ma anche per la capacità di offrire lavoro alle nuove generazioni».
Secondo il presidente Coldiretti «un Commissario agricolo italiano peraltro occuperebbe un posto chiave nelle politiche europee, con l'agricoltura che è il settore più integrato dell'Unione e per questo rappresenta la voce più importante del bilancio comunitario, ma è anche strategica negli accordi commerciali dove è anche necessario che tutti i prodotti che entrano nei confini nazionali ed europei rispettino lo stesso percorso di qualità che riguarda l'ambiente, il lavoro e la salute».

Armonizzazione delle norme

Senza parlare specificatamente di Commissario agricolo ma sulla stessa lunghezza d'onda la dichiarazione del presidente di Confagricoltura Massimiliano Giansanti che interviene sui risultati delle urne: «La nuova assemblea ha davanti sfide importanti per l’Europa. Per noi agricoltori l’Unione europea ha soprattutto sul tavolo la riforma della Pac, determinante e urgente per la nostra agricoltura, ma come imprenditori che operano in un mercato comune chiediamo regole europee reciproche, partendo dal sistema fiscale, che invece oggi opprime le aziende italiane e le penalizza rispetto agli altri Paesi. L’armonizzazione delle norme deve riguardare anche il costo del lavoro e le pratiche ambientali per costruire un’Europa più competitiva in ambito internazionale. Per farlo, dobbiamo avere un’Italia più coraggiosa e lungimirante nelle riforme, capace di essere protagonista in questa battaglia. Siamo pertanto al fianco dei nostri parlamentari che condividono queste esigenze e intendono affrontarle con tempestività».

Parte la corsa al nuovo Commissario agricolo. L’Italia cerca un nuovo Scarascia - Ultima modifica: 2019-05-27T16:51:34+00:00 da Gianni Gnudi

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