Agli agricoltori che hanno prodotto grano duro arriveranno 100 euro/ha per l'anno 2018 e 'solamente' 54 euro/ha per il 2019

Agea ha comunicato gli importi definitivi ed erogabili del Fondo grano duro per gli anni 2018 (Istruzioni Operative n. 26 del 15/03/2021) e 2019 (Istruzioni Operative n. 22 del 12/03/2021); agli agricoltori vanno 100 euro/ha per la campagna 2018 e 54 euro/ha per la campagna 2019. Già per il 2016, il premio definitivo era stato stabilito a 100 euro/ha (tab. 1).

Ricordiamo che il Fondo grano duro incentiva gli agricoltori che stipulano contratti di filiera triennali.

 

 

Il Fondo grano duro

L’incentivo ai contratti di filiera nel grano duro ha una storia che è iniziata nel 2016 e che è proseguita con tre provvedimenti normativi:

  • decreto interministeriale 2 novembre 2016 per la campagna agraria 2016/2017, con uno stanziamento di 10 milioni di euro;
  • decreto interministeriale 16 novembre 2017 per le campagne agrarie 2017/2018, con uno stanziamento di 20 milioni di euro;
  • decreto ministeriale 20 maggio 2020 per le campagne agrarie 2018/2019, 2019/2020, 2020/2021 e 2021/2022, con uno stanziamento di 40 milioni di euro.

Il “fondo grano duro” intende stimolare l’organizzazione della filiera grano-pasta nazionale tramite un incentivo di 100 euro/ha per gli agricoltori che stipulano contratti di filiera.

Plafond e entità dell’aiuto

Le risorse del Fondo grano duro ammontano a 10 milioni di euro per ciascuno dal 2016 al 2022. L’unica eccezione è stata il 2017 con 20 milioni di euro.

Il Fondo grano duro prevede un contributo (tab. 1):

  • di 100 euro/ha per ogni ettaro coltivato a grano duro, oggetto del contratto (200 euro nel 2018);
  • alle imprese agricole che abbiano già sottoscritto entro il 31 dicembre dell’anno precedente alla scadenza della domanda di contributo, direttamente o attraverso cooperative, consorzi e organizzazioni di produttori riconosciute di cui sono socie, contratti di filiera di durata almeno triennale.

L’aiuto, spettante a ciascuna impresa agricola, è commisurato alla superficie agricola, espressa in ettari, coltivata a grano duro nel limite di 50 ettari.

Fermo restando il limite massimo di 100 euro ad ettaro, l’importo unitario dell’aiuto è determinato in base al rapporto tra l’ammontare dei fondi stanziati e la superficie totale coltivata a grano duro per la quale è stata presentata domanda di aiuto.

In altre parole, se le richieste sono superiori alla disponibilità di 10 milioni di euro, l’importo erogato sarà ridotto proporzionalmente.

Per questa ragione, Agea ha dovuto ridurre l’importo nel 2019 a 54 euro/ha, in quanto il plafond non ha consentito di erogare l’importo massimo (tab. 1).

Contratto di filiera triennale

Un requisito fondamentale per l’accesso al contributo è la sottoscrizione di un contratto di filiera di durata almeno triennale, che doveva essere sottoscritto entro il 31 dicembre dell’anno precedente alla scadenza della domanda di contributo.

Il «contratto di filiera» è un contratto tra i soggetti della filiera cerealicola, finalizzato a favorire la collaborazione e l’integrazione tra i produttori e le imprese di trasformazione del grano duro, il miglioramento della qualità del prodotto e la programmazione degli approvvigionamenti, sottoscritto dai produttori di grano duro, singoli o associati, e altri soggetti delle fasi di trasformazione e commercializzazione.

Il contratto deve avere una durata triennale e può essere sottoscritto tra:

  1. produttore agricolo-industria molitoria;
  2. produttore agricolo-industria pastaria;
  3. produttore agricolo-industria molitoria-industria pastaria;
  4. centro di stoccaggio-industria molitoria/pastaria.

Nel caso in cui il contratto di filiera sia sottoscritto da cooperative, consorzi e organizzazioni di produttori riconosciute, il contratto di filiera stesso deve essere integrato da copia dell’impegno/contratto di coltivazione tra la cooperativa, il consorzio e l’organizzazione di produttori e l’impresa agricola socia.

Nel caso di cui al punto d), ovvero nel caso di un contratto tra centro di stoccaggio-industria molitoria/pastaria, il contratto di filiera deve essere integrato da copia dell’impegno/contratto di coltivazione tra il centro di stoccaggio (impresa privata/cooperativa/consorzio/Organizzazione di Produttori) e l’impresa agricola. Tale impegno/contratto può avere una durata annuale e deve essere stipulato successivamente al contratto di filiera.

L’aiuto del “Fondo grano duro” si applica esclusivamente alla produzione di grano duro per la trasformazione industriale e non alla produzione di grano “da seme”.

Obbligo di sementi certificate

Per accedere al Fondo grano duro, gli agricoltori dovranno essere utilizzate sementi certificate. La Circolare Agea dovrà definire gli aspetti relativi all’utilizzazione di sementi certificate.

Nelle disposizioni Agea, relative al “Fondo grano duro” 2017-2019, dovevano essere rispettati i quantitativi minimi di sementi certificate, pari ad almeno 150 kg/ha. Fattura d’acquisto e cartellino ufficiale delle sementi sono i documenti da esibire in caso di eventuali controlli.

Aiuto «de minimis»

L’aiuto del Fondo grano duro è concesso all’impresa nel limite dell’importo massimo di 25.000 euro nell’arco di tre esercizi finanziari, alle condizioni stabilite dall’Unione europea per gli aiuti de minimis nel settore agricolo (fino al 2019 era 15.000 euro, poi aumentato a 20.000 euro nel 2019 e a 25.000 euro nel 2020).

Se l’agricoltore ha ricevuto un altro sostegno rientrante nel de minimis, può cumulare il sostegno fino alla concorrenza di 25.000 euro nell’arco di tre esercizi finanziari.

Fondo grano duro, Agea comunica gli importi definitivi per 2018 e 2019 - Ultima modifica: 2021-03-18T22:21:33+01:00 da Roberta Ponci

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