Digital Irrigation IA Next Gen di Farmfront ha ottenuto il riconoscimento di Novità Tecnica nel concorso di Eima International 2026. La piattaforma introduce un agente di intelligenza artificiale per il controllo remoto delle macchine irrigatrici: l’operatore può formulare richieste in linguaggio naturale, mentre il sistema interpreta le istruzioni e chiede conferma prima di eseguire le azioni. Nella scheda del concorso, gli organizzatori individuano nella capacità dell’agente di ragionare, configurare e intervenire sulle macchine l’elemento innovativo della soluzione.
Per Farmfront ha ritirato il riconoscimento Maxime Antoine, direttore tecnico del gruppo di sviluppo digitale, in rappresentanza delle persone che hanno contribuito al progetto.
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Gestire le macchine con la voce o con un messaggio
Il principio della piattaforma è rendere più diretto il rapporto tra operatore, dati e impianti. In pratica, l’agricoltore può chiedere informazioni, modificare impostazioni e impartire comandi attraverso la voce oppure una richiesta scritta, senza dover cercare ogni funzione nei menu delle centraline.
L’agente interpreta la richiesta e la riformula, così che l’operatore possa verificarne il significato. Dopo la conferma, il comando raggiunge la macchina interessata. Il sistema aggiorna quindi lo stato dell’impianto e registra l’operazione nella cronologia. Le interfacce tradizionali restano comunque disponibili: l’interazione vocale "semplicemente" si aggiunge agli altri strumenti di controllo.
La stessa modalità serve per consultare i dati. L’utente può chiedere un prospetto dei consumi idrici per macchina o un riepilogo riferito a una coltura irrigata da più attrezzature. L’agente genera la visualizzazione richiesta e permette di mantenerla nel pannello di controllo. Per i rotoloni, un altro esempio riguarda l’identificazione delle macchine vicine alla fine del ciclo, utile per organizzare gli spostamenti successivi.
Un’unica piattaforma per impianti e sensori
La soluzione è progettata per collegare pivot, impianti lineari, rotoloni, pompe e motopompe, insieme a stazioni meteorologiche e sonde. L’obiettivo di Farmfront è gestire i dispositivi connessi dei diversi marchi del gruppo attraverso un unico ambiente. Interfacce software aperte consentono inoltre l’integrazione di dispositivi e servizi di consiglio irriguo di terzi.
Questa integrazione permette di mettere in relazione i cicli di lavoro delle macchine con le esigenze delle colture. L’agente può elaborare il bilancio idrico, individuare anomalie e proporre interventi motivati dai dati disponibili. Per esempio, il sistema suggerisce l’appezzamento al quale destinare un rotolone e la dose da distribuire, lasciando all’operatore la validazione.
La piattaforma prevede anche regole definite in linguaggio naturale, che associano una condizione a un’azione. L’operatore può stabilire, per esempio, che in caso di pioggia il sistema proponga l’arresto delle macchine. Sono previste inoltre funzioni automatiche di protezione, come l’arresto in presenza di un’interferenza tra le zone di movimento degli impianti.
Il vantaggio atteso? Una gestione più semplice delle informazioni e delle operazioni grazie a una maggiore facilità d’uso e, infine, produttività. I risparmi di acqua ed energia dipenderanno ovviamente dall’applicazione in campo e variano caso per caso.
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Per risparmiare acqua serve conoscere il fabbisogno
La novità si inserisce nel percorso dell’irrigazione digitale su cui Farmfront è molto impegnata, che combina misure di campo, informazioni meteorologiche e modelli agronomici per stabilire quando irrigare e quanta acqua distribuire. Il tema riguarda tutti i comparti: secondo la Fao, l’agricoltura assorbe circa il 70% dei prelievi mondiali di acqua dolce.
Il fabbisogno colturale dipende dall’evapotraspirazione, cioè dalla somma dell’acqua che evapora dal terreno e di quella traspirata dalle piante. Varia con le condizioni meteorologiche, la coltura e la fase di sviluppo. Per determinare l’intervento irriguo bisogna considerare anche le precipitazioni utili e la riserva presente nel suolo, nella zona esplorata dalle radici.
Non occorre mantenere costantemente il terreno alla capacità di campo, ossia al contenuto idrico che conserva dopo il drenaggio dell’acqua in eccesso. Occorre invece gestire la riserva disponibile, intervenendo prima che la sua riduzione provochi uno stress dannoso. In orticoltura, come nelle altre coltivazioni, la programmazione deve quindi seguire l’evoluzione delle esigenze durante il ciclo.
Sonde, dati meteo e sistemi di supporto alle decisioni aiutano a definire il consiglio irriguo. Collegare queste informazioni al controllo delle macchine permette poi di verificare l’esecuzione dell’intervento. È questo il passaggio al quale punta la soluzione premiata di Farmfront: rendere più accessibili i dati e trasformarli, sotto il controllo dell’operatore, in istruzioni per gli impianti.
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Farmfront è un gruppo attivo nelle soluzioni per l’irrigazione che include i marchi Ocmis, Irtec, Marani, Scova, Irrimec, Otech e Rkd.









