Extravergine d’oliva, il prezzo lo fanno i consumatori

extravergine
Pompeo Farchioni, presidente e amministratore delegato del gruppo alimentare Farchioni
Nell'editoriale di Terra e Vita n. 31/2023 Pompeo Farchioni fa il punto sull'olio extravergine d'oliva alle prese con scarsità di prodotto, mettendo in guardia dai prezzi troppo alti che potrebbero far virare i consumatori verso altri tipi di condimento

Per comprendere meglio la situazione attuale dell’olio extravergine d’oliva bisogna conoscere la storia delle ultime annate. Nell’annata 2021/2022 si è verificata una produzione ottimale a livello mondiale che ha comportato prezzi molto convenienti per i consumatori, considerando le qualità dell’olio evo nei confronti di altri condimenti. Ovviamente simili quotazioni hanno soddisfatto meno i produttori.

Per questa motivazione i consumi a livello mondiale hanno registrato delle impennate nelle vendite. L’allarme è suonato a partire dal 2022/2023. Infatti, lo scorso anno la produzione mondiale di olio d’oliva ha subito una flessione del 26% rispetto all’anno precedente, scendendo a un totale di 2.505.000 tonnellate.

Le scorte hanno permesso che nei primi mesi del 2023 le quotazioni dell’evo, pur aumentando, si mantenessero ancora entro un range accettabile per il potere d’acquisto dei consumatori.

La situazione è peggiorata intorno a giugno, in quanto a causa dell’andamento climatico, si è percepito che anche la raccolta 2023/2024 sarebbe stata un’annata con previsioni produttive molto scarse. Le cause sono da riscontrare nella siccità che ha colpito la Spagna e nel periodo molto umido che ha colpito gli altri Paesi, tra cui l’Italia, durante le fioriture di maggio e giugno.

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La diminuzione delle scorte e la scarsa raccolta hanno creato una forte tensione sui mercati. Infatti, la possibilità che l’olio extravergine possa non essere sufficiente a soddisfare tutte le richieste del mercato, qualora i consumi rimanessero invariati, ha portato agricoltori e grossisti ad aumentare i prezzi, che sono passati dai 4,5 €/l agli attuali circa 9 €/l. Parliamo di aumenti del 100% per tutte le categorie di olio d’oliva, non solo per gli extravergini di qualità.

Al contempo, le organizzazioni della gdo, avendo stipulato contratti per tutto l’anno, non hanno allineato i prezzi a scaffale. Questo ha permesso che una stima di riduzione dei consumi del 40% a causa degli ipotetici aumenti del prezzo finale, sia stata limitata nella realtà a un -10%.

Purtroppo, la previsione attuale prevede che i prezzi a scaffale dovranno superare entro fine anno i 10 €/l. Questo aumento dovrebbe comportare un calo della domanda di circa 20 punti percentuali. Se così fosse, il quantitativo di olio evo sarà sufficiente per i consumi richiesti.

Per il futuro, quindi nel 2024 inoltrato, si potrebbe prevedere che il crollo dei consumi potrebbe ridimensionare il prezzo d’acquisto dell’olio.

La speranza è che le quotazioni ritornino a 6/6,5 €/l per contenere i prezzi di uscita intorno ai 7,5/8,5 €/l. Ma sperando anche che nel frattempo i consumatori non si disaffezionino al consumo dell’olio evo.

Il nostro operato come azienda produttrice è stato quello di assegnare a tutti i nostri clienti prezzi convenienti senza speculare sul valore reale del prodotto fino a fine novembre 2023. Questa strategia ci permette di dare al consumatore ancora dei prodotti in linea con l’annata corrente.

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Da dicembre 2023 in poi, entrando in commercio gli oli della nuova raccolta, i prezzi saranno adattati a quelli d’acquisto e di produzione attuali.

Il nostro auspicio è che a partire da aprile 2024, il calo dei consumi di extravergine possa permetterci di avere sul mercato quotazioni più congrue, cioè più in linea con la media degli ultimi anni. Perché il prezzo lo fanno sempre i consumatori.


di Pompeo Farchioni
Presidente e amministratore delegato del gruppo alimentare Farchioni

Extravergine d’oliva, il prezzo lo fanno i consumatori - Ultima modifica: 2023-10-13T08:28:26+02:00 da K4

1 commento

  1. non condivido quanto sopra riportato , è vero che il prezzo lo fanno i consumatori ma il costo dell’olio extravergine non dovrebbe essere inferiore ai 13/14 euro al litro in quanto i costi di produzione sono altissimi- se poi il settore industriale dell’olio acquista olio spagnolo. tunisino-greco ecc. a costi molto bassi e viene messo sul mercato nazionale come prodotto in italia è logico che il prezzo di 6/7 euro è piu’ che logico- tutto ad inganno del consumatore finale che non conosce bene come si produce un ottimo olio extravergine prodotto esclusivamente con olive italiane-

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