Prodotti biostimolanti, risorsa importante del futuro

biostimolanti
Nel nuove Regolamento Ue dovrebbero essere finalmente normati. Ma anche se approvato entro l’anno ce ne vorranno altri due per l’entrata in vigore.

Da diversi anni i consumi italiani di concimi sono in continua flessione. Parte di questo calo è sicuramente dovuto alla diminuzione della Sau e a un uso più razionale e attento di tutti i mezzi tecnici. Riteniamo però che una quota sia correlata all’impiego di prodotti che migliorano l’efficacia dei concimi. I biostimolanti si inseriscono in tale contesto anche perché si tratta di prodotti che vengono impiegati a dosi estremamente ridotte.


Attualmente i biostimolanti sono inclusi nel decreto legislativo 75/2010 che disciplina i così detti “fertilizzanti nazionali”. In dettaglio ne troviamo 11 tra i prodotti ad azione specifica su pianta (allegato 6) mentre circa la metà di essi (6) sono presenti anche nell’allegato 13 che elenca i fertilizzanti utilizzabili per le produzioni biologiche. Gli agricoltori, non hanno certo a disposizione un elevato numero di biostimolanti e, inoltre, devono prestare molta attenzione ad almeno due fattori critici.

L’uso del termine “biostimolante”, non può essere utilizzato per inquadrare e definire prodotti diversi da quelli elencati nel citato allegato 6. Di conseguenza, quando se ne acquista uno, bisogna essere sicuri di comprare un fertilizzante autorizzato (l’aliquota Iva del 4% ci può aiutare al riguardo) piuttosto che una delle tante pozioni miracolose che si trovano in commercio, in particolare online. Inoltre si corre il rischio di impiegare fertilizzanti non consentiti per tale uso.

Di conseguenza, in caso di verifica da parte dell’ente di certificazione biologica delle produzioni agricole, nel momento in cui non viene trovata traccia del fertilizzante utilizzato, nell’apposito registro istituito presso il Ministero dell’agricoltura, gli agricoltori incorrono in una non conformità potenzialmente devastante per la loro attività. Conviene quindi sempre controllare sul registro del Ministero (all’indirizzo: http://goo.gl/KAmi6k) se il nome commerciale del prodotto è tra quelli consentiti in agricoltura biologica.

Congresso internazionale

Alla fine di novembre 2017 si è tenuto a Miami il terzo congresso internazionale sui biostimolanti, organizzato ogni due anni dalla testata NewAG International. È stata l’occasione per raccogliere oltre mille partecipanti in una tre giorni di convegni, dibattiti, presentazioni, esposizioni ed eventi collegati al mercato mondiale dei biostimolanti. La partecipazione è stata di elevato livello ed ha visto la presenza dei più importanti produttori affiancati dalle organizzazioni di distributori più qualificate. La presenza italiana è stata tra le più numerose. Le sessioni hanno spaziato da argomenti di natura prettamente agronomica, come le ricadute dell’impiego dei biostimolanti su qualità e rese delle piante, a temi di mercato e di legislazione. Considerando l’attualità dei temi trattati, è stata una vetrina utile per individuare le tendenze future del mercato e per capire come gli agricoltori potranno aumentare l’impiego di questa importante famiglia di fertilizzanti. Dal punto di vista pratico, gli utilizzatori finali devono poter intuire i grandi potenziali di crescita che ci sono per prodotti come i microrganismi, le alghe, gli estratti vegetali ed animali ed i tanti prodotti di nicchia che potrebbero presto essere presenti sul mercato.

Gli agricoltori avranno a disposizione nuove famiglie di sostanze le cui modalità d’impiego, le dosi, i cui criteri produttivi e le finalità stesse, sono molto diverse dai fertilizzanti sinora utilizzati. Ad esempio, grazie ai biostimolanti, non sarà più necessario ricorrere alla distribuzione frazionata dei concimi tradizionali che, oggi si tenta di applicare in maniera differenziata in base al potenziale produttivo .

Sarà il biostimolante stesso a essere distribuito, casomai con un drone, in maniera differenziata e con un accuratezza che nessuno spandiconcime è in grado oggi di assicurare, in tal modo l’intervento “grossolano” col girello potrà essere gestito rapidamente ed in maniera identica sull’intero appezzamento. I biostimolanti saranno in grado di favorire l’espansione dell’attività agricola in aree marginali oggi non utilizzate e, grazie ad essi, si potrebbero recuperare ettari di Sau oggi destinati all’abbandono.

Pensando in grande si tratta di riuscire a coltivare intere zone del globo che, per motivi climatici, pedologici, idrogeologici e altro, oggi non è possibile colonizzare. L’effetto congiunto di microrganismi ed ammendanti potrebbe rendere coltivabile il deserto oppure nuovi biostimolanti ad effetto mirato sulla biologia della pianta, potrebbero far crescere le coltivazioni in terreni salini, oggi sterili. Durante le giornate di Miami non si è potuto fare a meno di sognare ad occhi aperti, fantasticando su una nuova generazione di agricoltori interessati a produrre 40 tonnellate ad ettaro di granturco oppure a coltivare le fragole in serre alte come grattacieli utilizzando solo substrati. Si tratta di un futuro non di fantascienza e nemmeno tanto lontano.

La nuova norma europea

Un mattone per costruire l’agricoltura del futuro e una nuova schiera di agricoltori esperti di nutrizione, lo metterà anche la nuova norma che sarà emanata dalla Ue per regolamentare l’intero settore dei fertilizzanti. Non era del tutto scontato che i biostimolanti facessero parte di tale norma, per il semplice fatto che la definizione stessa di biostimolante (vedi riquadro: “Una separazione netta dai fitosanitari”) potesse in qualche modo confondersi con alcune delle funzioni dei fitosanitari. Per gli agricoltori questo si traduce in indubbi vantaggi sia dal punto di vista economico (6% di differenza nell’aliquota Iva) ma anche in termini di minore burocrazia (autorizzazione all’acquisto ed all’impiego).

I tempi tecnici per l’entrata in vigore del nuovo regolamento sono in ogni caso medio-lunghi. Se anche si riuscisse a pubblicarlo entro la fine del 2018, occorrerebbero altri due anni per la completa applicazione. Relativamente ai biostimolanti (e non solo) si dovranno definire materiali e prodotti ma, cosa più difficile, sarà necessario individuare metodi analitici armonizzati e standardizzati, adatti a fornire le più ampie garanzie all’utilizzatore finale.

Il percorso è ancora lungo e irto di insidie, le discussioni tra Parlamento, Commissione e Consiglio sono appena iniziate e confidiamo che anche le organizzazioni europee degli agricoltori possano avere parte attiva nel creare una norma che sia davvero moderna ed utile, rispettosa dell’ambiente ma, allo stesso tempo, permeabile alle innovazioni. I consumi italiani dei concimi continueranno a diminuire ma vedremo aumentare rese e qualità e speriamo che anche la superficie coltivata possa tornare a crescere.

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