Giornata mondiale dei fertilizzanti, una data che ha cambiato l’agricoltura

Il 13 ottobre 1908 Fritz Haber ha messo a punto il processo di sintesi dell’ammoniaca offrendo nuove prospettive per arricchire i terreni di azoto. Il nuovo regolamento europeo apre le porte alla libera circolazione dei prodotti. Un uso dei fertilizzanti sempre più razionaliazzato

In Europa ci sono più di 120 siti produttivi di fertilizzanti (di grandi dimensioni) che danno lavoro a circa 76mila persone e generano un fatturato complessivo di oltre 10 miliardi di euro. Di questi, circa 66 milioni vengono reinvestiti in ricerca e sviluppo. In Italia, dove l’80% delle imprese è di piccole e medie dimensioni, il fatturato complessivo del settore è di 1,3 miliardi di euro e le persone impiegate sono circa 2mila. Della produzione chimica italiana complessiva il 2,8% del fatturato è coperto proprio dall’industria dei fertilizzanti.

Sulla base di questi importanti numeri, domenica 13 ottobre si celebra il Global Fertilizer Day, la Giornata Mondiale dei Fertilizzanti promossa da Fertilzer Europe, l’Associazione con sede a Bruxelles che rappresenta la maggior parte dei produttori europei di concimi minerali.

Una data memorabile per la fertilizzazione

Fritz Haber

La data del 13 ottobre non è stata scelta a caso. Infatti, fu proprio quel giorno del 1908, che il chimico tedesco Fritz Haber mise a punto il processo di sintesi dell’ammoniaca, che sta alla base della produzione su larga scala dei fertilizzanti.

Si tratta di un momento importante che ha segnato una svolta fondamentale per le pratiche agronomiche.

L’appuntamento, dunque, nasce per ricordare il ruolo dei fertilizzanti per l’intero sistema agricolo: mezzi tecnici che permettono di conservare e migliorare la fertilità del terreno garantendo rese produttive più elevate, e contribuendo a ridurre, a livello mondiale, le problematiche connesse alle carenze alimentari.

Il nuovo regolamento apre le porte alla libera circolazione

Giovanni Toffoli

«In questa data emblematica è importante ricordare il significativo traguardo che l’intero comparto ha recentemente raggiunto con il nuovo Regolamento Ue sui fertilizzanti approvato a Strasburgo la scorsa primavera - afferma Giovanni Toffoli, presidente di Assofertilizzanti (l’associazione che rappresenta i produttori italiani di fertilizzanti) -. Oltre a porre chiarezza in merito a numerosi aspetti tecnici, il nuovo testo ha ampliato notevolmente lo spettro dei fertilizzanti disciplinati, spalancando le porte alla libera circolazione di tanti prodotti, soprattutto eccellenze italiane, che prima non potevano fregiarsi del marchio Ce, come i concimi organici, organo-minerali e i biostimolanti, che in questi ultimi anni hanno assunto sempre più importanza per gli agricoltori».

Andamento lento per il consumo dei fertilizzanti

I rilevamenti effettuati dal Comitato Statistico di Assofertilizzanti, relativi ai primi sei mesi del 2019, evidenziano un andamento contenuto dei consumi. I dati indicano una contrazione totale dell’1,4% rispetto al primo semestre 2018. Questo dato è influenzato in modo particolare dalla contrazione dei consumi dei concimi organici (-2,6%) e organo-minerali (-5.7%).

Sempre secondo Assofertilizzanti anche per i concimi minerali si sono registrate leggere diminuzioni (circa -1,9%) rispetto al primo semestre 2018. Positivi invece i dati dei concimi idrosolubili e fluidi che evidenziano un aumento delle vendite rispettivamente del 10,2% e del 4,5%. Un dato altrettanto positivo è quello riguardante la bilancia commerciale delle commodity, che è migliorato grazie alla diminuzione delle importazioni. Le prime stime indicano che in quest’anno le importazioni generali diminuiranno complessivamente del 3-4%, con gli azotati e i potassici in calo e i fosfatici in leggera crescita. Buone notizie anche sul versante dei fertilizzanti specialistici che confermano il felice andamento degli ultimi anni.

Il 65% dei consumi nelle regioni del Nord

La mappa geografica della distribuzione si mantiene in linea con quella degli anni precedenti: circa il 65% del totale dei fertilizzanti è destinato alle regioni settentrionali, il 15% a quelle centrali e il 20% alle aree meridionali.

In Italia, le aziende produttrici di concimi minerali sono tendenzialmente realtà consolidate e di grandi dimensioni. Piccole e medie industrie vivaci e proattive, caratterizzano invece il settore dei concimi specialistici, organici e organo-minerali.

Impiego dei concimi sempre più razionale

seminatrice

Il calo dei consumi dei fertilizzanti, più che la conseguenza di un drastico taglio degli investimenti da parte degli agricoltori (che comunque si devono confrontare con un mercato sempre più difficile caratterizzato da prezzi al ribasso), deve essere visto come la conseguenza della razionalizzazione del loro impiego.

Da una parte l’uso di tecnologie di precisione (realizzazione di mappe georeferenziate sulla fertilità dei terreni ottenute con droni e satelliti) e dall’altro l’impiego di prodotti di maggiore efficienza (come quelli a lento rilascio di azoto), consentono un uso mirato dei fertilizzanti che, oltre a minimizzare gli sprechi, permette agli agricoltori di effettuare distribuzioni mirate dei prodotti.

Giornata mondiale dei fertilizzanti, una data che ha cambiato l’agricoltura - Ultima modifica: 2019-10-10T14:41:24+02:00 da Alessandro Maresca

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