Due anni di tempo per portare semplificazione in agricoltura

I ministri Di Maio, Salvini, Tria assieme al premier Conte durante il Consiglio dei Ministri
Aiuti Pac, regolazione dei mercati, controlli, filiere e agricoltura di precisione. L’agricoltura è una delle dieci materie di “ampio respiro” su cui il Governo vorrebbe intervenire se il Parlamento concede la delega

Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Presidente Conte, ha approvato nella seduta del 28 febbraio 10 disegni di legge di delega al Governo per le semplificazioni, i riassetti normativi e le codificazioni di settore. I progetti normativi, alcuni dei quali risultano collegati alla Legge di bilancio 2019, fanno seguito e superano, ampliandone la portata, il disegno di legge in materia di semplificazione approvato in via preliminare dal Consiglio dei ministri nel dicembre scorso.

Dieci materie da codificare

Le materie della delega sono le seguenti:

  • Semplificazione e codificazione
  • Contratti pubblici
  • Revisione del Codice civile
  • Agricoltura (clicca per accedere al testo della delega)
  • Turismo
  • Disabilità
  • Lavoro
  • Istruzione, università, alta formazione artistica musicale e coreutica e di ricerca
  • Ordinamento militare
  • Spettacolo, beni culturali e paesaggio.

La garanzia di una Commissione permanente di esperti

Spetta al Parlamento approvare le deleghe per argomenti così ampi. In caso positivo, con un decreto del presidente del Consiglio sarà istituita una Commissione permanente, composta da esperti e giuristi, e con dotazione di 8 milioni l’anno dal 2020, con la funzione di assicurare in concreto l’attuazione delle misure di semplificazione. Lo stesso premier, inoltre, presiederà un “Comitato interministeriale” per la semplificazione.

La delega agricola

La delega agricola riguarda, tra l’altro:

  • la revisione e semplificazione degli adempimenti amministrativi a carico delle imprese agricole connessi all’erogazione dei sostegni regionali, nazionali e europei nell’ambito della Politica agricola comune;
  • la revisione e semplificazione della normativa in materia di regolazione dei mercati al fine di assicurare un corretto funzionamento delle regole di concorrenza del mercato ed un’equa ripartizione dei margini lungo la filiera;
  • il potenziamento del sistema di rilevazione dei prezzi e dei costi di produzione delle imprese al fine di assicurare una maggiore trasparenza nelle relazioni di mercato;
  • interventi per favorire la crescita dimensionale delle imprese agricole, lo sviluppo dell’imprenditoria giovanile e l’ammodernamento delle filiere agroalimentari con l’obiettivo anche di assicurare un maggiore coordinamento degli strumenti di incentivazione vigenti;
  • il riordino della disciplina delle frodi agroalimentari nonchè la revisione della disciplina sanzionatoria vigente in materia di regimi di qualità dei prodotti agricoli e alimentari;
  • l’istituzione di un sistema unico di controlli al fine di evitare duplicazioni, di tutelare maggiormente i consumatori e di eliminare gli ostacoli al commercio e le distorsioni della concorrenza;
  • la definizione di una disciplina nazionale di coordinamento per lo sviluppo e l’incentivazione dell’agricoltura di precisione e la promozione di misure innovative per il monitoraggio e l’ottimizzazione dei processi di produzione in agricoltura.

Delega dell'intera funzione legislativa?

Vista la natura trasversale dei 10 disegni di legge sulla semplificazione e l’ampio riferimento a materie chiave come i contratti pubblici, il Codice civile, il diritto di famiglia, il lavoro e l’istruzione oltre che ovviamente l’agricoltura, c’è chi ha messo in luce il paradosso di un Parlamento chiamato a votare per un provvedimento che ha il valore di una delega dell’intera funzione legislativa per i prossimi due anni, termine per l’emanazione dei 10 decreti legislativi legati alla legge delega.

Due anni di tempo per portare semplificazione in agricoltura - Ultima modifica: 2019-03-03T23:39:49+00:00 da Lorenzo Tosi

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