Stop al braccio di ferro sui prezzi tra produttori agricoli e Gdo

Paolo De Castro
Paolo De Castro presenta a Bruxelles la nuova direttiva contro le pratiche sleali nelle filiere agro-alimentari. «Da rimuovere il limite di 50 milioni di fatturato e 250 dipendenti previsto nella proposta della commissione Ue»

«E’ il momento di porre fine alle pratiche commerciali sleali nella filiera alimentare dannose per produttori e consumatori. Con la direttiva contro le UTPs possiamo farlo, assicurando il funzionamento leale dell’intera filiera agro-alimentare». 

Con queste parole l'ex ministro Paolo De Castro, relatore della proposta di legge presso l'Europarlamento, ha presentato ieri a Bruxelles nella riunione della Commissione agricoltura la sua proposta di direttiva sulle pratiche sleali nella filiera agro-alimentari.

 

Dalla terra alla tavola

«Eurodeputati e Commissione europea - riferisce De Castro - sono concordi: andiamo avanti per legiferare al più presto contro le pratiche commerciali sleali nella filiera agroalimentare; teniamo anche a tranquillizzare gli operatori che più sono preoccupati delle nostre richieste: non si tratta di una caccia alle streghe contro alcune categorie, ma vogliamo migliorare il funzionamento della catena alimentare nell’interesse di tutti, dalla terra alla tavola, dagli agricoltori ai consumatori».

Parlamento e Commissione a confronto

Presso la sede dalla Comagri, nella capitale belga, si è tenuto il primo dibattito tra i gruppi politici dell'europarlamento insieme all’esecutivo Ue. «Questo parlamento ha accolto con estremo favore la proposta di direttiva della Commissione europea sulle pratiche sleali, da noi già fortemente richiesta dal 2016, in quanto rappresenta un passo avanti sulla strada tracciata dal Regolamento Ue omnibus (difatto la riforma a metà percorso in vista della futura pac) nel fornire ai nostri agricoltori tutti gli strumenti per rafforzare le proprie prerogative contrattuali e poter far fronte ad un mercato caratterizzato da una sempre maggiore volatilità».

Abbattere le inefficienze economiche

L'obiettivo secondo l'europarlamentare italiano è quello di mettere fine alle inefficienze economiche che vanno a discapito non solo dei produttori ma anche della qualità del cibo che arriva sulle tavole di milioni di consumatori; «per questo, il lavoro del parlamento mirerà a rendere la proposta ancora più ambiziosa estendendo l’applicazione a tutti i prodotti agricoli (florovivaismo, alimenti per animali...) non solo alimentari e a tutti i fornitori, eliminando il limite di 50 milioni di fatturato e 250 dipendenti previsto nella proposta della commissione Ue».

Tempi strettissimi

I tempi sono strettissimi: «dobbiamo chiudere un accordo politico con la presidenza austriaca entro natale per vedere il testo finale votato dalla plenaria durante questa legislatura».

Adesioni da tutta la filiera

A giustificare l'ottimismo di De Castro riguardo al raggiungimento dell'obiettivo è il sostegno ricevuto dall’Aim (Associazione europea delle industria di marca), Copa-Cogeca (Comitato delle organizzazioni professionali agricole e il comitato generale della cooperazione agricola dell’unione europea), dall’Ufficio per il commercio equo e solidale e dal FoodDrinkEurope (l’associazione delle imprese agroalimentari europee).

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