Biometano agricolo, la burocrazia rema contro

Piero Gattoni.
Piero Gattoni, Cib: «Il Governo intervenga per liberare le potenzialità del più grande giacimento di energia verde italiana»

«Progettare un cambio di paradigma dei processi produttivi verso un modello di economia circolare è un’occasione per rimettere la natura e l’agricoltura al centro del dibattito nazionale». Sono le parole di Piero Gattoni, presidente del Cib, Consorzio Italiano Biogas, che è intervenuto mercoledì 6 febbraio a Roma all’incontro “La corsa a ostacoli dell’economia circolare in Italia”, organizzato da Legambiente, alla presenza del ministro dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare Sergio Costa. «Gli agricoltori e gli allevatori italiani che hanno scelto la strada del Biogasfattobene hanno dimostrato in questi anni che si può produrre di più con meno e che dalla terra può partire un processo virtuoso di uso consapevole delle risorse, di riduzione delle emissioni in atmosfera, di riutilizzo degli scarti e di produzione di energia e di biocarburanti rinnovabili – ha continuato Gattoni -. Questa non è teoria, quando parliamo di biogas e biometano agricoli ci riferiamo alle tecnologie e al know-how di circa 1200 aziende che hanno investito negli ultimi dieci anni oltre 4,5 mld di euro nel tessuto economico del nostro Paese, dando vita a uno dei laboratori di economia circolare più importanti a livello europeo».

«L’attuale Governo è sensibile ai nostri valori ma, purtroppo, dobbiamo segnalare l’esistenza di cortocircuiti burocratici che continuano a bloccare lo sviluppo del nostro settore, imponendo, a esempio, delle restrizioni assurde sul fronte dell’alimentazione dei biodigestori e impedendo, di fatto, le riconversioni degli impianti esistenti dalla produzione di biogas per la produzione elettrica a quella di biometano per i trasporti. Chiediamo dunque al Ministro Costa di intervenire per sbloccare le potenzialità del più grande giacimento di energia verde italiana, che tanto può dare al nostro sistema energetico e alla nostra economia anche in termini di occupazione e di nuovi investimenti».

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